1/02/2012

933 - dispositivi antitaccheggio in ospedale

Quelle volte in cui mi e' capitato di andare in ospedale a far visita ad amiche che avevano appena partorito non ho mai prestato attenzione se ci fosse un "dispositivo antitaccheggio" contro i rapimenti dei bambini... che io sappia in Italia c'e' solo il "braccialetto", ma correggetemi pure se sbaglio.
D'altra parte quello che sto per raccontare riguarda quello che ho visto in ospedale quando siamo andati ad incontrare Little D., in Oregon, e non so se e' prassi comune in tutti gli ospedali di tutti gli States, va preso un po' con le pinze, ecco... ma in quel caso e' stato cosi', in ospedale c'era tutto un sistema per evitare furti di neonati :-)

[tra parentesi: l'ospedale non c'entrava nulla con gli ospedali italiani, sembrava piu' che altro un resort :-)]
Il reparto maternita' e' delimitato da una porta che non e' apribile dall'esterno, per entrare bisogna citofonare all'interno e dichiarare chi si va a visitare (anche se in realta' mi pare ce lo abbiano chiesto solo la prima volta); subito dopo l'ingresso c'e' una reception con un'infermiera che controlla chi entra e chi esce.
I neonati sono sempre nella stanza con la mamma, ed hanno: un braccialetto al polso, un braccialetto alla caviglia, un altro aggeggio strano all'altra caviglia.
Quando siamo stati pronti per lasciare l'ospedale, la procedura per uscire e' stata cosi': sono entrate due infermiere, hanno controllato che i braccialetti di Little D. (al polso e alla caviglia) coincidessero con i nostri, quindi hanno tagliato il suo braccialetto al polso, dopodiche' hanno smontato un aggeggino che era legato al letto e ce lo hanno dato. Siamo arrivati all'infermiera della reception, la quale ha ricontrollato che il braccialetto alla caviglia di Little D. coincidesse con i nostri e poi ci ha tolto tutti i braccialetti e l'aggeggino strano della caviglia, quindi ci ha dato l'ok per uscire. Abbiamo dedotto che aggeggino caviglia e aggeggino letto siano collegati, e che se qualcuno esce dal reparto con un neonato con l'aggeggino addosso suona l'allarme.
Ho trovato qui un video, e qui altro materiale informativo.

E in Italia ce l'abbiamo? Esistono casi di bambini rapiti dagli ospedali? Quanti? Sono gli Americani ad essere esagerati? O meglio "prevenire"?
Questo sito mi dice che negli USA:

"797,500 children (younger than 18) were reported missing in a one-year period of time studied resulting in an average of 2,185 children being reported missing each day.
203,900 children were the victims of family abductions.
58,200 children were the victims of non-family abductions.
115 children were the victims of “stereotypical” kidnapping. (These crimes involve someone the child does not know or someone of slight acquaintance, who holds the child overnight, transports the child 50 miles or more, kills the child, demands ransom, or intends to keep the child permanently.)"


E questo spiega perche' la Vicina accompagna ancora i figli (14 e 11 anni) a scuola in macchina ogni giorno, per un percorso che si fa benissimo a piedi in 5 minuti... mentre io quando ero piccola giocavo sotto casa con gli altri bambini in tutta tranquillita'.
Esagerazione? Saggezza? Paure infondate o timori fondati?
Fino a quando accompagnero' Little D. a scuola in macchina? :-/

14 commenti:

manulea ha detto...

Qua in Italia, a Padova per lo meno, non esiste niente di simile. Appena nato il bimbo, ancora in sala parto viene messo u braccialettino di gomma con il "numero" alla mamma e al bimbo (e alla mamma e al papà presenti in sala parto viene fatto controllare che i numeri coincidano). Il controllo dei numeri e il taglio del braccialetto avviene alla dimissione, ma senza molte cerimonie. Stop.
L'orario delle visite diventava un mercato, e nessuno doveva dichiarare chi andava a trovare, c'era solo un numero di parenti/amici limitato dal buonsenso per evitare sovraffollamenti delle stanze per chi, ad esempio come me, è capitata in stanza quadrupla.

destinazioneestero ha detto...

Wow, che angoscia. Anch'io dei miei due parti ricordo soltanto il braccialetto e basta. Per quanto riguarda le visite dei parenti, un continuo viavai.
E poi ricordo con angoscia il roomingin, cioè il dover tenere il bambino in stanza con te il più possibile, anche dopo aver partorito, distrutte e piene di sonno! Avrebbero potuto sottrarmele che non me ne sarei accorta!

Silvia ha detto...

Io ho partorito il mio primo figlio a Boston e tutto era come hai detto tu, incluso ospedale stile resort. Il secondo è nato nelle Marche ed è andata più o meno come ha detto Manuela, fortunatamente ero in stanza doppia, ma la mia vicina conosceva mezzo mondo quindi c'era un via vai incredibile!
purtroppo accadono rapimenti di bambini, credo che il più eclatante sia stato quello del 2010, bimbo di poche ore rapito da una ex infermiera.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/notizie/cronaca/2010/7-giugno-2010/nasce-10-tre-ore-viene-rapitouna-ragazza-ha-preso-nostro-figlio--1703155605848.shtml
per quanto riguarda la vicina, non è paranoica, io ai mie tempi (anni 70) d'estate stavo fuori tutto il giorno con i miei amichetti e tornavo a casa solo per pranzo e cena e mia madre non si preoccupava. ora io devo stare al parco con i miei figli perchè tra traffico e pazzi non li lascerei nenache un minuto da soli e vivo in un paesino...bo forse sono paranoica anch'io.

Manu di Pocapaglia (CN) ha detto...

Caspiterina!

No quando è nato Damiano, non ho osservato misure di antitaccheggio...neppure il braccialetto. Niente di tutto questo e le visite erano regolamentate soltanto dal buon-senso. Cmq i numeri che ci hai fornito sono spaventosi!!! E da piccolo a Roma andavo a scuola a piedi...certo che vivere con ansia e angoscia è proprio dura. Non so ma vedendo tutti questi genitori che si accalcano all'uscita della scuola con macchine super-corazzate nell'affollamento più generale...mi è venuto il voltastomaco. E' comprensibile ma non deve diventare una moda.

Cari saluti

Clara V ha detto...

Davvero inquietante. Nell'ospedale dove partorirò non c'è il rooming in, c'è un nido a cui si accede suonando il citofono, ma credo sia una questione legata all'igiene, visto che nello stesso reparto c'è anche la tin.

Ti saprò dire meglio fra un paio di mesi, ma direi nessun dispositivo anti-rapimento.

il bona ha detto...

Mio figlio è nato 10 mesi fa esatti al S.Raffaele di Milano.
Devo dire che senza arrivare al livello di sicurezza dell'ospedale che hai descritto tu (che io auspicherei per tutti gli ospedali, perchè la prudenza non è mai abbastanza)in fatto di comfort è davvero un ottimo ospedale. E lo è anche dal punto di vista dell'avanguardia e della professionalità.
Ma so che in Italia (lombardia compresa) non è sempre così.Questo al netto delle polemiche , giustissime, che sono emerse sulla gestione dell'ospedale...

camu ha detto...

Ti confermo che anche qui nel New Jersey ci è stato dato, oltre al braccialetto a mani e piedi (da non togliere mai) e l'aggeggio che penso funziona a radiofrequenze :)

b & k ha detto...

Certo che in ogni parte degli Stati Uniti funziona in modo diverso! Quando la mia amica ha partorito non c'era niente di simile...la stanza singola, quella si, col lettone e un sacco di comodita'! :)

sfollicolatamente ha detto...

Uh, quante precauzioni!
Anche qui nel borgo pedemontano pero' ho gia' visto che i reparti maternita' sono 'blindati' da un citofono, e solo l'infermiera ti fa passare...per il resto, ti sapro' dire presto ;-))

Anonimo ha detto...

Quando è nato giacomo (in clinica) c'era il braccialetto con il peso e il n. della mia stanza e la nursery era guardata dal personale. Credo che in USA ci sia un bel numero di squilibrati (cfr. letteratura si pazzi, serial killers etc.)e quindi i genitori si preoccupano di accompagnare i figli a scuola. Non penso possa paragonare la tua infanzia in un centro non grande, con quello che succede adesso a Roma o in California (per quanto sia piacevole viverci) sia in termini di traffico, sia in termini di follia diffusa.
Comunque pnso che Little D. prenderà lo scuolabus, soluzione praticata anche in Italia.
P.S. Magari alla tua vicina piace portare i figli a scuola perchè è un momento per chiaccherare.
Baci Antonella

Marica ha detto...

manuela: stanza quadrupla? uh!

destinazioneestero: ahahah, capisco.. anche perche' (almeno nel nostro caso) ogni due ore passavano a fare test e controlli e misure e non si riusciva mai a dormire :-)

silvia: gia'.. i tempi sono cambiati :-/

manu: nemmeno il braccialetto? uh!
mi fa piacere che anche a roma, quando eravamo giovani, le cose erano piu' tranquille...

clara: mi farai sapere :-D

camu: giusto, a radiofrequenze!

b & amp: ma non sei in new jersey pure tu? (non ricordo...), quindi non e' ovunque cosi!

sfollicolatamente: aspetto resoconto dettagliato :-D

antonella: vero.. i tempi sono cambiati, ma soprattutto io vivevo nel piccolo paesello... in fondo anche a roma molti accompagnano i figli a scuola in macchina!
Per fortuna che c'e' lo scuolabus! ;-)

Valentina VK ha detto...

qua in francia (ho partorito in clinica privata) la faccenda funzionava cosi': telecamere davanti all ascensore del reparto, fuori e dentro il nido (dove i papa' e le mamme hanno accesso 24 ore su 24 per lavare e cambiare i bimbi o andarli a prendere), nei corridoi. di giorno ti mettono il pargolo in camera (anche nell'incubatrice) e la sera sei tu che decidi se tenertelo li o darlo al nido. braccialetto con nome cognome data numero a caviglia e polso per il bambino e per la mamma, nonche' per la culla o incubatrice in cui sta il bambino.
il nido aveva una finestra di osservazione dove c'era sempre un custode (che aveva anche davanti gli schermi delle diverse telecamere)

Moky ha detto...

Marica, i miei figli sono nati in California, New Jersey e Arizona quindi ti garantisco che in tutti gli ospedali di tutti gli stati esistono le stesse procedure. I "rapimenti" spesso accadevano non solo da parte di estranei, ma spesso da mariti/boyfriend/suoceri/parenti a cui la madre non permetteva di avere contatti col pargolo!! Better safe than sorry...

Marica ha detto...

valentina: mi sembra una sana via di mezzo...

moky: pensa te...