12/06/2010

535 - a proposito del cambiarsi il nome

Ho scritto settimane fa che, per semplificarmi la vita e per evitare di essere chiamata Marcia, a volte mi presento come "Monica".

E qualche giorno dopo qualcuno ha invece inaugurato un comitato di tutela dei veri nomi italiani :-)

Ma piu' persone conosco e piu' mi rendo conto che non sono l'unica a volermi semplificare la vita: molti dei colleghi indiani del marito si sono "rinominati" (credo non formalmente), la Vicina ha ufficialmente cambiato il suo nome qualche anno fa, ieri sera la donna coreana che parlava inglese mi ha spiegato che quando ha preso la cittadinanza sui documenti ha messo come primo nome il suo cognome coreano, che il nome era troppo complicato.

E diverse volte nella compilazione dei documenti ho trovato lo spazio per inserire anche il nome precedente, nel caso di cambio di nome.
Allora ho chiesto informazioni a google, e mi ha risposto che e' vero, che ci si puo' cambiare il nome se quello che abbiamo non ci piace:
"There are several reasons why you might want to change your name, whether it's because of a change in marital status or you don't like your birth name."
E qui e' spiegato brevemente come fare.

E mi e' tornato in mente l'episodio di Friends in cui Phoebe cambia il proprio nome :-)
Prima parte e seconda parte.


Cmq: Monica e' solo per gli estranei, mai rinuncerei davvero al mio nome... che ci sono giorni che mi sento proprio "Marica", poi come farei? :-)

6 commenti:

Nikla ha detto...

...per es. nel quartiere dove vivo ora i filippini che lavorano nelle case hanno tutti cambiato nome, non credo ufficialmente, ma evidentemente hanno meno problemi nel presentarsi e nel cercare nuovi lavori...

assolutamente se proprio devi cambiare nome io voto MAKI :)

Manu ha detto...

Grazie Marica!!! Quante cose sto imparando...e non sai quanto ti ringrazio...Mamma mia!!! Incredibile...non la sapevo questa...a me pare una cosa davvero improponibile ed anche concettualmente sbagliata nel senso credo che il tuo nome riveli la tuà identità sia il tuo abito non solo civile ma anche umano nelle relazioni...forse è soltanto un caso ma mi sto chiedendo se questo atteggiamento può creare anche uno smarrimento di identità nella società multiculturale americana in cui fose l'unica cosa che ti rimane è il nome (a parte chi decide di cambiare sesso). La finalità è la praticità ma non si può subordinare al principio pratico la propria sovranità identitaria.

Di fatto è così a pensarci bene: il cugino di mia madre a Boston si chiama Roland allo stato civile però lo chiamiamo in Italia Umberto...

Manu & Claudia di Pocapaglia (CN)
manuplasmati@tiscali.it

Marica ha detto...

Nikla: gia', pure qualcuno che viene in Italia lo fa, alla fine per semplificarsi la vita :-)
Ahahah, poi divento "California Maki", come il piatto giapponese :-)

Manu & Claudia: eh, non si finisce mai di imparare :-)
Che dire, l'America e' la terra delle liberta', anche per questo!
In fondo non ci vedo niente di male se uno non si identifica nel proprio nome (dato dai genitori) ma si identifica meglio in un altro :-)

Moky ha detto...

Io sono Monica, e lo pronunciano "Manica"... Sono suoni che non "sentono" :)

Marica ha detto...

eh, io mi accontento di quello che dicono in vece di "monica" :-)

Moky ha detto...

hee hee... comunque hai ragione, chi ti conosce bene, lo impara e probabilmente prova anche a rotolare la erre!! :)