8/11/2009

9 - l'ambasciata

stamattina siamo andati a fare "l'intervista" in ambasciata.

ci siamo preparati a lungo, abbiamo preparato tutti i documenti, i certificati (matrimonio e laurea) in originale e tradotti, le fototessere, le foto del matrimonio ecc (il tutto con un minimo di ansia, visto che i documenti dall'america sono arrivati all'ultimo).

stamattina siamo andati lì con tutto il plico in mano, e nient'altro (l'ambasciata aveva mandato una mail dicendo di non portarsi dietro nulla).
avevamo appuntamento alle 8:30.... ma come noi tanti altri!
per cui siamo arrivati che c'era la fila fuori, davanti al cartello "visa".
ad un certo punto degli omini in divisa (e armati credo) hanno iniziato a chiamare le persone una a una dalla loro lista: controllo del passaporto, e altra piccola fila.
dopodichè un altro omino sempre in divisa ci ha introdotti uno per volta nell'ambasciata, previo controllo dei documenti (e son due) e passaggio sotto il metal detector (e si occupava di ritirare cellulari, borse e tutto).
altre porticine e siamo arrivati nella sala dei visti.. solo che la macchinetta dei numeri non funzionava, per cui si è creata una fila tipo quella del dottore, in cui bisognava ricordarsi chi c'era prima e chi dopo...
quando è arrivato il nostro turno, siamo andati allo sportello: ci han chiesto i moduli, i passaporti (ovviamente controllati), le fototessere, i documenti dall'america, il certificato del matrimonio... e poi impronte digitali di tutte le dita (con qualche difficoltà da parte del marito!).
abbiamo pagato l'ennesima tassa e poi in fila per il colloquio dal console.
mi aspettavo di essere ricevuta in un ufficio immenso, isolata dal marito, domande a trabocchetto in inglese, documenti spulciati ecc.. e invece il console (che tra l'altro era un ragazzo della nostra età più o meno, che parlava un "simpatico" italiano) riceveva anche lui dietro lo sportello... e tutti quanti ascoltavano i colloqui di tutti (in america non c'è la privacy come da noi),
cmq il colloquio è stato molto veloce: perchè andate in america, cosa fate, cosa farete, siete mai stati in america.. e niente di più.
ah, ovviamente ci ha controllato di nuovo il passaporto e le impronte digitali prese 5 minuti prima dalla collega! ci ha messo un paio di timbri, ci ha detto che il visto ci sarà concesso!

... wow... ci aspettavamo decisamente molto peggio!!!


6 commenti:

Anonimo ha detto...

bene per il colloquio!

ho letto il post in cui hai scritto della gravidanza che non arriva e di una possibile punizione. E' una idea tutta cattolica quella della punizione.
Io ho avuto un aborto spontaneo il 19 maggio e da li' non ho avuto piu' pace, ne' nel corpo ne' nel cuore. Se la sofferenza che sto vivendo e' una punizione per una colpa commessa, questa colpa deve essere immensa, gigante. Ma cosi' non e'. Si chiama sfortuna. E puo' sempre andare peggio. Bisogna essere molto forti. Un abbraccio. Magari quando arrivate a San Diego ci vediamo, se vi fa piacere. E non per parlare di dolore :)


valeriascrive

Marica ha detto...

ma tu valeria sei "crazy times"?
quella che sta a los angeles?

se sei tu: si, ho letto sul tuo blog e mi è dispiaciuto molto.
ed ho un'amica a cui è successa la stessa cosa un mesetto fa.
anche a lei dico sempre di essere forte!
però anche io ho bisogno di qualcuno che me lo dice :-P
per cui grazie mille!

cmq si, sicuramente mi farà piacere vederti a san diego! non mi sembrerà vero poter parlare in italiano con qualcuno :-P

Anonimo ha detto...

sisi sono la stessa persona :)
valeriascrive/crazy times

manulea ha detto...

Un non sapevo che ci fosse pure la necessità dell'intervista!!!!

Marica ha detto...

per valeria: bene, allora ti ho inquadrato!
sicuramente avremo occasione di vederci! :-)

per manuela: eh si... ma per fortuna è stata una cosa molto veloce e sbrigativa.

Venusintheworld ha detto...

ciao ho scoperto proprio stamattina il tuo blog e mi stai facendo sognare! :D anche io voglio un visto!! ihihih per ora mi accontento di finire l'università :) baci ciau