7/16/2010

365 - la volpe

Oggi sul Libro delle Facce ho visto che una mia amica ha scritto un pezzetto del mio brano preferito del mio libro preferito, quello che parla della Volpe.
Il resto vien da se'... (con diversi tagli):

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno" disse la volpe.
"Buon giorno" rispose gentilmente il piccolo principe voltandosi, ma non vide nessuno.
"Sono qui" disse la voce "sotto al melo..."
"Chi sei?" domando' il piccolo principe
"Sono una volpe" disse la volpe.
"Vieni a giocare con me" le propose il piccolo principe "sono cosi' triste..."
"Non posso giocare con te" disse la volpe "non sono addomesticata"
"Ah! Scusa" fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire 'addomesticare'?"
[....]
"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire 'creare dei legami'..."
"Creare dei legami?"
"Certo" disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo".
[...]
"... Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' come illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! VEdi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
"Per favore... addomesticami" disse.
[....]
"Che bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti" rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi, nell'erba. Io ti guardero' con la code dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
"Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora" disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi: scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti!"
[....]
Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe "... piangero'"
"La colpa e' tua" disse il piccolo principe "io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
"E' vero" disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"E' certo" disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno" disse la volpe "il colore del grano"

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