3/17/2010

206 - il futuro non immediato (pensione, malattie degenerative e vedovanza)

[Si prospetta un post lungo e poco allegro... quindi... se non lo leggete non mi offendo, anzi! :-)]

Qui in America bisogna pensare spesso al futuro, quello non immediato... e a me crea non poche difficolta', visto che non so ancora cosa voglio fare da qui a un anno (ma anche da qui a domani se devo essere sincera).
Mi spiego meglio.

In Italia e' tutto piu' facile, perche' di solito quando si lavora i contributi pensionistici vengono messi da parte automaticamente (con inps, inarcassa ecc), e l'eta' per poter andare in pensione e' piu' o meno fissata dallo stato. Non so bene come funzioni, ma immagino che a un certo punto uno possa andare in pensione e riceve un tot al mese dallo stato. Di solito poi uno continua a vivere in contatto con la propria famiglia (in linea di massima), e se puta caso uno si ammala puo' sempre contare sul supporto della propria famiglia o cmq su una certa forma di aiuto statale (correggetemi se sbaglio).
Quindi io credo che nessuno a 30 anni si preoccupi di cosa ne sara' di lui quando avra' 70 anni.
Almeno, io non me ne sono mai preoccupata.

Qui e' diverso.
Tanto per iniziare la pensione statale non esiste, ma quando inizi a lavorare (noi abbiamo affrontato questo discorso ora, a 30 anni suonati, ma immagino che gli americani lo affrontino ancor prima), dicevo che quando inizi a lavorare devi farti due conti su quanto vuoi avere di pensione, cioe' fare una stima di quanti dollari al mese potrebbero servirti, a che eta' pensi di andare in pensione, quanti anni pensi di vivere... e quindi farti un calcolo su quanto devi mettere da parte del tuo stipendio.
A me la pensione sembra una realta' lontanissima, eppure qui bisogna gia' pensarci.

L'altro giorno poi il marito e' tornato a casa, dicendo che a lavoro hanno offerto una "promozione speciale" per entrare a far parte in uno di questi programmi "long term care".
Ci siamo un attimo informati, abbiamo visto dei video esplicativi e.. ci siamo depressi.
Insomma, a un certo punto c'e' l'intervistatore che chiede a delle persone come mai a 40 anni o a 30 anni facciano gia' parte di questo programma... e giu' con storie del tipo "mio padre da un giorno all'altro si e' ammalato di una malattia che poi aveva bisogno di assistenza tutti i giorni bla bla bla", oppure "mio marito si e' alzato di notte per andare a bere, ma e' caduto per le scale, si e' rotto la spina dorsale e ora non puo' far piu' nulla" ecc ecc.
Insomma, se qui in America ti succede una disgrazia del genere come minimo ti licenziano (in quanto non puoi piu' lavorare), licenziandoti perdi (oltre allo stipendio) anche l'assicurazione medica... cmq le assicurazioni mediche normalmente non coprono le spese per questo tipo di malattie (a lungo termine le definiscono)... di solito poi in america se uno vive in california come minimo ha i figli a New York, i nipoti in Ohio e i cugini in Florida... cioe' non esiste la famiglia come da noi, quindi devi pagare qualcuno che ti assista tutti i giorni, per 2 o 3 o 4 anni... e le spese mediche come sempre sono altissime.
Quindi ci sono questi programmi appositi, in cui tu versi un tot al mese (calcolato in base a quanto pensi che ti possa servire in questi casi e in base a quanti anni pensi di aver bisogno di queste cure e in base a quella che stimi l'inflazione dei prossimi 50 o 60 anni!!).. e se ti dovesse servire, loro tra tot anni ti pagheranno quel tot al giorno per quel tot di tempo.
Ovviamente a 30 anni paghi relativamente poco, ma se ti arruoli a 50 o a 60 anni rischi di pagare uno sproposito. D'altra parte se inizi a pagare a 30 anni, ma poi smetti di pagare per qualsiasi motivo, sono tutti soldi persi.
All'inizio pensavamo di farlo... poi un po' perche' la cifra che veniva fuori era abbastanza alta, un po' perche' non sappiamo dove saremo quando avremo 80 anni, un po' perche' vogliamo essere ottimisti abbiamo deciso di non farlo.

La cosa pero' mi ha decisamente messo di cattivo umore.
Si, perche' io ora sono tutta presa che voglio fare un figlio, godermi il mio tempo, vedere se esce fuori un lavoretto... e se devo pensare a mettere da parte dei soldi al limite mi viene da pensare di metterli da parte per crescere i figli.... la mia mente si rifiuta di pensare a quanti soldi possano servirmi se e quando staro' male, nel caso in cui non ci sia nessuno che possa occuparsi di me.

Come se cio' non bastasse, l'altra sera abbiamo visto Up, il cartone della Disney.
Mammamia che tristezza......
Se non avete visto Up e volete vederlo, saltate al prossimo spazio, grazie.
Insomma, questi due che si conoscono da piccoli, e poi si sposano, e poi i progetti, i sogni, la camera del bimbo, il bimbo che non arriva, una vita vissuta cmq insieme, piena di amore, e poi lui, solo... ovviamente solo come puoi esserlo solo in america.
Ma che tristezza.
E alla fine giu' di lacrimoni....

Insomma, temi tristi.
Poi ieri ho anche scoperto che i precedenti proprietari di questa casa l'hanno dovuta vendere perche' avevano perso il lavoro (da un giorno all'altro) e quindi non la potevano piu' mantenere.
Quando penso a queste cose... quando penso che qui e' vero che da nessuno puoi diventare qualcuno, ma e' anche vero che da una vita normale puoi ritrovarti in mezzo alla strada... beh, ho paura.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

In Italia la differenza sta nel fatto di avere la pensione, che però sarà molto più bassa di quella che hanno avuto i nostri genitori. Per il resto non trovo differenze. I genitori non ci saranno più, eventuali figli devono farsi la loro vita e potrebbero vivere comunque altrove.