3/29/2011

690 - ... americani....

Qualcuno ogni tanto mi chiede se e' facile fare amicizia con gli americani... secondo me no. O meglio: la mia timidezza unita alla mia non-padronanza della lingua inglese unita alla mia poca vita sociale non mi aiutano certo in questo senso :-)

Anyway, mi sono capitati degli episodi che mi hanno lasciata un po' perplessa.

Tempo fa durante una serata organizzata dall'agenzia dell'adozione ci capita di parlare un bel po' con un'altra coppia, loro sono simpatici, si crea una bella atmosfera, alla fine loro ci dicono che possiamo contattarli volentieri per qualsiasi cosa (loro hanno gia' adottato). Ok, dopo diverse settimane li contatto e organizziamo un pranzo insieme. Alla fine del pranzo ci salutiamo e lei mi dice "dai, una delle prossime settimane ci sentiamo, io vengo dalle tue parti e stiamo un po' insieme". Contentissima la ringrazio.
Spariti.

Con un'altra coppia ho organizzato qualche tempo fa una cena fuori. Loro molto simpatici, passiamo una piacevole serata, alla fine lui fa "allora ragazzi una di queste sere vi invitiamo a cena da noi". Volentieri, che bello.
Qualche giorno dopo invio a lei un'email con la scansione dei documenti che ci hanno consegnato all'ultimo incontro di supporto (per l'adozione), visto che loro non avevano potuto esserci... mi era sembrato un gesto carino. Niente, nemmeno un'email per dirmi grazie.
Spariti.

Quest'altra tipa la vediamo di sabato, piacevole serata e tutto, e ci fa "mercoledi e' il mio compleanno, ho intenzione di organizzare qualcosa". Bello, facci sapere e noi ci saremo.
Quel mercoledi' nessuna notizia... la cosa buffa e' che poi l'abbiamo vista il sabato dopo e lei ci ha parlato tranquillamente di come era andata la serata del compleanno.

Ora, io non ho capito una cosa.
Sono realista e mi rendo conto che non siamo certo simpatici a tutti, e poi non parliamo bene inglese (soprattutto io) e quindi magari non e' piacevole per loro passare tempo con me... ma allora perche' fanno queste proposte/inviti lasciati a mezz'aria? Se non mi vuoi vedere piu', non mi dire "allora vi invitiamo a cena da noi", dimmi "allora, ci si vede...".
Sono falsi questi inviti? Sono una formalita'? O sono io che dovrei prendere in mano la situazione e dire "ma allora, questa cena?" o "ma allora, stasera questo compleanno dov'e'?".

E poi ho la Vicina, che ogni volta ho la sensazione che voglia comprarla questa amicizia piu' che costruirla.
Siccome e' vedova capita spesso che le serve una mano: per appendere un quadro, per spostare un tavolo, qualsiasi cosa. Ci chiama e noi andiamo volentieri, ma lei ogni volta (dopo o al momento stesso) ci regala qualcosa (delle patate, dei pomodori, del gelato, dei guanti usa e getta...), mi ha detto che se non lo fa si sente in colpa.
Ma questo e' un baratto, non e' credere a un sentimento. E quando dovro' chiederle qualcosa io quindi mi sentiro' in dovere di regalarle qualcosa.

L'ultima e' di poco fa. Mi chiama per chiedermi se sono a casa (anche questa abitudine mi sembra malsana), le dico di si, mi dice che ha comprato una cosa per me. Arriva dopo 10 secondi e mi porta una vaschetta di tiramisu', comprato dal supermercato. Vuoi farmi un regalo, va bene... ma tu, donna corena, non puoi regalare a me italiana un tiramisu' comprato dal supermercato in america!!
La ringrazio dicendole che sembra buonissimo, e quindi lei mi chiede se stasera posso guardarle il figlio un'oretta.

Non c'e' da meravigliarsi che poi mi fa piacere passare del tempo con le altre ragazze italiane qui a san diego :-/
[anche se sono consapevole che per il mio inglese e per la mia integrazione culturale dovrei frequentare piu' americani]

Valli a capi'... so' americani!

PS spero tanto che qualcuno mi scriva che mi sto sbagliando e che e' facile fare amicizia con gli americani... mi aspetto una risposta del genere soprattutto dalle tante donne italiane sposate (o che stanno per sposarsi con) americani :-)

36 commenti:

Stefano ha detto...

Non credo che questo modo di fare possa appartenere ad un paese in particolare. E' piuttosto lo "stato medio" dei rapporti sociali al giorno d'oggi. In cui un "allora ci vediamo" non può e non deve ingenerare aspettative. E' una specie di intercalare. Una forma di slang.
Alcuni di noi sono una specie di "distributore" di servizi: basta inserire la monetina, scegliere l'articolo e bum! cade giù nella vaschetta pronto per il ritiro.
Mah.
Valli a capì 'sti tempi....
;) have a nice day

Marica ha detto...

Stefano: dici che e' cosi' ovunque?
Forse mi sono un po' illusa io e ho dato troppo peso alle parole, boh...

Emigrante ha detto...

Da donna sposata ti rispondo io (gnegnegne):
Non hai ancora figli. Qui la vita sociale ruota intorno ai figli.
Quando arrivera' cambiera' tutto, ed avrai una vita sociale!

Anonimo ha detto...

Come la penso te l' avevo già acennatto mi sembra...e nonostante il marito sia per metà americano lui la pensa allo stesso modo riguardo gli "americani", non so che dirti, forse diamo troppo peso alle parole, o forse ci aspettiamo "troppo".....boh...ma dopo quasi 3 anni ho lasciato perdere il fatto che dovrei integrarmi,sono più serena e vivo bene lo stesso ;-))

Romina

Dario ha detto...

Sono d'accordo con Stefano, in questi ultimi anni abbiamo cambiato modo di relazionarci. La tecnologia ci permette di parlare con tutti ma poi è difficile vivere relazioni autentiche.

I ragazzi statunitensi che ho incontrato mi pare passino da un'esperienza all'altra senza molto penetrare nella realtà. Una specie di usa e getta sociale.

Però anche tu vivi negli Stati Uniti. Agendo all'italiana puoi contaminare la cultura locale, puoi cambiare le cose...almeno un po'!

Anonimo ha detto...

Mi aggrego a cio' ha detto la Romina e sai bene come la penso pure io...Pero' Stefano ha fatto un punto molto piu' che valido: "oggi giorno e' piu' un intercalare"...
E purtroppo questa situazione inizio a vederla anche nelle mie "amicizie" italiane. Ovvero si fanno sentire quando hanno da lamentarsi (e non gli interessa minimamente cio' che ho da dire o rispondergli) o quando gli serve qualcosa. E quest'ultima e' diventata una cosa molto frequente.
La realta' e' che ben poco persone vedono ancora l'amicizia come una cosa reale, ma piu' come un servizio "usa e getta" (come detto da Dario). Ma sicuramente saremo tutti pessimisti hahaha

Mark

P.S. scusa errori di ortografia, ma il mio meta' Veneto mi rende incapace hahaha

Marica ha detto...

emigrante: :-)
staremo a vedere (spero)

romina: l'importante e' essere sereni :-)

dario: vera questa cosa della tecnologia che ci fa parlare con tutti, ma in realta' non parliamo con nessuno... vero, potrei contaminare la cultura locale, se avessi piu' coraggio e piu' vocabolario :-)
faro' del mio meglio!

mark: grazie mille del tuo commento, wow :-)
ora che mi ci fai pensare, ne ho avute tante di amicizie "che mi usavano" anche io... probabilmente allora devo ancora incontrare gli americani "giusti"! :-)

Anonimo ha detto...

Cara Marica, passo spesso nel tuo blog per leggere qualche nuova dalla california, detto questo, dopo diversi ed intensi anni vissuti nella tua zona di approdo, e dopo essere tornato felicemente in patria (alla fine il richiamo dell'Italia prende il sopravvento), ti consiglio di guardare chi vive negli states con maggiore attenzione.
Qui in patria è difficile trovare qualcuno che ti faccia un favore, qualcuno trova scuse, altri ti dicono chiaramente che non possono/vogliono. Li è diverso. Il favore spesso te lo fanno. Pero' è una sorta di baratto, ti tengo i bambini cosa mi dai in cambio, tu mi presti una sedia, cosa posso offrirti etc.
Attenzione che di buoni e bravi ne trovi ovunque, ma gli states sono la patria del paradosso e dell'illusionismo :-)
Per quanto concerne gli asiatici, beh in usa sono davvero pazzeschi!

Anonimo ha detto...

Dimenticavo, no non è facile fare amicizia con un americano, o almeno non per come la intendiamo noi :-)

Anonimo ha detto...

Hai ragione!
Gli americani, in genere, danno un peso diverso alle relazioni sociali.
Un giorno mentre parlavo con un'amica italiana, mi disse che, la sua migliore amica americana andava da lei ogni due mesi, perche' cosi concepiva un "rapporto stretto"!
Un'altra mia amica, dopo il matrimonio, aveva il terrore di trasferirsi in america per paura di rimanere sola (ha avuto esperienza con altre coppie americane...donne in special modo), ed infatti ora esce solo con amiche italiane. :-)
Detto cio', non tutti sono cosi, ma il trend e' quello!
Molti dicono che con l'arrivo dei figli le cose cambiano, ed effettivamente non hanno neanche la domenica a disposizione, per uscire e socializzare! :-)
A me e' capitato di parlare con americani che definiscono gli italiano, persone troppo espansive, pronte a festeggiare e sempre insieme...
Questo modo di concepire i rapporti sociali, rende davvero difficile l'integrazione...

Be'...direi, meglio espansivi ed amanti della socializzazione che "strutturati" al dovere ed ai rapporti superficiali! :-)

Pollon

Anonimo ha detto...

Il trend è che per loro le relazioni sociali sono scambio, non molto di piu'. Tutto ha un valore, tutto è business come si dice.
Leggendo i blog di espatriati verso gli states, mi torna in mente di quando ai tempi fosse difficile creare rapporti veri.
Qui non è una passeggiata, ma li funziona proprio a "peso e dimensioni" :-)

palbi ha detto...

si' spariscono...poi riappaiono...poi solitamente rispariscono
Sono fatti cosi'

Ilaria ha detto...

mi sa che è un pò un problema degli "anglofoni" :-)
una mia amica si è trasferita in Australia da un annetto e mi parla del tuo stesso identico problema... secondo lei sono proprio abituati così, l'amicizia non è un valore particolarmente radicato si vede

marco ha detto...

Ciao, sono Marco e forse anch'io con la famiglia ci trasferiremo a Temecula.Quanto hai detto, a proposito della socialità dello statunitense, è uno dei motivi principali che mi fa tentennare.
Ciao

Anonimo ha detto...

Hai mai cercato di vederla da un'altro punto di vista. Loro una vita sociale li c'è l'hanno, quindi non è che perforza devono fare nuove amicizie. Sei tu che ti devi azionare di più, non aspettare che siano loro a invitare o a organizare qualcosa. Perchè non li inviti tu per una cena a casa tua o li proponi qualche cosa da fare insieme. Io mi sono trasferita dalla svizezr in inghilterra, poi in italia e infine dopo qualche annetto ritornata in svizzera. Non è che loro stiano li ad aspettare te, se ti vuoi integrare devi essere tu a fare qualcosa e non aspettare che gli altri, che hanno una loro vita, si muovano per fare integrare te.

saluti
Anna

marco randazzo ha detto...

senza alcuna polemica, premetto che parlare con un anonimo mi mette a disagio.Ciò detto, cercherò meglio di esplicare il mio concetto.La visione materialistica degli statunitensi, secondo il mio punto di vista, è un dato di fatto come, per noi, è altrettanto tangibile un modo diverso di relazionarci con l'altro e di ricerca interiore data dalle nostre radici culturali.La mia domanda è la seguente; si deve tener conto di queste diversità prima di approcciarsi ad un mondo così diverso dal nostro?Basta, avere un buon tenore economico di vita per sopperire ad altre cose altrettanto importanti? Io queste cose le valuto e senza assolutamente voler giudicare nessuno farò le mie scelte a seconda delle mie sensazioni.ps leggo Walt Witman ....e ricordiamoci della visione imperialista che domina il pensiero statunitense senza scordarci che non hanno anccora chiesto scusa ai Nativi nè agli Africani che ancora oggi, nonostante Obama, sono vittime di discriminazioni.
ciao anonimo, spero possa palesarTi

sfollicolatamente ha detto...

Mah, anch'io credo che le persone superficiali e che fanno gli inviti cosi a vanvera ci siano ovunque...

Ma sono anche d'accordo sul fatto che questa cosa possa essere esacerbata un po' dal fatto che per chi ha meno connessioni, un invito conta di piu' che per chi ha gia' un network ben solido di persone, e magari semplicemente non riesce a tenere il passo con tutti gli impegni che cio' comporta (non prenderla personalmente: secondo me non e' il tuo inglese - sono loro che si sono dimenticati).

Anche per me ci sono giorni in cui ci rimango male e rimugino sulla superficialita' di certe persone. Poi pero' mi ripeto che c'e' chi ha molte conoscenze, e chi invece ha poche ma profonde Amicizie. E che non mi posso aspettate che, essendo io parte del secondo gruppo, tutti siano come me. Anzi, forse dovrei cercare di bilanciarmi un po' anch'io aprendomi a conoscenze, non solo ad Amicizie...

Detto questo, sti angolsassoni sono ossi duri, eh, anche qui in UK, ma poi si aprono, vedrai.
Io ho cominciato con un gruppo di lettura, in cui c'erano si inglesi, ma anche 'europei', e chiaramente con gli europei e' stato piu facile, ma poi alla lunga anche gli inglesi si sono rivelati non male :-)

Ecco, magari la vicina con le sue trovate della compravendita tramite tiramisu la lascerei stare pero' ;-)

Fabrizia ha detto...

beh almeno mi sembra che nei vwri incontri avete sempre mangiati fuori..almeno non ti rimane il dubbio che cucini talmente male da farli sparire!!!a parte gli scherzi...purtroppo il mondo è pieno di gente strana,poco educata e opportunista...non credo siano solo gli americani!avrei mille esempi di italiani...

alinipe ha detto...

Guarda, io faccio un po' di matematica:
in 4 anni negli a niuiorc, annoveriamo un totale di 3, dico 3 amici ammericani. Roba che già mi sento fortunata, vè.
Il 90% della nostra vita sociale è fatto di stranieri freschi freschi come noi, principalmente russi, brasiliani, turchi, argentini e spagnoli.
Sulla socialità ammericana quasi quasi ti seguo a ruota e ci fò un post, che ci sono robe che sono fuori dalla mia comprensione!
Alice socializzatrice

Nikla ha detto...

Mah sinceramente capita anche a me...
Mettici pure il fatto che un po' è colpa mia e mettici pure che con le coppie con figli mi sento un pesce fuor d'acqua e con quelli che non ne hanno pure. Diciamo che sto in questa fase.

Cmq spesso ci è capitato di invitare gente a cena e dopo tremila promesse di un invito da parte loro...spariti! :)

In questi giorni ho deciso che la nostra vita sociale ricomincerà dopo il trasloco :) e come al solito mi riprometto di impegnarmi di più.

marco randazzo ha detto...

Amici, avrei la necessità di chiedere qualcosa di pratico a chi vive a Sn Diego o zone limitrofe; costo della vita stipendi nel mondo della ristorazione etc...
potette contattarmi anche via fb luigimarco randazzo
o via mail luigimarcorandazzo@@gmail.com
grazie, spero possiate darmi una mano

marco randazzo ha detto...

potete

Paul ha detto...

marica a me succede lo stesso stando in italia, ho due amici con cui mi diverto sempre molto, ma ogni volta spariscono per qualche mese e li devo o rincorrere o aspettare.

più che dare la colpa a te stessa rifletti sul fatto che tra lavoro, famiglia e ore passate nel traffico rimane davvero poco tempo da dedicare ai rapporti sociali "è un mondo difficile, è una vita intensa" :)

Anonimo ha detto...

Secondo me c'e' di tutto un po'.

Mi spiego: un po' si fraintende il significato delle parole in inglese ad esempio, quando ti dicono see you later, non significa ci vediamo dopo, cioe' proprio dopo, ma piu' che altro ti vogliono dire ci vediamo...essendo noi pero' non di madrelingua a volte possiamo interpretarlo un po' troppo alla lettera e ci aspettiamo veramente di vederli dopo. Questo e' per fare un esempio per far capire il concetto.
Un po' la gente ha da fare con il lavoro la famiglia i figli che ti prendono totalmente e non hai il tempo nemmeno per dormire la notte e ti passa di mente anche di aver detto una cosa quindi a volte casomai hai anche tutte le buone intenzioni di invitare quella persona ma alla fine sei talmente stanco che crolli alle 8 di sera e non e' nemmeno colpa tua...Marica vedrai quando avrai il pupo o la pupa mi darai ragione! Ah se mi darai ragione!!!!!
Un po' e' la societa' odierna che ci ha un po fatto cambiare il senso dell'amicizia.

Insomma un po tutte queste cose messe insieme. Almeno cosi' la penso.

Dora in MD

Giacomo ha detto...

Mi scuso se non ho letto prima tutti i commenti, ma non ho molto tempo e volevo dire comunque la mia anche per tirarti un po' su Marica.
Cominciamo col fatto che chi fa questi inviti cosi' superficiali e poi non li concretizza esiste ovunque, anche qui in patria, o forse oserei dire soprattutto qui. Qualunque sia il modo di una certa cultura di intendere un'amicizia, non si dice "daro' una festa e ti invitero'" e poi non lo si fa piu', e addirittura ti si va a parlare della festa come se nulla fosse. Capisco che magari e' difficile rispondere a certe cose, ma io se fossi stato abbastanza lucido avrei subito chiesto "ma non dovevi invitarmi?". Non credo che il fattore "cultura diversa" tenga in questo caso, e' una mancanza di rispetto bella e buona per chiunque. E' dare fiato alla bocca quando non si ha nulla da dire.
Sul concetto "best friend" hai ragione, a molti basta frequentarsi due giorni al mese per definirsi bff, poi piu' vanno avanti con gli anni piu' pensano solo alla carriera e gli amici vengono dopo. In quei momenti ci sono i colleghi con cui divertirsi e gli amici piu' intimi che magari vengono dal college ed e' difficile far entrare una persona estranea. Comunque i rapporti sono sempre saltuari, se vuoi vedere qualcuno spesso o ci lavori insieme o trovi qualcosa che davvero lo appassiona da fare insieme. Ecco l'unica cosa che posso incolpare e' il lavoro.. si caricano fino a scoppiare (che poi alla fine non e' nemmeno cosi' tanto stressante per chi viene dal mondo lavorativo italiano), ma ti assicuro al 10000% che se trovi qualcuno con un po' di tempo libero tipo d'estate si comporterebbe in maniera diversa e sarebbe molto piu' disponibile. Almeno e' quello che ho notato io, ho molte conoscenze e amicizie piu' o meno forti negli USA e l'unica cosa che non me li fa riconoscere come veri amici (e quindi e' una mia decisione, nemmeno loro) e' il fatto che non ci ho trascorso insieme una parte considerevole di tempo della mia vita come puo' essere la scuola. Infatti attualmente tutti gli amici che ho provengono da li', e non credo che sarei capace di farmi un vero amico cosi' dal nulla, stessa cosa dovrebbe valere per loro!
Per la tua vicina, credo sia sempre comprensibile, ma non ti preoccupare te non hai nessun problema sono io che tendo ad accettare qualsiasi cosa lol. Puo' sembrare decisamente strano "comprarti" in quel modo per dei favori, pero' magari e' la sua cultura o modo di fare. Ti faccio un esempio visto che vivo nel mondo rurale italiano ahah: un assessore comunale del mio paese dovette assumere un bidello per la scuola elementare e decise di dare il posto ad un suo conoscente (sempre dietro concorso, e lui risulto' idoneo, poi e' anche impossibile non conoscercisi in questi paesi) e questo suo conoscente nonostante abbia avuto il posto per merito si senti' cosi' obbligato di ricambiare che ando' a casa dell'assessore ad offrirgli un bel prosciuttone con tanto di ringraziamenti. Io trovo tutto questo stupido e TOTALMENTE fuori luogo, eppure in certe culture ci si sente proprio obbligati a dover ricambiare o a fare certe cose e non e' colpa di queste persone, perche' si vede che sono cresciute in questo modo e ormai non possono fare a meno di certe usanze.
Spero di non aver detto boiate ma questo e' quello che ho pensato leggendo il tuo post, e non ti preccoupare Marica perche' si trovano sempre gli amici giusti in qualunque parte del mondo.

Silvia Pareschi ha detto...

Aggiungo anche la mia... a me è capitato spesso l'opposto! Cioè, qui in genere conosco persone molto rispettose degli impegni presi, magari non immediatamente facili da comprendere, viste le differenze culturali, ma in genere gentili e affidabili. Le esperienze di cui parli tu mi sono capitate più spesso in Italia, quantomeno dalle mie parti (estremo nord, vicino alla Svizzera), dove la gente è chiusa e diffidente e non ricambia quasi mai gli inviti a cena!

Giulia (from SB) ha detto...

Ciao Marica!
Io sono fortunata perche' ho "ererditato" gli amici (americani) del mio fidanzato (americano), pero' devo dire che anche lui di amici con la A maiuscola ne ha pochi (4) e sono i suoi amici di infanzia e adolescenza, con i quali ancora si sente spesso (con il suo migliore amico, che abita a SF, si sente al telefono per ORE! peggio di due pettegole...). A parte questi amici, lui stesso mi ha detto che fa fatica a conoscere VERAMENTE americani nuovi, ma non sa spiegarsi il perche'.

Quello che ho notato io e' che se vuoi uscire con un americano devi proporre un'ATTIVITA'. Va benissimo il cinema, un hike in montagna, un giro in bici, ma se proponi di trovarsi per una semplice chiacchierata, quelli dopo 5 minuti gia' si rompono. Altro che le pause caffe' di un'ora con le mie amiche italiane! :)

Per il problema della lingua, ti capisco: sai quante volte mi vengono in mente battute favolose ma in inglese non hanno alcun senso! :( Penso di essere molto piu' simpatica in italiano che in inglese, ma qui nessuno lo sapra' mai! :)

Anonimo ha detto...

noi amici americani non ne abbiamo. Forse la nostra visione di amicizia e' differente.
gli americani sono assai affidabili sul lavoro, sono molto rispettosi della privacy e questo spesso fa piacere, pero' c'e' qualcosa che non mi permette di entrare in contatto vero con loro. Mi sono chiesta molto di frequente se sono capaci di certi sentimenti o no, se c'e' qualcosa oltre a quello che si vede. E' come se non avessero spessore. NOn so spiegarmi. In questo ci potrebbe pure essere il mio limite linguistico. Pero' e' un fatto di pelle, proprio con nessun americano sono riuscita ad entrare in sintonia vera.
valescrive

b & k ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
b & k ha detto...

...anche io ho la tua stessa esperienza: tante parole ma, al momento di concretizzare, nulla! O__0
Quindi...prendiamo noi l'iniziativa! :)

Marica ha detto...

anonimo: quindi dici che qui vige la logica del baratto... uhm...

Pollon: gia, oggi ho chiesto delucidazioni alla mia tutor di inglese e lei mi ha detto che gli americani tendono a restare un po' sulle loro, non vogliono un'amicizia "appiccicosa", non vogliono essere "needy", ma preferiscono essere indipendenti... vabe', ora lo so e mi regolo di conseguenza :-)

anonimo2: anche tu sei per la logica del baratto :-)

palbi: quindi riappariranno secondo te... staremo a vedere :-)

ilaria: ah, anche in australia...

marco: tamecula :-)
vabe' pero' dai, uno se ne fa una ragione, non so quanto possa influenzare sulla decisione di trasferirsi o meno... per il resto qui si vive benissimo e, almeno in superficie, i californiani sono splendide persone :-)

anna: si, tu hai ragione, infatti "il primo passo" l'ho fatto sempre io, nel senso del primo invito... poi loro mi lasciano con un "allora, vi invitiamo per cena da noi" o "allora settimana prossima vengo dalle tue parti e ti faccio sapere" e poi spariscono... e a questo punto io non ci riesco ad essere troppo "pushy"...

marco randazzo: mi stai suggerendo di uscire dal mio mondo italiano e di cercare di ragionare come loro? di immedesimarmi nel loro punto di vista? dici che hanno una visione piu' materialista/di convenienza dell'amicizia?

sfollicolatamente: grazie per il tuo commento... ma si, diciamo che sicuramente loro hanno piu' impegni di noi e che magari si sono davvero dimenticati tra una cosa e l'altra :-)

fabrizia: vero, se gli incontri mangerecci si fossero svolti a casa nostra a questo punto sarei in paranoia pensando che la causa di tutto fosse stata il mio cibo ;-)

alice: :-) aspetto con ansia il tuo post!!

nikla: gia', la gente che sparisce sta ovunque ;-)

marco randazzo: tieni d'occhio mondousa.it perche' a breve dovrebbe uscire un articolo sul costo della vita da queste parti

Paul: gia', e' un mondo difficile...
[pero' il tempo di rispondermi "grazie" all'email potevano pure trovarlo :-P]

dora: si, mi piace il tuo modo di pensare; prob come dici tu e hanno detto anche altri la colpa e' anche dei tanti impegni!

giacomo: mi piace molto la conclusione del tuo post :-)
e' vero... prob devo cercare di mettermi nei panni degli altri, prob la cultura della mia vicina le "impone" di comportarsi cosi' e io non devo giudicarla male per questo, piuttosto devo cercare di capirla.. e' assolutamente vero!
sono ottimista!

silvia: allora e' vero che italiani del nord e italiani del sud sono diversi :-P

giulia: ahahaha, carinissima questa cosa che sei piu' simpatica in italiano ma nessuno lo sapra'! :-)
e' vero, la padronanza della lingua influisce molto secondo me... mi trovo nella fase in cui riesco a trasmettere "fatti", ma non stati d'animo, sensazioni, simpatia.. uh, e' cosi' difficile :-/

valeria: vero, entrare in contatto vero e' difficile... tipo c'e' questa ragazza (quella del compleanno) che ogni tanto ci vediamo, ma parliamo sempre di cose vaghe, non riusciamo mai ad andare sotto lo strato superficiale...

b&k: oh, ma che nome complicato che hai! :-)
prendiamo noi l'iniziativa?.... uhm... ok, prendiamo noi l'iniziativa! :-D

Anonimo ha detto...

io lo trovo maleducato dire esplicitamente "ti chiamo per il mio compleanno" e non farlo!!!

un conto è dire "ci vediamo", tanto x dire, e un conto é palesare un interesse per approfondire la conoscenza!!!
stefy

Manu di Pocapaglia (CN) ha detto...

Cara Marica e cari tutti,

io sono l'esatto contrario di un americano!! Espansivo sin troppo soprannominato marmottone da un mio amico siciliano. E ho amici un pò in tutto il mondo compresi i parenti di Boston. Mi ha colpito l'espressione che ho letto: non hanno spessore (come essere eterei...) e l'espressione spariti. Le attività, il lavoro, i soldi non sono il tutto nella vita di una persona. E se vengono a mancare? Cosa succede? Marica devi essere quella che sei!! Sei fatta bene! Sei italiana nel cuore e l'integrazione è una cosa che nasce da dentro...è L'esperienza personale che fa ritrovare l'importanza di certi valori. Certo l'identità culturale ha la sua importanza ma questo non implica un ripensamento delle proprie capacità. La lingua non aiuta per carità tutto vero ma se sei intelligente queste cose le capisci.Però è vero che la società amaericana mi sembra una società filantropica ispirata a principi di solidarietà umana ma "sponsorizzata". Poi se il tuo status sociale è importante allora ti fai tutti gli amici che vuoi.

Scusate ma riguardo alla prsenza dei figli che implicano un non ho più tempo, dissento assolutamente. nonostante abbiamo il nostro piccolo di venti giorni noi continuiamo ad avere relazioni belle e solide con i nostri amici. Certo con tempi e modi differenti in parte ma non può essere una giustificazione per contestare il ridimensionamento delle relazioni. Tutto è relazione. Pensate che io mi sono innamorato di mia moglie proprio quando l'ho vista relazionata con gli altri, in base al valore delle relazioni. Non c'è valore più importante delle relazioni e dell'amicizia.

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

Concludo con Gibran


Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa
nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero
non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.



E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

Tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran


Un carissimo abbraccio dai vostri amici romani-piemontesi

Manu & Cla di Pocapaglia (CN)
manuplasmati@tiscali.it

Marica ha detto...

Stefy: yeah... :-/

Manu: grazie mille per il brano di Gibran :-)

Per tutti: cmq abbiamo rilanciato ieri con un'email per la coppia del "vi invitiamo a cena da noi" e del "non grazie" dopo l'invio delle fotocopie.. staremo a vedere :-)

Margheritina ha detto...

Ciao Marica,

mi chiamo Margherita, ho 46 anni e da 8 mesi vivo in Canton Ticino con marito e figlia adolescente. Mi sono imbattuta nel tuo blog stamattina e vorrei provare a riaprire, con te e con altri frequentatori del blog, il dibattito sulla questione dell'ambientarsi/trovare amicizie lontano da casa. Come dicevo, sono una expat come te, anche se io sono finita a soli 300 km da casa (sono di Modena). Non ho il problema della lingua (cioè, dipende, se qui attaccano a parlare in Ticinese, l'unica cosa che capisco è il loro intercalare, "bon"), sono molto etroversa e cucciolona (forse troppo), con tanti interessi e voglia di conoscere sempre gente nuova. Trovandomi da sola in casa per molte ore e non volendo solo studiare tedesco (come mi spinge a fare mio marito, che vorrebbe trasferirsi nella Svizzera "crucca", o Interna, come dicono qui) leggere/guardare la tv nelle altre due lingue che conosco meglio (inglese e francese), essendo troppo vecchia e "qualificata" per il mercato del lavoro locale mi sono buttata nel volontariato. Nessuno problema nella parrocchia locale (cattolica): un paio di braccia per sfornare torte/biscotti, leggere e commentare la Bibbia, sorvegliare le "belve"/i figli all'Oratorio sono sempre gradite, con le altre ci scappa pure un caffé e qualche innocente pettegolezzo (tipo la moglie di un doganiere che è stata sgozzata, incinta, da un paio di rumeni per vendetta...). Comunque, sono carine/i. Tutt'altro discorso per l'altro ambito dove presto la mia opera, ossia la Biblioteca della scuola primaria, che qui è gestita da volontarie/mamme. Una premessa: come detto sopra, sono un po' caciarona, insomma, a volte sembro uno di quei grossi cani, tipo bob tail, che scodinzolano e sbavano. Ma riesco a controllarmi.E non sono una "strappona", cioè, non sono (ancora) un cesso, ma non giro in minigonna o con la pancia scoperta. Insomma, io arrivo in biblio tutta piena di voglia di mettere a posto i libri, spolverarli, consigliare ai cuccioletti le letture più divertenti/interessanti) e le altre mamme con cui condivido il turno (dobbiamo sempre esserci in 2)mi salutano a malapena e poi... fanno come non ci fossi! Ho provato a lanciare qualche spunto di conversazione ma a) o sbaglio argomenti b) o la mia parlata emiliana risulta incomprensible/offensiva per qualche motivo (eh sì, me lo hanno fatto notare subito che parlo "strano", fosse bello il loro di italiano, fanno un sacco di errori di sintassi/grammatica, ma io mi guardo bene dal farglielo notare...) c) e qui sarò forse sgradevole, come tutte le "montanare" sono chiuse e diffidenti per natura d) mi disprezzano in quanto italiana (anche se qua non discendono certo dai turchi) o meglio, mi disprezzano/compatiscono perché ce ne siamo andati dall'Italia (per inciso, per cercare di offrire una vita migliore a nostra figlia) e siamo venuti a "rubare" lavoro e/o l'aria...Scusa Marica/scusate lo sfogo, ma è veramente brutto essere ignorati in questo modo....

Anonimo ha detto...

Ciao Marica,
Bellissimo il tuo blog! Ho traslocato a San Diego da NY 6 settimane fa. Non conosco nessuno a parte il mio raga ma qui la gente mi pare fredda e associale. In 5 settimane ecco la lista delle persone con cui ho avuto una conversazione: la ragazza che vedo ogni giorno da starbucks e che sta imparando l'italiano, una donna da Traders joes che mi aveva chiesto se lo yogurt al cocco era buono e le ho detto che era ottimo e che quello intero sapeva di torta e lei ha detto:" i like cake." Un tizio che da starbucks mi ha dato il suo biglietto da visita e mi ha detto di chiamarlo (ma nn ero interessata) , un altro studente che vuole imparare l'italiano, la cassiera da macys che voleva vendermi la store card. ok non e' patetico? Tutto ad un tratto New York nn mi sembra male: gli amici te li fai la', ma la gente qui mi sembra strana :-) mi sa che tornero' a New York... gli italiani sono molto ben voluti ed ammirati a NY e ti puoi fare quake buon amico locale la cui amicizia dura una vita.
eli