5/27/2010

307 - piccole riflessioni sul sistema scolastico

Tante piccole riflessioni che mi girano per la testa, innescate dal post di palbi sull'argomento.

Ieri la vicina di casa a un certo punto mi ha chiesto a che eta' ho avuto il ciclo per la prima volta, spiegandomi che la figlia ha 12 anni, ma non ha ancora avuto il ciclo, mentre le sue amiche ce l'hanno gia' avuto. Le ho quindi chiesto se "sta preparando" la figlia all'evento, e lei mi ha spiegato che non ce n'e' bisogno, che ormai la figlia sa tutto su come funziona il sistema riproduttivo, dato che a scuola fanno "educazione sessuale" (o come si chiama), e addirittura la settimana scorsa in classe hanno visto il video di un parto.
Ho quindi ripensato a quando ho avuto il mio primo ciclo: non solo la scuola non mi aveva preparato, ma nemmeno mia mamma l'aveva fatto... mi ricordo ancora di aver pensato di essere in qualche modo malata (e ancora oggi quando ho il ciclo ho sempre una sensazione di "malattia")... e mi ricordo che fino alle medie io non sapevo proprio niente di "educazione sessuale".
E' vero che sono passati 19 anni da quando avevo 12 anni, magari le cose sono cambiate anche in italia (chi lo sa?), ma questa cosa dell'educazione sessuale a scuola mi e' piaciuta (anche se non ho capito perche' far vedere il video del parto a ragazzi di 12 anni... per spaventarli?... forse bastava spiegarlo a parole!).

Sempre con la vicina di casa siamo andate a comprare dei "biglietti di ringraziamento per gli insegnanti". Le ho chiesto come mai.
Mi ha spiegato che solitamente le mamme fanno volontariato a scuola, per esempio aiutano gli insegnanti durante le lezioni, facendo letture o spiegando cose sul loro lavoro ecc... non ho capito con che frequenza, ma mi e' piaciuto... Quello che non mi e' piaciuto pero' e' stato il seguito della storia, cioe' che le mamme che non possono fare questo volontariato (tipo lei, che non parla bene inglese) a fine anno "sono tenute" a fare un "piccolo regalo di ringraziamento" verso questi insegnanti, altrimenti i loro figli sono "svantaggiati" rispetto a quelli le cui mamme fanno volontariato... ecco, questo non dovrebbe succedere!

Siamo andate infine a recuperare il figlio piccolo (9 anni) all'uscita da scuola, e ho visto che di fronte la scuola, ai due lati della strada, c'erano gruppetti di 3 ragazzini muniti di cappello e maglietta rossi e di un cartello di "stop" mobile, incaricati di fermare le macchine per fare attraversare gli altri ragazzini e i genitori. Le ho chiesto meravigliata cosa stesse succedendo, e lei mi ha detto che e' uno dei modi con cui i ragazzini possono fare volontariato.
Cioe' questi alle elementari fanno gia' volontariato... credo sia un bel modo di responsabilizzarli!

Insomma, da queste poche notizie recuperate ieri mi sono fatta l'idea che i ragazzi americani siano piu' preparati dal punto di vista pratico ad affrontare la vita di tutti i giorni rispetto a noi (sempre ribadendo che il mio modello di scuola italiana e' solo quello che ho vissuto io sulla mia pelle).

Un'altra cosa che mi ha colpito della scuola americana da quando siamo arrivati qui e' lo spirito di competizione, se cosi si puo' definire.
Le poche volte che mi capita di recuperare il giornaletto locale, leggo sempre articoli sul tal ragazzino della tal scuola che ha vinto un premio per questo, o il team dell'altra scuola che e' andata nelle semifinali (a livello americano) per aver progettato un robottino che fa quest'altro, o la bambina di 9 anni che ha vinto una competizione a livello regionale sul tema "spiega perche' la mia mamma e' la piu' brava del mondo", o quell'altro di 14 anni che ha fatto un componimento di non so quante pagine su come risolvere la crisi economica ed e' andato a ritirare il premio a sacramento...
Insomma, tutte notizie di bambini/ragazzi che partecipano ad attivita' "competitive", che gia' a 8 anni vincono dei riconoscimenti... io a quell'eta' facevo i compiti e basta...

E infine: tempo fa ero andata sul sito della facolta' di ingegneria qui a san diego per cercare di capire se quello che avevo studiato e' simile a quello che si studia qui, e mi ricordo che vagando tra le varie pagine a un certo punto ho trovato "si raccomanda a tutti gli alunni di partecipare almeno 1 volta a settimana ad una delle visite di cantiere organizzate dall'universita' ".
una volta a settimana in cantiere.
un miraggio per me!
Quando ero all'universita' ho fatto 1 visita di cantiere in 5 anni.
E durante la mia vita lavorativa ho fatto 1 visita di cantiere in 4 anni.
Questi ci vanno 1 volta a settimana.
E' vero che il loro corso di studi universitario e' piu' corto rispetto al nostro, e' vero che noi in italia studiamo di piu', che magari siamo piu' bravi a livello teorico-nozionistico, ma questi sul lato pratico ci superano abbondantemente!
Voglio dire, magari io so la formula di Chezy a memoria e loro no, ma d'altra parte non ho mai visto dal vivo un pluviometro (vabe', si, ho visto le foto e so come funziona...). Oppure magari so che l'area del ferro 25 e' 4.9 cmq, ma poi a occhio non saprei distinguere un ferro 25 da un 16 (scusate per la digressione ingegneristica...).

Non voglio "buttare fango" sulle nostre scuole, ma mi sembra che si dia poco spazio agli aspetti pratici da noi.
Chissa', magari rispetto a quando sono andata a scuola io le cose sono cambiate.
Spero.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

no, non credo siano cambiate purtroppo :(

le mie perplessita' sul sistema scolastico americano le ho espresse nel blog di palbi. Non credo sia migliore, non credo sia da imitare in toto. Credo si possa, questo si, migliorare l'aspetto pratico dell'insegnamento, e sarebbe proprio da fare. Questo a tutti i livelli, dalle elementari all'universita'. E si dovrebbe pure insegnare a rispettare la res publica, qui lo fanno, insegnano a essere cittadini e mi piace moltissimo.
valescrive

Mude ha detto...

Sono d'accordo, c'è da dire però che le high school medie e superiori in america fanno schifo se non sei in un quartiere ricco. Anche peggio che da noi.

Per il resto, per quanto riguarda l'università mi sembrano organizzati meglio. Danno subito gli strumenti per ideare/lavorare e poi quelli più teorici. Li porta a essere più pratici, cosa che secondo me è molto utile anche da un punto di vista della ricerca

palbi ha detto...

eh sì direi che siamo d'accordo praticamente su tutta la linea. La cosa che per me e' la + importante di tutte e' come questa praticita' che caratterizza gli studi poi nella vita adulta si traduca in uno spirito propositivo e ottimista che fa la ricchezza di questo paese

Anonimo ha detto...

Che nelle scuole americane ci sia da sempre una gran competizione che spesso sfocia nel bullismo si sa, e lo raccontano i milioni di film e telefilm dagli anni 80 a oggi in cui ci sono i gruppi diversi fra loro, i concorsi, il ballo a cui non tutti partecipano, le confraternite, le squadre avversarie e le cheer leader :D