3/17/2011

676 - un esempio americano (la meritocrazia)

Le persone che lavorano nella mia palestra si possono dividere in tre gruppi (escludendo gli istruttori):
- quelli che fanno le pulizie: per lo piu' sono messicani, sono quasi invisibili (nel senso che non interagiscono con nessuno), hanno la maglietta gialla;
- quelli addetti alla reception: salutano tutti quelli che entrano ed escono, rispondono al telefono e alle richieste di informazioni, sorridono sempre, hanno la camicia azzurra;
- quelli che fanno il lavoro da ufficio: non si vedono quasi mai perche' non lavorano a contatto con il grande pubblico, si occupano della contabilita', gestiscono cose, organizzano cose, ci occupano degli abbonamenti e degli eventi.. a volte li intravedo in giro per la palestra che accompagnano nuovi clienti, si vestono a proprio piacimento :-)

L'estate scorsa ad un certo punto nel primo gruppo e' arrivata Maria (nome fittizio), unica caucasica tra tutti messicani, sempre sorridente, gentile, umile nel suo lavoro, attenta ai dettagli e alle esigenze delle persone, precisa ecc... Ho sempre pensato che Maria fosse sprecata per quel lavoro, non so spiegare, ma era qualcosa che si vedeva... indipendentemente dalla sua etnia (che devo ammettere sicuramente ha aiutato) lei spiccava tra gli altri.

Alla fine dell'estate c'erano giorni in cui la si vedeva lavorare alla reception, pur sempre con la sua maglietta gialla. Gentilissima nei modi, con un sorriso sincero, aveva sempre qualcosa di carino da dire.

Mi sono assentata dalla palestra per diversi mesi, e quando sono tornata a gennaio mi era sembrata di averla intravista, ma non ero sicura...
Oggi ho avuto la conferma! Maria sta facendo lavoro da ufficio, l'ho vista vestita tutta carina che accompagnava una signora a fare il giro turistico della palestra :-)

Non ho i mezzi per dire che in America succede sempre cosi', ma mi chiedo se fosse mai possibile una storia del genere in Italia, che una persona da cleaner diventi representative nel giro di pochi mesi.

14 commenti:

A. ha detto...

La risposta è semplice: ovviamente no. A meno che non vada a letto con un superiore.

Silvia Pareschi ha detto...

@A.: Purtroppo è vero. Qui la meritocrazia è una specie di atmosfera generale, che mette voglia alle persone di darsi da fare perché sanno di avere buone possibilità che i loro sforzi vengano apprezzati.

Marica ha detto...

A: ahahaha... :-/
silvia: :-)

erix ha detto...

fico!

distrattamente me ha detto...

qui oramai non si conosce più nemmeno il significato della parola a momenti!!!:D
Mi chiedo perchè non si possa riconoscere il meglio delle altre nazioni e cercare di imitarle invece che rimanere ognuno con i propri pregi e i purtroppo tanti difetti!!

Anonimo ha detto...

Io e mia moglie stiamo vendendo la casa per trasferirci definitivamente a San Diego, nostro grande sogno. Abbiamo due figli e una gatta... sarà una bella avventura.

nonsisamai ha detto...

che bella storia! io vivo qui da quattro anni e ne ho viste diverse di queste situazioni, e' successa una cosa simile anche a me...mi sento fortunata di vivere in una societa' imperfetta ma tutto sommato meritocratica.

Anonimo ha detto...

Gli italiani credono che queste cose succedano solo nei film........... ammmmericani. :-D

Emanuela

Marica ha detto...

erix: :-)

distrattamenteme: gia'...

nonsisamai: vero! :-)

emanuela: :-)

Pookelina ha detto...

Che bella storia! Sono contenta per Maria!

Manu di Pocapaglia (CN) ha detto...

Cara Marica...

Non credo sia possibile in Italia una situazione di questo tipo. forse per qualche fortunanato ma il gioco non vale la candela purtroppo. E' una storia qualla di maria che rivela come i principi meritocratici permettano alle pesrone di mettersi in gioco; qui in Italia una società tribale non desatellizzata impedisce di credere che una persona possa farsi da sola..non ti viene data la possibilità..è il prezzo da pagare al clientilismo e assistenzialismo.

Certo che mi ha colpito quando hai detto "....indipendentemente dalla sua etnia (che devo ammettere sicuramente ha aiutato) lei spiccava tra gli altri." E i messicani che fine fanno? La stada dell'integrazione è sempre dura e scomoda, mai scontata.

Cari saluti

Manu & Cla di Pocapaglia (CN)
manuplasmati@tiscali.it

Marica ha detto...

manu: purtroppo i messicani sono quasi sempre addetti a lavori manuali o di pulizia... credo che ci sia un po' di "razzismo" nei loro confronti.. argomento da approfondire!

Fra ha detto...

Se accade qui, accade in pochissime realtà... :(

Anonimo ha detto...

Mah, che i messicani siano discriminati, può essere vero. D'altronde si tratta spesso di persone a bassissima scolarità che provengono da vari paesi del centro America, che spesso faticano ad integrarsi in mansioni di un certo livello. In Florida, i cubani hanno spessissimo un'elevata scolarità e i risultati si vedono. Chi pensa che certa emarginazione sia solo colpa dei WASP ha il prosciutto ideologico davanti agli occhi