2/06/2011

624 - south park e il linguaggio dei segni

Ieri siamo andati nel quartiere di South Park, dove avevamo un appuntamento per pranzo.
Non eravamo mai stati li', anche perche' in effetti non c'e' molto da vedere, ma e' piu' un quartiere da vivere.
Abituati alla nostra Carmel Valley (leggi casette tutte uguali con persone tutte uguali), South Park ci ha colpito molto per le sue casette detached e tutte diverse tra di loro, spesso piccole, ma molto curate e .. colorate :-)

Siamo andati a mangiare in questo posto dove c'era un playground per i bambini (dato che ci siamo visti con una coppia con un bambino piccolo) e... oltre ad essere pieno di bambini, era anche pieno di persone diverse rispetto a quelle che si vedono a Carmel Valley e colorate, comprese le cameriere.

Parlando con queste persone, sono emerse due cose interessanti.
La prima riguarda il mondo del lavoro: in pratica questa tipa lavora part-time, cioe' lavora solo due giorni a settimana, dalle 8 alle 15.. ed ha un'amica che le tiene il bimbo quando lei e' a lavoro, e viceversa, lei fa lo stesso con la sua amica (che ha un bambino piccolo).
Beh.... figo! :-)

E poi e' venuto fuori il discorso del linguaggio dei segni.
In pratica questa tipa mi ha detto che ha insegnato al bimbo il linguaggio dei segni, tipo come si dice "per favore" o "ancora" o altre cose cosi'... e pare che il bambino, ancor prima di parlare, riesca a comunicare in questo modo.
All'inizio ho pensato al film "Mi presenti i tuoi?", dove c'era quel tenerissimo bambino che comunicava proprio in questo modo :-D
Ma poi ho pensato che.. beh, si, ha senso... in fondo i bambini non parlano perche' non sanno articolare le parole, ma cmq vorrebbero comunicare in qualche modo... almeno credo...
Ma e' una prassi diffusa questa?

[OT mi dispiace se qualcuno pensa che io sia contro la diversita'...
riconosco che a volte non ho una mentalita' cosi' aperta come penso invece di avere...
ma il blog serve anche a questo, a farmi capire i miei limiti]

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Hmmmmmm.....no, e' la prima volta che sento questa cosa di insegnare ad un bambino il linguaggio dei segni, a meno che il bambino non sia sordo (e di conseguenza muto). Almeno qui' in MD non ne ho mai sentito parlare e ho una bimba piccola. Che io sappia i bambini che non sanno ancora articolare le parole si esprimono piangendo o gesticolando, o per lo meno la mia faceva cosi', ammetto che a volte e' frustrante non capire cosa vogliono ma dopo un po' almeno la mamma e il papa' si abituano a capire il modo in cui i propri figli esprimono i bisogni primari, a volte semplicemente con dei monosillabi o con dei gesti e si va avanti.

Poi cominciano a parlare e non la smettono piu' e vorresti un po' di pace e pensi che quasi quasi era meglio quando non parlavano cosi' tanto che almeno ti godevi un po' piu' di silenzio. :)))

Dora

Jack ha detto...

Idem in Michigan, mai visti, non credo sia una cosa molto diffusa.
PS: non sei contro la diversità, è che in America la società è fortemente divisa in ceti e/o etnie ed ogni quartiere di una città è una cosa a sé, specie in quelle più grandi, ed è normale trovare delle differenze. Non credo troverai mai nello stesso quartiere dei bianchi e neri, ricchi e non. Almeno questo è il mio pensiero e ciò che ho visto in prima persona.

dado ha detto...

faccio un ot solo x dire una cosa (si l'ho capita la frecciatina verso di me) nn credo tu sia una razzista che alla mattina si sveglia e grida hi hitler :-) credo che in tutti noi, in modo diverso, ci sia un po' di paura del "diverso"...da quel poco che ho capito sei un ottima persona ;-)

Nina ha detto...

Marica io ci lavoro con i bambini sordi e ho studiato 4 anni proprio per imparare la LINGUA dei segni (perchè di lingua a tutti gli effetti si tratta) e diventare assistente alla comunicazione. In genere la ls si usa con bambini sordi (che NON SONO MUTI, assolutamente, perchè hanno l'apparato fono articolatorio integro e intatto) o comunque con bambini che hanno altre disabilità che gli impediscono di comunicare con le lingue vocali. Però mi sembra una cosa carina e priva di controindicazioni quella di questa tipa che l'ha trasmessa al figlio, sicuramente i bimbi l'acquisiscono prima proprio perchè la gestualità è quella che si sviluppa prima. Quello che accadrà poi è che inizierà a parlare e se l'esposizione alla ls non continuerà in modo costante, smeplicemente la lingua vocale diverrà quella dominante. Fatto così, in modo blando è sicuramente un arricchimento in più, nient'altro. Sicuramente chi conosce la lingua dei segni ha piacere di trasmettere qualcosa al figlio, un po' come quando conosci un'altra lingua e la usi insieme alla lingua madre :))

Anonimo ha detto...

qui a L.A. e' molto diffusa. Direi che e' la norma
valescrive

Anonimo ha detto...

io ho cominciato a studiare la lingua dei segni qualche mese fa da autodidatta e, anche se puo' sembrare strano, pure tramite you tube :)

c'e' una ragazza che ha creato una, non so bene come definirla...diciamo scuola (non mi viene un termine piu' adeguato) che si occupa proprio di insegnare alle mamme, neo-mamme e anche ai piccolini la sign language in modo che i bimbi/e possano imparare prima e piu' facilmente a comunicare.
credo che sia davvero una bella cosa :)

ti lascio i link, magari se ti va puoi farci un giretto:
-http://www.mysmarthands.com/Site/Baby_Sign_Language.html
-http://www.youtube.com/user/SmartHandsCA

Mel.

alinipe ha detto...

Anche qui a NY si usa con i nani...
Ovviamente per robe molto molto basiche, tipo noi in classe ne usiamo un po' e ogni mese aggiungiamo un segno:
"Devo andare in bagno"
"E' finito"
"Ancora"
"Libro"
"Basta"
"Grazie"
"Dopo"
"Aspetta"
"Piano"
"Snack"
... in genere da una marcia in più ai nani timidi.
E per quelle come me che sono in costante gesticolamento viene che è una bellezza
;)
Alice segnatrice

Marica ha detto...

Dora: :-)

Jack: e' proprio vero, ogni quartiere e' una zona a se', completamente diversa dalle altre, e anche le persone che ci vivono sono diverse.... e non me l'aspettavo!

dado: eh... vedro' di migliorare! :-)

Nina: carina la tua testimonianza, grazie!!

valeria: oh, vedi, non lo sapevo!

mel: grazie mille per i links (poi me li vedo); il concetto e' quello che diceva questa donna, quello di far in modo che i bambini imparino prima a comunicare

alice: :-) bello!

Zorro ha detto...

Si, confermo, e' pratica alquanto diffusa anche da queste parti.

Un pensiero contro la non-diversita': che noia!

Marica ha detto...

Zorro: bentornato!

manulea ha detto...

beh questa cosa la trovo molto bella e utile... sicuramente nei bimbi si sviluppa prima la comunicazione paraverbale rispetto a quella fonetica e a volte è dura per i genitori interpretare i gridolini dei pupetti. é più semplice certamente quando loro indicano con la mano cosa vogliono, o fanno no con la testa per dire basta, o si esprimono in altre maniere, tipo salutano facendo ciao-ciao con la manina, battono le mani quando sono contenti e simili. Certo è che bisogna sempre guardare dove guardano loro e interpretare quello che vogliono dire, però si tratta sempre di comunicazione a tutti gli effetti.

Stefy ha detto...

mio nipote ha quasi tre anni e dice frasi compiute usando prefino i congiuntivi... fin da piccolissimo, quando frignava per avere l'acqua o scendere dal seggiolone mia sorella lo guardava dritto negli occhi, gli porgeva il biberon e gli diceva "hai sete? è questo che vuoi? si chiama acqua" e glielo ripeteva 10 volte. Oppure per scendere gli diceva: "dì giù"
E avendo passato molto tempo con lei e i nonni che mai gli hanno parlato a monosillabi o a versi ha acquisito una notevole proprietà di lunguaggio che dovrebbe essere la norma, non l'eccezione.

Stefy ha detto...

mio nipote ha quasi tre anni e dice frasi compiute usando prefino i congiuntivi... fin da piccolissimo, quando frignava per avere l'acqua o scendere dal seggiolone mia sorella lo guardava dritto negli occhi, gli porgeva il biberon e gli diceva "hai sete? è questo che vuoi? si chiama acqua" e glielo ripeteva 10 volte. Oppure per scendere gli diceva: "dì giù"
E avendo passato molto tempo con lei e i nonni che mai gli hanno parlato a monosillabi o a versi ha acquisito una notevole proprietà di lunguaggio che dovrebbe essere la norma, non l'eccezione.

Zorro ha detto...

Marica: eh, grazie!

Francesca ha detto...

Anche a SB era comunissimo vedere i bimbi usare il linguaggio dei segni per bambini. Qualcuno ha cominciato anche in Italia e io non ci vedo nulla di male se aiuta la comunicazione!

Marica ha detto...

manuela e francesca: eh si :-)

stefy: ma che bravo che e'! certamente ascoltare "parole vere" rispetto a "ghighighi" o "gogogo" aiuta :-P

Elena ha detto...

Ciao!
Allora, in realtà è una pratica piuttosto diffusa, ma non qui in Italia. In America ci sono diversi gruppi che la promuovono (e aziende che vivono del materiale didattico che producono a questo scopo, oltre che dei corsi per i "tutor" che aiutano i genitori a fare questo).

Ci sono anche diversi studi che dimostrano che i bambini udenti che imparano da molto piccoli la lingua dei segni poi, verso i tre anni, parlano meglio dei loro coetanei (e fanno un figurone ai test del QI, risultando più intelligenti della media... ma forse è solo sviluppo precoce e da adulti sono come tutti).
Fatto sta che per i genitori è estremamente comodo: già verso i 9 mesi il bambino può dirti facilmente se vuole del formaggio o dei cereali, se ha fame o se ha sete. Con molte meno frustrazioni per tutti (ed è questo il motivo per cui vengono su bambini più sereni).

Marica ha detto...

elena: grazie del commento! ora che ho un bambino pure io, sto iniziando a pensarci :-)
[hai link da consigliare?]