2/26/2010

184 - nella casa abbandonata

Vorrei scrivere qualcosa su questa casa, ma piu' di tanto non posso scrivere, per la "privacy" di tante persone.
E allora non posso stare qui a raccontare perche' questa casa (in cui sono ospite in questi giorni a roma) sia abbandonata, troppo complicato.

Posso pero' scrivere che mi lascia addosso un senso di tristezza.
Perche' una casa vuota non e' piu' una casa.

Mi ricordo quando ci sono entrata per la prima volta.
Io e il maritino stavamo insieme da pochissimo allora, ma lui mi chiese di venire a casa sua.
Aveva bisogno di me, in un certo senso. Di una persona "estranea" a tutto.
E anche se io ero terrorizzata da questa cosa di "entrare in casa", mi feci coraggio.
E su questo divano, dove ora sono seduta a scrivere, allora eravamo seduti per guardare un film in tv.
Allora c'erano mobili, c'erano quadri, c'erano tappeti, c'erano persone.

E poi mi ricordo quando lui stava male per l'operazione, e mi chiese di venire a dormire da lui una notte per fargli compagnia, perche' suo fratello non c'era, cosi c'era un letto per me.
E io, che ero cosi timorosa (lo sono ancora) mi comprai un pigiamino nuovo (nessuno mi sembrava abbastanza "decoroso").

E poi mi ricordo quando li' in cucina si cenava in 4.
O quando tornavamo insieme dall'universita' ed eravamo solo noi due a pranzo.


Ora le pareti sono spoglie. I mobili sono dimezzati e sono vuoti (quasi).
Il bagno inizia ad accusare i segni del tempo.
Le finestre non hanno tende.

....


Spero che torni presto la vita tra queste pareti.

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