2/17/2011

640 - siamo fortunati

Qualcuno mi ha scritto delle emails dicendomi che sono fortunata ad essere qui (a San Diego), e nella maggior parte dei casi mi e' stato scritto con un sentimento di simpatia, solidarieta', magari un po' di invidia ma nel senso buono... perche' molti hanno il desiderio di lasciare tutto e venire a vivere in America.
Questo mi ha portato a fare delle riflessioni...

Io ho sempre detto e ho sempre scritto che "ci e' capitata" questa occasione, ma a questo punto mi preme precisare che non e' stato esattamente come vincere la lotteria. Quando ci e' stato proposto il trasferimento le nostre vite andavano spedite in una certa direzione e mai ci saremmo sognati di andare a vivere da un'altra parte (cosi' lontano poi...), io all'inizio l'ho vissuta come un dramma: andare a vivere in California e lasciare tutto o restare a Roma e vedere se viene fuori un altro lavoro? Non e' stato facile, non sono state belle giornate... alla fine abbiamo messo tutto sulla bilancia, abbiamo scelto di fare alcune (molte) rinunce e siamo venuti qui. Certamente ora siamo contenti, ma ci sono anche cose a cui abbiamo rinunciato e a cui rinunciamo ogni giorno.
Vorrei anche precisare che questa proposta non e' stata fatta a tutti e mio marito e' stato uno dei pochi a cui e' stata fatta (diamo a Cesare quel che e' di Cesare :-) ), e di questi pochi non tutti se la sono sentita di venire qui.
Con questo non voglio dire che non siamo stati fortunati, ma che siamo noi ogni giorno che creiamo la nostra fortuna (consapevolmente o meno).

E poi... ognuno di noi ha dei motivi per ritenersi fortunato, ma magari non li vede o li da' per scontati!
Sicuramente qualcuno di voi avra' la fortuna di poter andare al supermercato e di comprare prosciutto crudo e mozzarella di bufala (senza dover pagare 50 dollari alla Costco per poterlo fare!), oppure di poter scegliere tra decine di tipi di passata di pomodoro... qualcuno di voi tornera' a casa la sera da lavoro e gia' sul pianerottolo di casa sara' accolto dalle grida e dalle risate dei suoi figli... qualcuna di voi avra' un esserino meraviglioso che si muove nella pancia... qualcuna avra' la fortuna di poter chiamare la sua migliore amica nel pieno del pomeriggio per sfogarsi un po' o raccontarle le ultime novita'... qualcuno avra' la fortuna di andare tutte le domeniche a pranzo dai genitori o dai nonni... qualcuno potra' vedere il proprio nipotino imparare a camminare... qualcuno magari fara' un lavoro faticoso, ma pieno di soddisfazioni... qualcuno avra' denti bianchi e dritti e senza carie!
E tutti abbiamo la fortuna di avere qualcuno (chiunque esso sia) che ci vuole bene, che si sopporta e che ci supporta.... tutti abbiamo due mani, due braccia, due gambe, due occhi, un cuore che batte... tutti abbiamo diritto di ritenerci fortunati, per un motivo o per l'altro!
Gia' solo per il fatto di essere qui a leggere questo post, siamo fortunati: abbiamo un pc, una connessione internet e tempo per farlo.. e siamo nati nella parte fortunata del mondo!

E' vero che ci capitano brutti episodi e non li voglio banalizzare, ma anche questi episodi, che sul momento ci sembrano drammatici e senza soluzione, poi ci portano qualcosa di buono... magari anche dopo mesi o anni, ma tutto ci fa crescere, tutto ci insegna qualcosa, tutto ci rafforza.
E con questo non voglio dire che tutto ci capita per un perche', non sono fatalista, ma piuttosto dico che possiamo trovare un perche' a tutto quello che ci capita, possiamo trovare un motivo per essere felici, e' in nostro potere.
Faber est suae quisque fortunae.

Combattere per i propri sogni... e intanto trarre il meglio da quello che la vita ci offre in questo momento.

40 commenti:

Jack ha detto...

bel post! sembra che hai avuto un motivo particolare che ti ha ispirato a scriverlo.. qualcuno pensava che non hai fatto alcun sacrificio per la vita che fai ora? mandalo al diavolo!

Marica ha detto...

Jack: ahahahahaha ;-)
(grazie)

Anonimo ha detto...

Grazie Marica, oggi è stata proprio una giornata no. Mi ci volevano le tue parole per ricordarmi che nonostante tutto sono molto fortunata. Mi hai risollevato il morale.

Emanuela

Anonimo ha detto...

Ancora una volta brava Marica!!
Anche io spesso mi sento dire "eh ma tanto tu sei fortunata, abiti in America, è tutto bello, è tutto facile", no, non è così, come in tutte le cose ci sono i lati positivi e i lati negativi, ci sono come hai detto rinunce da fare,come il non poter prendere la macchina e andare a trovare la mamma solo per far quattro chiacchere o le molte altre cose che hai elencato anche tu! A volte non ci si accorge della fortuna che abbiamo perchè purtroppo diamo le cose per scontato e non apprezziamo quello che abbiamo e che ci sta sotto gli occhi!
Venendo qui ho capito quanto mi manca la mia famiglia, le mie sorella,le mie nonne,la mia migliore amica, il supermercato,ridere e scherzare con gli amici che ti conoscono da sempre, il prendersi un buon gelato , insomma essere nel paese in cui sono cresciuta!
E tutto questo non toglie che qui son felice, non mi manca nulla e sto vivendo una bella esperienza. Ma no sempre è facile come sembra.

Scusa per il piccolo sfogo. :-)

-Romina-

Emanuele ha detto...

Quant'è bello questo post. Concordo su tutta la linea! ;-)
Ciao,
Emanuele

Anonimo ha detto...

Ben detto, marica! :-)
Brava! :-)

Pollon!

Moky ha detto...

Bel post! Condivido al 1000%!
La mia frase preferita (e pluricitata) dell'Alberti "Tiene giogo la fortuna solo chi g=le si sottomette"...

Marica ha detto...

Emanuela: grazie a te!

Romina: sei sempre la benvenuta con i tuoi commenti e cmq... ieri siamo state sfortunate pero' :-D
Ma ci rifaremo sett prox!

Emanuele: tu e il tuo blog sicuramente avete contribuito alla Marica di oggi e a questo post :-)

Pollon: :-)

Moky: :-D

Anonimo ha detto...

Vorrei dire che l'ingresso negli USA e' aperto a tutti. Non e' una fortuna essere qui, e' una scelta e richiede coraggio. Quindi quello che la gente deve riconoscere non e' la fortuna, ma la determinazione, l'incoscienza e la curiosita'. C'e' chi arriva qui con un contratto in mano e chi parte da zero. Ognuno si e' rimboccato le maniche, e tutti possono decidere di rimboccarsi le maniche e azzardare. E se si vorrebbe partire e non lo si fa e' per assenza di coraggio. non di fortuna. Quindi insomma riconosciamo i meriti a chi ce li ha.

Sull'interpretazione che dai del dolore. Quando qualcosa mi e' andata male, io non ho mai trovato un perche'e non credo nemmeno che mi abbia rafforzato. Piuttosto penso che la vita sia questa, a volte va bene e altre va male. E' il caso. Ma io non sono cattolica. Oriana Fallaci, Un uomo: "Si ha un bel dire che la serenità addormenta, che la felicità rimbecillisce, che il soffrire invece sveglia e dà idee. Il soffrire paralizza, spenge l'intelligenza, uccide".
Ecco, io la penso come lei. Il libro e' meraviglioso, lo ha scritto prima di diventare stupida e vale la pena leggerlo.

(Scusa il poema :))

valescrive

Marica ha detto...

Valeria: si, e' piu' una questione di coraggio che di fortuna! :-)
Abbiamo una visione diversa del dolore... ma ti dico allora che mia mamma, quando le abbiamo raccontato "quella cosa", mi ha detto che quando era successo a lei le sembrava la fine del mondo e non riusciva a venirne fuori... poi pero' sono venuta io e tutto ha preso "un senso". Mi ha detto che se non succedeva "quella cosa" io non sarei stata io come sono ora.... e che quindi va bene cosi' :-)

Anonimo ha detto...

io me la sarei risparmiata volentieri quella cosa.
:)
Pero' "invidio" quelli che riescono a dare un senso. Io l'unico senso che riesco a dare si chiama sfiga :)
valescrive

Marica ha detto...

valeria: sei troppo forte :-)

Michela ha detto...

Clap, clap, clap!
Esteso al "poema" di valescrive!

Sul dolore mi barcameno tra i due. A seconda delle situazioni. A volte intravedo "il senso", a volte credo che un dolore tempri, altre volte...una gran sfortuna mi sembra la sola, insensata spiegazione.

Anonimo ha detto...

Ciao Marica, bellissimo post! Non sai come ti capisco. Quando a mio marito hanno proposto di trsferirsi a Los Angeles non è stato facile per me, mai mi ero immaginata di passare la mia vita così lontana dalla mia famiglia, dalla mia città e da tutto ciò che significava casa. Ora posso dire che a parte la nostalgia, che quando me te lo aspetti fa capolino, mi ritengo fortunata di poter vivere questa esperienza e ci
ho pure guadagnato un bel po' di fuducia in me stessa che non fa mai male!!
Giulia

Anonimo ha detto...

ecco, magari, nel poema c'e' pure un condizionale al posto di un congiuntivo!! Che cavolo ho scritto????

valescrive

Anonimo ha detto...

ecco, magari, nel poema c'e' pure un condizionale al posto di un congiuntivo!! Che cavolo ho scritto????

valescrive

Sara ha detto...

Io ci penso spesso al fatto che cmq sei lontana dagli affetti da tutte le tue amicizie e non deve essere per niente semplice! Mi ricordo quando, prima di partire, siete stati in crisi per un bel periodo: partiamo, non partiamo? Mi ricordo che mi raccontavi delle notti insonni del marito :-D
Cmq complessivamente, ti sento più positiva di quando stavi qui anche se hai dovuto affrontare situazioni difficili e, si, sarà il sole, il mare, la vita meno frenetica ma anche cambiare tutto ti arricchisce molto! Un abbraccio dall'Italia! ;-)

Nina ha detto...

Si Marica, immagino anche io che la fortuna non c'entri, ma una gran bella dose di intraprendenza, coraggio e forza d'animo, per lasciare tutto e ricominciare da zero così lontano. Io so che mi mancherebbero troppe cose (tipo le verdure come ce le abbiamo qui in Italia, so fissata!) e giocando mi sento di dirti che ti invidio dolcemente quando penso al clima, al caldo che avete lì. Ma è un'inezia confronto a tutti i sacrifici e le rinuncie, come dici tu. Per il resto mi piacerebbe poterti dire che ci sono (so che avere amiche da chiamare per sfogarsi o prendersi un tè insieme è un'altra cosa) e magari un giorno verrò anche a trovarti, chissà, sempre se a te fa piacere :)))
Piuttosto ma ti è arrivata la mia melina dell'altroieri? Mi sto un po' preoccupando che si sia persa...

kari ha detto...

Perfettamente d'accordo! le cose non capitano mai per caso...

Cry ha detto...

Approvo quello che dici, io per esempio sono codarda e, quando potevo non ho mai scelto la via piu' coraggiosa e piu' rischiosa e cosi' mi trovo imprigionata nella mia vita attuale senza speranza di miglioramento o di cambiamento. O meglio il cambiamento potra' anche esserci ma sempre in peggio...Io sinceramente sono felice che esistano persone che, come te, quando hanno potuto hanno rischiato. Se me lo avessero insegnato da bambina ! Se mi avessero fatto capire che non e' importante solo avere uno stipendio fisso e la tranquillita' economica, forse avrei osato qualcosina in piu' per realizzare i miei sogni...Infatti uno degli scopi che mi sono prefissata per il futuro e' quello di concedere a mio figlio la possibilita' (che io non ho avuto) di rischiare/sbagliare/vincere.

Anonimo ha detto...

Grande Marica bellissimo post...
Luca

Fra ha detto...

Io di sicuro un po' ti invidio, ma concordo con te che non si tratta di fortuna ma di possibilità e scelte.
Semmai la "fortuna" è che il posto dove lavorava tuo marito a Roma aveva degli uffici in California... spero ogni giorno che la società in cui lavora mio marito apra una filiale dalle tue parti, ma...:)

Comunque questo tuo post mi ha fatto riflettere anche molto sul fatto che io penso (e dico) sempre che vorrei andare a vivere fuori (in pole position Londra e San Diego), ma non penso quasi mai alle rinunce che quelli che lo fanno devono affrontare. Forse perché è una cosa che difficilmente si concretizzerà a meno che non divorzi (mio marito non è d'accordo e non lascerebbe mai il posto fisso che ha la fortuna di avere, per andare in un paese straniero, dove, se va bene, ci impegheremmo in qualche pub nell'attesa di imparare bene a parlare l'inglese).
E il fatto di non poter vedere i miei amici o la famiglia ogni volta che mi va è una cosa che mi mancherebbe da morire.
Grazie per la riflessione. :)

Marica ha detto...

Michela: :-) si, anche io a volte dico "che sfortuna", pero' poi magari con il passare dei mesi o degli anni mi ritrovo a pensare "ecco, se non fosse successo quello, ora non sarebbe successo quest'altro!"

Giulia: :-D

Sara: e' vero, complessivamente mi sento piu' positiva.... ma forse e' perche' non ho piu' lo stress lavorativo addosso :-D

Nina: si si si, vienici a trovare!!!! :-)
Cmq si, sono consapevole che qui il clima e' da paura... quindi posso dire che siamo stati fortunati a venire proprio a San Diego e non per esempio a Salt Lake City :-)

kari: :-)

Cry: eh, ma io sono come te... e' stato tutto merito di mio marito! Pero' bella questa cosa che dici relativa a tuo figlio, complimenti!!

Luca: :-)

Fra: vero, la fortuna e' stata quella, che c'erano degli uffici qui! Grazie a te... siete voi che mi fate riflettere :-)

Anonimo ha detto...

non capisco tutto questo ben di Dio, sfortunate o no!!! c'e chi dice k arrivare a California fu un trauma per mesi,, allora perché nn restare dove eravate,, problema risolto, c'e gente in Italia k non ha nemmeno per fare la spesa..mentre qui si sta a parlare como siete sfigate per stare in un paese k por lo meno ha rispetto per le persone e no i soliti cafoni nostrani.. per piacere un attimo di riflessione e meno chiacchiere paesane.. Dicono Il cibo fa Pena,, per forza nn si può venire in America per mangiare Italiano, questo mi sembra ignoranza. Io avrei un po' più di rispetto per il paese che ci da da mangiare (Non Italiano) k ci accolto bene.

Cia ha detto...

Volevo solo dirti che è stato bello leggere questo post, una riflessione è sempre salutare!
Grazie!

Cia

Cri ha detto...

bello il tuo post! certo qui ci sono tante opportunita' di lavoro, la vita e' piu' facile per molti versi ma certi giorni essere lontano dalla mamma (e vederla invecchiare su skype) e' davvero faticoso!!!

Marica ha detto...

Anonimo: mi dispiace non essere riuscita a trasmetterti il senso del mio post

Cia: :-)

Cri: gia' :-(

marco ha detto...

io credo che la felicità dipenda da quanto si è in pace con se stessi, da quanto ci sentiamo in armonia. io quando vado in montagna sono in armonia e pure incontro un sacco di difficoltà, talvolta insuperabili (scivoli di ghiaccio o placche lisce) e accetto il rischio di sbucciarmi le ginocchia, o peggio. Se me ne stessi a casa sparapanzato sul divano non incontrerei difficoltà, ma non sarei contento. Ogni cosa importante richiede impegno (il nostro principino ci dice che è il tempo che ci abbiamo impiegato che la rende importante e non la cosa in se) e presuppone scelte, dei no e dei si, (mare o montagna, Corno nero o grandes jorasses ecc). Io, ad es, senza i formaggi piemontesi o i vini italiani (non c'è taroccato della Napa che regga) o la mia moto che farei? a londra me l'ero portata ma fossi negli states…. tutto l'insieme (moto, vino, formaggi, affetti ecc) fa si che scelga questa salita rispetto a un'altra.
Poter fare quello che si sente dipende tantissimo dalla fortuna (chiedetelo a quelli che arrivano a lampedusa sui barconi) e dalla determinazione (chiedetelo a "il marito").
Sul dolore è bella la frase di baricco "ci sono fatti che sono come domande, passano anni, oppure attimi, e poi la vita risponde" (io aggiungerei anche "secoli o millenni"). … o anche "sensatezze postume".
Concordo con marica che alcune botte si rivelano occasioni uniche di crescita.

Annuccia ha detto...

Ciao, sono una tua nuova follower...
Hai perfettamente ragione, purtroppo talvolta ci concentriamo troppo su ciò che non va bene e non ci rendiamo conto di quanto ci stiamo perdendo della vita! Te lo dico io, che ho 27 anni e posso dire di non aver ancora vissuto appieno, è da qualche settimana che provo una sensazione di ansia perenne per tutto, al punto che ne sto facendo una malattia. Ogni giorno mi sveglio sperando di guarire, ma la notte sorgono dentro di me tutte le paure che mi affliggono e che spero non accadano "mai". La forza per fare ciò che tu e tuo marito siete riusciti a fare non so se l'avrò mai, ma, come si dice, ogni piccolo traguardo è già una conquista! A volte basta semplicemente evitare di reprimere dentro di sè tutte le cose negative e buttarle fuori con un pianto liberatorio o con un urlo o facendo sport... Posso dire che in questo momento, finalmente, sono riuscita a tirare fuori qualche lacrima e mi sento già un po' meglio... Non so perchè sto scrivendo qui queste cose, non ci conosciamo neanche e non conosco neanche i lettori/commentatori del tuo blog, ma non importa, forse alle volte con un "estraneo" si riesce meglio ad esprimere ciò che si prova veramente.
Detto questo ti saluto dalla mia terra, la Sicilia. un bacio :)

Marica ha detto...

marco: esatto, pensavo esattamente a quella frase di OceanoMare quando ho scritto quella parte del post :-)
(a quanto pare ci piacciono gli stessi libri).
Bella questa cosa che hai scritto: la felicita' dipende da quanto si e' in armonia con se stessi.
Credo che sia proprio vero... insipendentemente da DOVE siamo :-)

Annuccia: ti ringrazio davvero per il tuo commento, per esserti aperta qui! e' proprio vero che spesso si parla meglio con gli estranei, perche' non ci sono filtri o preconcetti! ed e' assolutamente vero che ogni tanto bisogna sfogarsi un po', anche piangere se ce n'e' bisogno, ma poi il cuore si alleggerisce... io a volte quando sto giu' o sento che qualcosa non va, devo scriverla, e poi gia' mi sento meglio!
spero che il tuo brutto periodo passi presto, che l'ansia vada via, e che tu possa trovare l'energia giusta dentro di te! un abbraccio!

cliffhanger ha detto...

GRAZIE MARICA, ne parlavamo quella sera in macchina, più o meno, no???

Marica ha detto...

si :-)

Ale ha detto...

....okkei avete tutti proprio ragione, è strano e piacevole leggere nelle parole di altri i propri pensieri, sarà perchè da un pò vorrei mollare tutto e andare, andare, andare da qualche parte...però altaleno tra slancio e angoscia:basta lasciamo tutto e andiamo in america...ma se mi mette l'ansia l'idea di cambiare casa e spostarmi di qualche km?
A voi "espatriati volontari e volentieri" tutta la mia ammirazione ed un pò di sana golosissima invidia!!!

p.s....forse riesco a convincere mio marito, poi si pensa!!!

Marica ha detto...

Ale: benvenuta :-) eh no, non e' facile... :-)

Manu di Pocapaglia (CN) ha detto...

Cara Marica

Grazie per questa testimoninanza!!!!

Ho deciso di non commentare questo post che resta uno dei tuoi più accalorati e appassionati. Andare via dalla propria terra non è mai facile e scontato. Ci vogliono grandi motivazioni. Invece è importante molto quello che scrivi "possiamo trovare un perche' a tutto quello che ci capita" ecco questo è davvero troppo importante nella vita nel dolore, nell'amore perchè la nostra storia abbia delle fondamenta solide, concrete e sia un progetto di vita. Poi possiamo talvolta smarrirci. Capita! (è il titolo del libro di Gina Lagorio una grandissima scrittrice recentemente scomparsa che racconta l'esperienza della sua malattia la demenza senile) ma poi si riprende la strada. BUONA STRADA cari Marica e Michele!

Manu & Cla di Pocapaglia (CN)
manuplasmati@tiscali.it

Anonimo ha detto...

Ciao! Leggo il tuo post e condivido in pieno...per il momento sono stato via solo un anno e poco più in Europa per giunta ma hai riassunto in un solo post tutte le mie paure sulla mia prossima partenza a Settembre. Quando sono tornato in Italia molte persone mi hanno detto: chi te lo fa fare, riparti subito, hai solo da guadagnarci senza rendersi conto di quali rinunce si facciano a stare fuori Italia in maniera stabile! Rifarei tutto quello che ho fatto ma sono contento di non essere l'unico a non vedere solo i pro di questa condizione

Marica ha detto...

Anonimo: gia'...

Anonimo ha detto...

ti volevo postare in facebook! belle parole e tanta veritá! un bacio

Anonimo ha detto...

appunto ti volevo postare, ma non hai il tastino...! :/

Marica ha detto...

anonimo: grazie :-D

[ma facebook e twitter ecc devono ancora approdare su questo blog]