1/18/2013

1058 - almeno gli animali di servizio si riposano

Ho appena letto il bellissimo post di Palme&Spaghetti e mi sono resa conto di non aver scritto nulla sul viaggio. Il motivo e' semplice ed e' contenuto nel post di cui sopra: non e' un viaggio, e' una tortura. Inutile parlarne troppo. Bisogna solo cercare di dimenticare al piu' presto, prima del prossimo volo.. che ahime' si avvicina inesorabile, stavolta mi sa che non ce la faro' a dimenticare :-/.

[parlando qui e li' ho anche scoperto che ci sono bambini che sono in grado di restare seduti a lungo senza protestare e senza fare niente, o di addormentarsi seduti, o di non curiosare troppo intorno.... Little D ha tanti pregi, ma di sicuro non e' uno di questi]

Cmq una cosa la volevo dire.
Sul volo United da San Diego a Washington non c'era nessun bagno provvisto di fasciatoio. La cosa mi ha amaramente sorpresa, non mi era mai successo prima, nemmeno per voli piu' corti. Probabilmente dipende dalla compagnia aerea... ma 5 ore di volo sono tante, e le probabilita' che un bambino faccia la popo' sono alte. Uno degli assistenti di volo mi ha consigliato di cambiarlo sul coperchio della toilet, ma a parte che era corto era anche cosi' basso che mi sarei dovuta mettere in ginocchio (con la porta aperta) quindi ho lasciato perdere. L'ho cambiato sui sedili.... mi spiaceva per i vicini di posto (davanti e dietro, per fortuna affianco non c'era nessuno) ma non era certo colpa mia.

Una volta atterrati a Washington mentre ci spostavamo da un terminal all'altro ho visto questo:


In pratica erano un paio di stanzette per far riposare gli animali di servizio, c'erano prati (finti), ciotoline con l'acqua, croccantini, bustine per la popo' ecc.

Quando siamo arrivati al nostro gate ho mollato Little D al marito, mi sono seduta e ho cercato di riprendere le forze durante i 10 minuti a disposizione prima dell'imbarco. Ho chiuso gli occhi e ho desiderato tanto di avere una stanzetta con il prato finto e la ciotolina dell'acqua anche per me. Non possiamo inventare anche una "flying mom relief"?


18 commenti:

ha detto...

Coraggio!
In Usa mi sembra strano, in Europa e in modo particolare su alcune compagnie e negli aeroporti italiani, mia cara la disattenzione per le mamme viaggiatrici è la norma. ciao!

Nikla ha detto...

Che bella idea Maki! :-)

palmespaghetti ha detto...

Che vita da cani (per mamme e bambini!)...Comunque Heathrow ha vinto: oltre a playground stupendi con animatori e bagni dotati di fasciatoi c'è anche una stanza, tipo nursery, con lavandini, tavolini per disegnare, lettino da campo, seggiolone e zona per il cambio, di tutto di più!!!

Anonimo ha detto...

concordo al 100% Fare il viaggio con i bambini piccoli e' una tortura. Mia figlia ha quasi 5 anni eppure l'ultimo viaggio e' stato da strapparsi tutti i capelli dalla testa. E' troppo per chiunque figuriamoci per un bambino, e dire che l'ultima volta la piccola ha giocato con i computer, ha guardato i cartoni animati (che quando era piu' piccola manco quello) e ha dormito...su di me. Quindi io non ho chiuso occhio. Ho detto a mio marito che la prossima volta in aereo ci vado quando lei ha 18 anni.


Dora

Mel. ha detto...

non sarebbe male :)

Anonimo ha detto...

sorella!

(pero' poverini il volo che facciamo noi non finisce piu', e' eterno, bisognerebbe drogarli. Oddio, e' un'idea!)


valescrive

Nina Cerca ha detto...

Uh mai visto un fasciatoio volante io o.O
Carina l'idea della stanzetta per mamme... Tieni duro Mari :**

sfollicolatamente ha detto...

Ma ora ti godi il meritato riposo, giustooooo?

Marica ha detto...

Ci: infatti non me l'aspettavo sull'aereo... pero' anche a San Diego non tutti i posti hanno il changing table in bagno, eh... per fortuna basta uscire dal locale e si trova subito un prato dove spannolinare :-/

Nikla: quale? quella per i cani o quella per le mamme? :-/

palmeespaghetti: WOW!!! in effetti a Heatrow non ci siamo mai passati, che la british di solito e' bella cara...

dora: ma come? io pensavo che raggiunta l'eta' dell'intrattenimento digitale fosse tutto piu' semplice :-/

mel: :-)

vale: vero, quando ho toccato il fondo (e intendo che praticamente piangevo) ho pensato che in fondo per lui era ancora piu' faticoso, perche' prob non capiva nemmeno perche' stava li' intrappolato, e mi sono fatta forza :-/
ma sai che una mia amica (che ha due bimbe di 2 e 4 anni) mi aveva detto che lei da' il tylenol alle bimbe quando salgono sull'aereo? l'avevo dimenticato.. quasi quasi...

nina: in realta' e' un piccolo aggeggino solitamente pure corto, ma meglio di niente!
ce la faro'! :-) grazie per il tifo!

sfolli: gia' non dover pulire e cucinare e' una grande cosa :-)

Alessandra ha detto...

Se ripenso alle 1 +10,20 +5 ore per andare in Cina e alle altrettante per il ritorno mi sento male...il mariTopo le ha dormite TUTTE ed io dopo le prime cinque già cerco il maniglione di emergenza per buttarmi di sotto. Devo dire che mi terrorizzava il ritorno con il topastro che invece è stato bravissimo e degno figlio di suo padre non ha fatto altro che dormire e mangiare e mangiare e dormire e farsi spupazzare dalle hostess della China Airlines che devo dire non pensavo ma una compagnia da tanto di cappello con fasciatoi e posti dedicati e navicella in cui ha dormito il pupo e pasti particolari solo per lui...ma diciamocelo aveva un anno e forse per quello è filata liscia. Mese scorso il rientro da Pisa 1h circa è stato un delirio con lui che ha urlato dibattendosi per tutto il tempo, il marito che borbottava, i vicini che ci guardavano male ed un caldo allucinante...va detto però a discolpa del nano che usciva da cinque giorni di ospedale con qualche milione di punti nel palato ed un pò di febbre quindi magari aveva le sue ragioni...ma mi chiedo<. cosa succederà quando torneremo in Cina?

Anonimo ha detto...

Scrivo qui perché non so dove altrimenti, anche se sarò off topics. Ho letto i tuoi post sulla "gestazione" della tua maternità e mi sono commossa (non sono un tipo lacrima in tasca). Che meravigliosa sensibilità la tua! E che brava l'altra famiglia, forse sprovveduta in certi aspetti ma profonda umanamente!
Ti scrivo qualcosa riguardo alla mia esperienza sperando che ti possa essere anche di minimo aiuto nel comprendere le posizioni di tutti voi nei confronti di Little D. Sono mamma biologica di entrambi i miei figli, fortemente voluti e programmati, ma il vero legame viscerale e totalmente coinvolgente con loro si è costruito solo dopo la nascita mentre giorno per giorno li curavo ed imparavo a conoscerli nei loro più piccoli particolari. Altre persone mi hanno detto di aver vissuto la stessa esperienza. Veramente mamme si diventa crescendo i figli e non portandoli nella pancia. Appena nascono sono degli sconosciuti e solo una profonda conoscenza porta ad un amore veramente profondo.

Marica ha detto...

alessandra: che viaggio!!! ma se si e' comportato cosi' a un anno e' veramente bravo!
per il secondo viaggio direi che ha delle belle scusanti!
tornerete in cina? per fargli vedere la terra natia? che bello :-))

anonimo: grazie grazie e grazie! grazie davvero! in un mondo di mamme di pancia che dicono praticamente il contrario di quello che dici tu, il tuo commento mi fa molto piacere (non lo nascondo)

Nikla ha detto...

Per le mamme ovviamente :-)

Anonimo ha detto...

Sono l'anonima di tre commenti sopra. C'è molta retorica intorno alla gestazione e spesso la neo-madre afferma cose in buona fede ma senza spirito critico.
Il neonato è uno sconosciuto per qualunque madre bio o non bio. Si ha subito senso di protezione per una creatura così indifesa, tenerezza, gioia per una vita appena sbocciata, consapevolezza della propria responsabilità ma il legame profondo, indicibilmente profondo che non riuscirai più a spezzare si crea a poco a poco quando lo sguardo risponde allo sguardo, il sorriso risponde al sorriso, quando si condivide la gioia e la fatica di ogni giorno vissuto, insomma man mano si vive la relazione.
Scusa se insisto su questo punto, ma mi sembra importante perché tu non rischi di credere che il legame fra te e tuo figlio sia simile a quello fra lui e la madre bio. Non basta fare un bambino per essere madre, secondo me a quel punto si è solo agli inizi del proprio diventare noi madri e loro i nostri figli.
Scusa ancora per l'invadenza su un tema così delicato, ora prometto che non intervengo più :)

Nikla ha detto...

Concordo con l'anonimo/a per quello che ha scritto...
Senza nulla togliere all'esperienza della gravidanza e del parto. A me personalmente è successa una cosa particolare con entrambi i figli, dopo il parto è come se mi avessero fatto un reset con riavvio (in modalità provvisoria viste le condizioni fisiche e mentali Ahahah), come voltare colpletamente pagina ed è solo in quel momento che inizia la storia...quella vera. Ecco perché sono d'accordo con la ragazza...

Marica ha detto...

anonimo e nikla: beh, grazie...
per me ovviamente e' stato cosi, perche' non poteva essere altrimenti...
ma di solito si sente sempre dire "ma dopo che ti cresce nella pancia 9 mesi come fai a separartene?" oppure quelle cose tipo che i bambini riconoscono la voce della mamma perche' l'ascoltavano nella pancia ecc ecc
molto prob non sapro' mai qual'e' la differenza (se c'e') pero' certo e' che ogni giorno che passa siamo piu' "mamma e figlio" rispetto al primo giorno che ci siamo incontrati :-)

Nikla ha detto...

Beh sì la questione sul come si faccia a affidare il proprio figlio la condivido, perché io non ci riuscirei mai! Mi sentirei morire sapendo che mio figlio sta crescendo con un'altra famiglia...ma questa è un altra questione.
Sul sentirsi madre e sul rapporto con i figli è come dicevo prima, il legame cresce giorno dopo giorno e secondo me non c'è nessuna differenza. Spero solo che in futuro non sarò una madre apprensiva e troppo legata ai miei figli, spero di renderli forti e indipendenti nonostante questo forte legame che mi unisce a loro. Questo per una madre italiana è difficile :-)

Marica ha detto...

nikla: mi sono espressa male...
volevo dire che, come mi pare avesse detto anche clara v da qualche parte, quando una donna partorisce se le scambiano il bimbo alla nascita, quanto e' probabile che se ne accorga?
escluse somiglianze fisiche ai genitori, intendo dire: quanto e' probabile che "senta" che non e' il proprio neonato?
non so ovviamente la risposta, ma mi viene da pensare che il legame mamma-figlio e' piu' "mentale/emotivo" che "fisico", non so se mi sono spiegata bene :-/