9/10/2010

429 - divorziare in america

Qui in America c'e' molta pubblicita' in tema di divorzio: cartelloni lungo la strada, inserzioni sui giornali... per pubblicizzare avvocati e agenzie in tema.
Credo che si divorzi molto piu' facilmente che in Italia...

[Cosa penso del divorzio?
Una delle due cose a cui spero e credo di non ricorrere mai, ma che e' giusto che ci siano, che si abbia la possibilita' di scelta, perche' nella vita non si sa mai.
Per gli altri dico :-)]

L'altro giorno, pero', ho letto su di una rivista di questa assicurazione per il divorzio.
Cioe' c'e' la possibilita' di stipulare un'assicurazione, per cui ogni mese si paga un tot, e se poi si divorzia si ha un rimborso spese (ma solo se si divorzia dopo 4 anni dalla stipula dell'assicurazione).
Questa cosa e' da brivido.
In generale sono a favore delle assicurazioni (per la macchina, per la casa, per la salute...), ma... come si fa in questo caso?
Quando e se ci si sposa, bisogna crederci, al 100%, altrimenti meglio convivere.

Come al mio solito, sono salita in cattedra e ho sparato giudizi sugli altri, cosa che non dovrei fare... ma... questa cosa e' troppo strana per me!

17 commenti:

Anonimo ha detto...

che tipo di differenza fai tra matrimonio e convivenza?
valescrive

Anonimo ha detto...

Lo so che non bisogna generalizzare, ma parlando dell'area tra Los Angeles e San Diego, e riferendoci solo ai matrimoni fra bianchi, che percentuale di matrimoni finisce in divorzio e/o separazione? Ci sono molti singles ultracinquantenni? (nel senso che dopo il divorzio non riescono/non vogliono risposarsi)?
Antonio

Marica ha detto...

eh, cerchero' di essere breve :-)
per come la vedo io, il matrimonio e' fare un passo avanti rispetto alla convivenza, e' aver capito che l'altro e' la persona giusta, con cui si vuole passare il resto della propria vita, i momenti belli e quelli brutti, che si vuole essere li' per l'altro per sempre, che si vuole avere l'altro per sempre affianco, che si vuole costruire qualcosa di concreto, che si vuole essere una famiglia.
e' essere cosi' sicuri di questo da metterci la mano sul fuoco (o la firma su un pezzo di carta).
essenzialmente, il matrimonio (sempre per come la vedo io) implica un concetto di "per sempre" che la convivenza non implica.
se io mi sposo, so/spero/credo che staro' per sempre con l'altra persona... non posso allo stesso tempo firmare un pezzo di carta e pagare un tot al mese, per il caso in cui....
le due cose sono troppo in contraddizione!
se non sono cosi sicura, al punto che ho bisogno di "pararmi il sedere", allora non credo abbia senso sposarsi.

Marica ha detto...

ciao antonio, grazie per la domanda.
vedro' di cercare qualche dato interessante nel weekend! :-)

Anonimo ha detto...

Marica,
sorry, non ti voglio offendere, and I mean it, ma la differenza che fai tra matrimonio e convivenza e' carente, a dir poco. Quindi, secondo te, la gente convive perche' si ritrova, li', per caso, insieme?
Supponi la seguente situazione: sono ateo e, per motivi noti solo a me, non voglio contrarre matrimonio civile: che faccio?
Supponi anche quest'altra situazione. Tu sei sposata da 25 anni (auguri!), io convivo da 25. Che differenza diresti che e' passata tra i tuoi 25 anni di matrimonio ed i miei 25 anni di convivenza?

Buon fine settimana e ancora auguri ;-)

Anonimo ha detto...

Marica, d'accordo con te sull'assicurazione. Mi fa proprio tristezza.

Non ho mai capito perche' le coppie sposate pensano di amarsi di piu' e piu' a lungo di quelle che convivono. Io non mi sono sposata perche' non mi serve la legittimazione sociale dei miei sentimenti. Io convivo perche' l'amore che provo per lui e che lui prova per me si realizza e si compie e si giustifica e si spiega nella dimensione privata che e' solo nostra, sua e mia. Non mi sono sposata perche' non mi interessano il vestito da sposa, le bomboniere, gli invitati, il viaggio di nozze, il pranzo al ristorante e tutto quello che ruota attorno al matrimonio. Non mi sono sposata perche' non mi interessa, non sta nelle mie corde, non incontra i miei gusti. Sono modi d'essere differenti, a te piaceva sposarti a me no. Tutto qui. Non ho mai pensato di poter prendere la porta e andare via solo perche' non avevo un pezzo di carta con le nostre firme. Senza dimenticare che in Italia ogni 4 minuti un matrimonio finisce in divorzio.

baci
valeriascrive

Marica ha detto...

Ciao Anonimo,
innanzitutto voglio precisare che in questo post non intendevo fare nessuna propaganda pro-matrimonio, dato che sono partita dall'affermare che se uno si vuole sposare, ma non e' sicuro, e' meglio che non si sposi affatto.

Dato che pero' mi trascini su quest'altro territorio... parliamone!
Se le mie motivazioni in tema di matrimonio ti sembrano carenti, posso cmq assicurarti che nel nostro caso sono state sufficienti (insieme alla volonta' di creare una famiglia) a farci decidere per il matrimonio, ci hanno sostenuto per i nostri 4 anni di matrimonio e sono sicura che ci sosterranno ancora a lungo.
Altre coppie possono avere altre motiviazioni, quali una gravidanza innaspettata, soldi, cittadinanza, ecc, ma non e' stato il nostro caso.
Se tu non trovi le tue motivazioni per sposarti, non farlo.
Non posso certo confrontare i miei anni di matrimonio con i tuoi anni di convivenza, ma posso dirti che i miei anni di matrimonio hanno avuto un carico soggettivo (in termini di emozioni, sentimenti, pensieri) diverso rispetto ai miei anni di convivenza. E posso anche dirti che le differenze oggettive ci sono e come... ti basti pensare che se non fossi stata sposata, probabilmente non sarei qui ora, perche' avremmo avuto molti piu' problemi da affrontare.
Se tu decidi di NON sposarti, ti invito a riflettere sulle conseguenze della tua scelta, almeno in termini legali/amministrativi.
Cosa accade se, dopo 20 anni di convivenza, vieni trasferito in america per lavoro?
Oppure pensa al caso della compagna di Larsson, ho letto da qualche parte che tutti i soldi dovuti alla fama del marito sono andati a finire (dopo la morte di Larsson) nella famiglia di lui, mentre lei, compagna fedele per tanto tempo, e' rimasta senza niente in mano...
Queste riflessioni non vogliono essere un motivo per sposarsi...ma purtroppo la vita riserva anche brutte sorprese e credo che chi scelga di non sposarsi dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e pensare a come tutelare i propri cari.

Non ho mai detto che la gente che convive si trova per caso insieme.

A questo punto vorrei sottolineare l'impegno e la lotta che stanno portando avanti tante coppie gay per arrivare ad avere il diritto di sposarsi. Sicuramente loro hanno capito che differenza c'e' tra convivenza e matrimonio. E sono sicura che nessuna di queste coppie, quando si sposera' (e spero che accadra' presto), si preoccupera' di firmare un'assicurazione per il divorzio.

Auguri anche a te.

Marica ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marica ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marica ha detto...

Ciao Valeria,
e sull'assicurazione siamo d'accordo, almeno :-)

Non penso che chi conviva decida da un momento all'altro di andare via, cosi'...
Lasciarsi capita anche alle coppie sposate, e' vero.
Ma divorziare implica, oltre al carico emotivo, anche delle conseguenze legali ed economiche.
Per questo penso che lasciarsi da "conviventi" sia piu' facile che lasciarsi da "sposati".
L'amore puo' anche essere lo stesso (tra chi convive e chi si sposa), ma sposarsi e' un impegno in piu'.
Non e' solo la festa.

E non e' quel pezzo di carta a tenere insieme le coppie sposate, ma e' l'impegno che si mette ogni giorno nella propria relazione, le scelte che si fanno. Non c'e' una sfera di plexiglass a proteggerci dal mondo.

Anonimo ha detto...

Marica, se l'unica differenza che fai tra matrimonio e convivenza e' economica, sono d'accordo con te. Chi non si sposa non si tutela. E' un dato di fatto, e' vero.

Altre differenze non ci sono.
valescrive

Marica ha detto...

:-)
forse alla base la differenza fondamentale e' quella.
ma, siccome sono una romanticona, mi piace pensare che ci sia anche dell'altro :-)

Marica ha detto...

per Antonio: ho cercato qualche dato su quello che mi hai chiesto, ma la tua domanda e' molto specifica...
Allora, wikianswers mi dice che il divorce rate in california e' altissimo!
http://wiki.answers.com/Q/What_is_the_divorce_rate_in_California
Wikipedia mi dice che:
"A common myth is that half all marriages in the United States end in divorce. In reality this is impossible to measure accurately and this myth is based on an misinterpretation of data stating that, in any given year, the number of marriages is about twice the number of divorces. But those divorces are not necessarily of marriages made in the same year, but could have occurred at any time, rendering this statistic irrelevant to marital outcome."
E qui c'e' cmq una tabella, anche se non indicativa: http://en.wikipedia.org/wiki/Divorce_in_the_United_States#Rates_of_divorce

E infine ho trovato quest'altro dato, che e' il numero di persone divorziate ogni mille abitanti... non e' una percentuale rispetto ai matrimonio, ma da un'idea di quante persone divorziate ci siano in USA (confronta con l'italia per esempio): http://www.nationmaster.com/graph/peo_div_rat-people-divorce-rate

Anonimo ha detto...

probabilmente per te e' cosi'.
e' per questo che vedi una differenza, perche' per te, per la tua storia personale, c'e' stata.
Per me, per la mia di storia, il mio impegno e' assoluto e totale anche da convivente.
Cosi' assoluto e totale che non capisco a che serva il matrimonio.

buona domenica, Marica
baci
valescrive

Anonimo ha detto...

Marica,
sorry, forse te la sei presa.
Pero', per caso o perche' sei una indovia, sei finita per parlare di tante cose che mi toccano da vicino. Bada, io non ho assolutamente nulla contro il matrimonio e chi si sposa, anzi, se mi soffermo a pensare, sono sempre contento per le persone cha hanno deciso di compiere il passo (ovviamente, senza pensare fini non affini a tal vincolo!). Tu hai detto:
"Se tu non trovi le tue motivazioni per sposarti, non farlo." Come ti ho detto, io ho motivazioni per NON sposarmi... e, non sapendo, hai centrato il punto! Quando sara' concesso alle coppie omossessuali di sposarsi, allora la motivazione cadra'. Non perche' sono omosessuale, ma perche' non voglio riconoscere un vincolo che per ora e' discrimina certe persone. Io per adesso sono in una situazione simile a quella di "valescrive" e ti posso assicurare che di impegno ce ne e' stato tanto negli anni, proprio tanto.
Tu mi inviti a pensare alle conseguenze della nostra decisione, e fai degli esempi... tutti gia' affrontati, e risolti (cosi' come li avresti risolti pure' tu, in caso di necessita' - where there is a will there is a way!)
Hai ragione, sarebbe stato piu' facile altrimenti. Molto piu' facile! Ma a me non piacciono le cose facili ;-)
Eppoi, mi sono sempre rifiutato di usare il matrimonio come espediente per risolvere un problema pratico.

Si potrebbe continuare, ma oggi e' stata una giornataccia e sono stanco. Ho incrociato strada con due vite spezzate... sparite in un attimo. Ed io mi lamentavo per il traffico prima di raggiungere il luogo dell'incidente...

Ciao

Anonimo ha detto...

Ah, dimenticavo...
non disperate, anche l'aspetto economico si cura!

Marica ha detto...

Anonimo,
che dire...
mi fa piacere che hai risolto in altro modo "le conseguenze" della decisione, gira che ti rigira si tratta sempre di mettere qualche firma da qualche parte :-)

Mi dispiace per la tua giornataccia.