3/19/2013

1077 - il paradiso dei bambini, il coniglio e il finocchio

Mi ricollego all'ultimo post e riprendo in tema di asili.
[Ultimamente sono stata in deficit di tempo, e nei prossimi giorni non credo andra' meglio... ma spero di ritagliarmi un po' di blog-time e scrivere sulle nuove avventure/disavventure in tema di renovation, sullo Zoo e sul Legoland :-) ]

Dopo aver letto tutti i commenti al post precedente ho deciso di allargare il mio raggio d'azione e considerare anche gli asili un po' piu' distanti. Ne ho trovati un paio da andare a vedere, che pero' accettano bambini dai due anni compiuti (e poi ce ne sono altri che li accettano dai due anni e mezzo). Oggi siamo andati a vedere il primo di questi due, che quindi chiamero' Asilo numero 4.
Avevamo il tour prenotato per le 10, e insieme a me e Little D c'era una coppia di genitori.. il che e' stato un bene perche' loro hanno fatto domande a cui io magari non avrei pensato, pero' e' anche stato un male perche' il tour cosi' e' stato decisamente lungo (45 minuti) e io gran parte del tempo l'ho passata a inseguire Little D (a cui l'asilo e' piaciuto... molto!) e a raccogliere il peluche a forma di coniglio che aveva preso all'ingresso ma che veniva mollato ogni 30 secondi per qualcosa di piu' interessante!

Abbiamo visto: due classi per i bambini di 2 anni (2 insegnati per classe, 7 bambini per insegnante), due classi per i bambini di 3 (2 insegnanti per classe, 8 bambini per insegnante), due classi per i bambini di 4 (2 insegnanti per classe, 10 bambini per insegnante) e una classe per i bambini di 5, piu' un playground esterno (diviso per fasce d'eta' as well). Ogni classe era spaziosa e luminosa, con varie sezioni per fare varie cose, e attivita' adatte alle eta'... nella classe dei bambini di 2 c'erano cucine giocattolo, letti giocattoli e bambolotti, nelle classi dei 3 c'erano bambine che coloravano fogli con il proprio nome e altre che costruivano caterpillars... nelle classi di 4 e 5 c'erano esperimenti in atto con strane sostanze verdi e una nave dei pirati in via di costruzione :-D
Bellissimo! Fuori scivoli, altalene, sabbia e... un coniglio! Si, un coniglio vero... che appena ha visto Little D ha intuito che era un bambino "nuovo" (e quindi pericoloso) e ha iniziato a nascondersi dietro i vasi, mentre Little D cercava di prenderlo :-/
Mi ha fatto veramente un'ottima impressione.
La signora che ci ha accompagnati a fare il tour, la direttrice, e' bravissima. Ci ha spiegato che i primi giorni e' consigliato andare insieme al bambino e spiegargli le varie attivita', accompagnarlo, stare con lui fin quando non e' "pronto". Ci ha spiegato cosa fanno quando il bambino piange perche' la mamma va via... non lo prendono in braccio, perche' loro sono ancora estranei per lui, sarebbe un abuso di privacy, ma cercano di distrarlo, gli spiegano le cose, fanno vedere i giochi, fin quando non si guadagnano la fiducia dei bimbi.
In ogni classe in cui andavamo c'erano bambini che venivano a salutare la direttrice, e lei li salutava tutti per nome!!  Ei bambini erano veramente tanti! :-)

Visto che mi era tornata voglia di essere bambina solo per andare in quell'asilo, le ho chiesto come funzionava per la soglia dei 2 anni d'eta'. Mi ha spiegato che l'anno scolastico inizia a settembre con i bambini di 2 anni, siccome Little D 2 anni li fara' a novembre lei puo' avvisarmi se a settembre resta un posto libero e io posso "riservarlo", cioe' pagare da settembre anche se poi Little D inizierebbe a novembre... cioe' a dicembre. Se non restano posti liberi, mi posso mettere in lista d'attesa, e se si libera un posto durante l'anno ci avvisano, dice che puo' succedere perche' la gente si sposta spesso per lavoro.
Oppure iniziare nel settembre 2014 nella classe dei 2 anni (dove sarebbe cmq uno dei piu' grandi).

Bene cara direttrice.. parliamo dei prezzi allora.
Tre ore al gorno, 5 giorni a settimana, $1265... per 3 giorni a settimana $948, per 2 giorni $675.
Prezzi mensili si intende, piu' $250 di iscrizione.
Per il full time sono circa 300 dollari in piu' al mese.
E' vero, i bambini piu' grandi pagano di meno, circa 300 dollari in meno (almeno sul full time).

Abbiamo ringraziato, abbiamo salutato, abbiamo preso la macchina e siamo andati direttamente al supermercato biologico, dove ho comprato un finocchio a tre dollari. E' la prima volta che lo compro in america, visti i prezzi... ma ho capito che se non lo mangio prima che Little D va all'asilo non lo mangero' piu'.

PS l'altro giorno su facebook in un gruppo di mamme a san diego ho chiesto se ci fossero mamme che hanno lasciato il proprio lavoro per stare a casa con i bambini perche' era economicamente conveniente, mi hanno risposto in tre:
"Among many reasons but yes it was better financially for me to stay home with our babes "
" I always wanted to stay home but yes a lot of people do, especially if you have more than one kid or no family nearby to help watch them. Day cares are so expensive!"
"yes"

43 commenti:

Baby1979 ha detto...

Sto iniziando a pensare che se mai volessi fare un figlio qui in USA dovrei prima trovare un anonimo benefattore o un finanziatore che me lo mantenga...

Marica ha detto...

dai, non e' ovunque cosi'... nei centri piu' piccoli costa meno, nelle citta' piu' grandi costa di piu'.. cosi' mi pare di capire!

ah, aggiungo una nota, ora che mi ci hai fatto pensare!

Ali ha detto...

MI auguro che i prezzi della Florida siano più bassi rispetto a quelli che avete in California! ...Anche se il finocchio costa uguale... O_o

Sabina ha detto...

Non oso pensare quali siano i prezzi qui a San Francisco allora... rabbrividisco!

Maggie ha detto...

sai, questo fatto dell'asilo mi tocca da vicino. diciamo che non mi ci sono ancora "abituata" e faccio ancora fatica a mandare giù il rospo. sebbene questa sia un piccola città i prezzi sono gli stessi anche per noi. L'anno scorso, quando ho deciso di lasciare la piccola alla baby sitter perchè a due mesi mi sembrava troppo lasciarla in un day care privato o in un asilo, per quei tre mesi, tra la baby sitter e l'asilo della grande, andavo in negativo sul mio stipendio di 600 dollari al mese. L'asilo della grande costa quanto un'università privata in europa. io sono fortunata perchè lavoro nella scuola e ho il 50 per cento di sconto. Ma mi sento anche "in gabbia" perchè so di non poter cercare un lavoro che mi piaccia di più fino a quando le bambine non ferquentano la scuola dell'obbligo. Poi, attenzione, noi abbiamo scoperto che i kinder garten è vero che sono (anche) pubblici e gratuiti, ma qui a Rochester offrono solo 3 ore al giorno. E con tre ore al giorno (2 ore e mezza per gli spostamenti) che lavoro trovi??? cosí, io che pensavo di poter finalmente cercare un lavoro che piú mi si addice siccome la grande il prossimo anno andrá al kinder garten, ho scoperto che sono ingabbiata nell'insegnamento a scuola per un atro anno.
Io sono d'accordo con te. le mamme che decidono di stare a casa con i bambini è che non si possono permettere di lavorare. e avere più di un bambino nel pre-school è davvero arduo. Io ho trovato asili per la piccola che erano stupendi. ma quando ho sentito i prezzi ho girato i tacchi. Adesso lei va in un day care familiare. non mi piace al 100 per cento ma la vedo felice. allora cerco di stare tranquilla anche io. Per la tua situazione io penserei magari ad una baby sitter per Little D. e il futuro prossimo qualche volta a settimana. però capisco anche quello che dici che l'asilo è una grande opportunità di crescita. io lo vedo ogni giorno con le mie bambine. in realtà penso che una soluzione non ci sia...buona fortuna!!

erix ha detto...

lo so che il mio commento non centra nulla con questo post (che ho cmq letto, eh)... ma volevo dirti che

ASPETTO CON IMPAZIENZA QUELLO SU LEGOLAND!!!!
^_^

lucia ha detto...

pure io ovviamente mi accodo a quanto scritto sopra :-D quest'estate ci siamo passati molto vicino (a legoland dico), ma non l'avevamo messo in programma perchè proprio non si può vedere tuttotuttotutto!

Anonimo ha detto...

Sembra che il consiglio di tenere il bambino con te, sia il più gettonato.
Persino mamme americane hanno confermato che economicamente è molto più conveniente lasciare il lavoro e stare a casa piuttosto che lavorare e "girare" l'assegno all'asilo.
In effetti se vogliamo, si risparmia anche il costo della benzina per recarsi in ufficio, si evita lo stress da lavoro e le preoccupazioni tipo: "Oddio chissà se il bambino sta bene? Avrà mangiato? Avrà dormito? Lo tratteranno bene?" ecc... ecc...

Ovviamente se fai un lavoro che ti paghi il doppio della spesa dell'asilo, è consigliabile mantenerlo :)

Ale - Espatriata al seguito ha detto...

senza dubbio dal punto di vista economico "conviene" stare a casa... ma in Italia uscire dal mercato del lavoro vuol dire fare una fatica matta a rientrarci. Quindi si tiene duro (perchè poi sono gli anni del nido, o baby sitter, gli asili dai tre anni costano molto meno) per mantenere il proprio posto. Mi sembra che negli USA ci sia maggiore flessibilità lavorativamente, o sbaglio? cioè, mi sembra più semplice rientrare al lavoro dopo una pausa, così come, rovescio della medaglia, è altrettanto probabile venire licenziati dalla sera alla mattina (cosa improbabile in Italia). ma magari è una mia idea sbagliata?

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo che i prezzi di asili in California siano esagerati.

Per quanto riguarda il lavoro, secondo me dipende molto dal tipo di lavoro e dal numero di figli. In California un lavoro a tempo pieno da almeno $2000 netti al mese non credo sia difficile da trovare (con un bachelor degree), e quindi copre ampiamente il costo dell'asilo. Oltretutto, quando si lavora spesso si hanno benefits come assicurazione sanitaria e pensione, che invece stando a casa col bimbo devono essere pagati di tasca propria. Una mia amica con 3 figli, pur "perdendoci", non aveva lasciato il lavoro per non perdere l'assicurazione sanitaria per se e i bimbi (migliore di quella passata dall'azienda dove lavorava il marito), e per paura di non riuscire a trovare un lavoro analogo dopo la "pausa". Infatti, la flessibilità lavorativa esiste negli USA fino ad un certo punto: alcuni lavori richiedono esperienza e continuo aggiornamento, quindi mollare per 5+ anni puo' rappresentare un problema, oltre che un grosso passo indietro dal punto di vista della carriera e dello stipendio. Senza contare la crisi che c'e' attualmente in California. Credo quindi che una buona parte delle mamme (perlomeno quelle laureate) che scelgono di stare a casa coi figli non lo facciano per motivi economici. Sarebbe infatti interessante vedere quante di queste mamme tornano poi a lavorare una volta iscritti i figli a scuola.

Certo, se la mamma in questione ha solo un diploma da scuola superiore e lavora a minimum wage senza benefits, la questione è ben diversa.

Speranza ha detto...

Ma sono pazzi?

Cortés ha detto...

Non ci posso credere. Hai un tale seguito che, appena scrivi un post, hai immediatamente una decina di commenti. Complimenti!

Palme&Spaghetti ha detto...

Marika, questa storia del finocchio mi ha fatto morire dal ridere... Mangiane tanti, mi raccomando!!! Soprattutto se sta per arrivare Little number two! Io sono proprio arrabbiata per questa storia degli asili e dei prezzi alti, non posso farci niente, proprio non mi va giù.

Silvia Pareschi ha detto...

@Sabina: i prezzi degli asili qui a SF sono conformi a quelli delle case. E trattandosi della città con i prezzi delle case più alti degli Stati Uniti...

Il Frutto Della Passione ha detto...

E io che pensavo fossero cari qui in Brasile!!
Accidenti che prezzi... capisco i tuoi dubbi e la voglia di finocchio :)
Forse ti conviene davvero tenere il tuo Little D a casa.

Marica ha detto...

Ali: me lo auguro pure io :-/

Sabina: giusto, c'e' sempre chi sta peggio :-D

Maggie: mannaggina... gia' la soluzione perfetta credo che non ci sia... il day care famigliare costa meno, ma mi sembra offri meno... bisogna scendere a compromessi, e io non ho ancora deciso che strada prendere :-(

Erix: :-DDD andiamo domenica!!! non vedo l'ora!!!!!!!!

Lucia: vi faro' sapere al piu' presto, spero lunedi!
Io sono tre anni e mezzo che cerco di convincere il marito ad andare, ora ho la "scusa" ufficiale :-D

Anonimo: certo... dipende molto dal lavoro che si fa', che o deve pagare tanto o deve compensare in soddisfazione lavorativa :-)
Quello che mi pare chiaro e' che, non avendo mai lavorato, non sarebbe mandando Little D all'asilo il momento buono per iniziare :-/

Ale: vero, avevi accennato questa cosa anche nell'altro post e mi sembra che non ti avevo risposto, scusami ;-(
Si, ho avuto la tua stessa impressione, parlando con le altre persone qui, cioe' che e' molto piu' facile reinserirsi nel mondo del lavoro, indipendentemente dall'eta' o da quello che si e' fatto in precedenza... ho l'impressione che venga valutato quello che si e' "ora" senza guardare indietro... parlo pero' per sentito dire e non per esperienza diretta.
Come e' anche vero che il "contratto a tempo indeterminato" non esiste, e si vive alla giornata.
Piu' flessibilita'!

Anonimo2: grazie per la tua analisi approfondita!
Vero che $2000 da un lavoro a tempo pieno coprono il costo dell'asilo (per un bimbo, ma prob anche due se non si sceglie l'asilo "top"), ed e' anche vero che se si sta facendo carriera o si ha un buon lavoro/posizione non conviene lasciarlo.. dipende caso per caso, certo. Dipende anche dal lavoro dell'eventuale marito.
Interessante la tua domanda sul ritorno al lavoro delle mamme...

Speranza: eppure l'asilo era pieno pieno di bambini!!!

Cortes: ahahaha :-)

Palme&Spaghetti: gia' :-/

Silvia: :-/

Il frutto della Passione: :-/

Anonimo ha detto...

Ciao

Io non so perche' non riesco a scandalizzarmi per i prezzi degli asili. Quando mia figlia ha cominciato ad andare all'asilo aveva 5 settimane di vita. E' andata ad un home-day care, un asilo in casa. La maestra bravissima si e' talmente legata a lei che tutt'oggi spesso la va a prendere all'uscita dell'asilo (ha cambiato nel frattempo) e se la tiene fino a sera. A volte viene a prendersela a casa il sabato o la domenica per poter passare del tempo con lei e mia figlia e' letteralmente innamorata di Miss Hollie (oltre che del figlio Tyler che ha gia' dichiarato il suo boyfriend a due anni). Allora pagavamo 175 dollari a settimana. Ma io ne guadagnavo di piu'. Ora va ad un asilo strutturato, tempo pieno, paghiamo oltre i duecento a settimana ma io ne guadagno molti di piu'. Ora io non e' che faccio la manager di una grande azienda, ho un semplice lavoro, occupo il livello manageriale piu' basso e non ho dipendenti che riportano a me (in altre parole la differenza e' che non timbro il cartellino e quindi non vengo nemmeno pagata per lo straordinario, dovessi farne) ma sicuramente il mio stipendio copre il prezzo dell'asilo, inoltre se avessi lasciato il lavoro per riprendere ora non credo avrei la posizione che ho oggi, in 5 anni, in fatti sono stata promossa e ho avuto diversi aumenti di stipendio. Riprendere a lavorare oggi, dopo anni di pausa significherebbe dover accettare un lavoro da entry level o giu' di li', significherebbe non aver tanti benefits e significherebbe aver buttato al vento la carriera. Si lo so, ci sono persone che della carriera non se ne fregano niente ma io preferisco lavorare visto che mia figlia cresce benissimo anche andando all'asilo, anzi, credo che per quanto la ami non avrei saputo darle gli stimoli che riceve con l'asilo.

Dora

Marica ha detto...

Dora: prob questo perche' tu qui sei la piu' americana di noi ... noi facciamo troppo il confronto con l'italia dove l'asilo pubblico e' quasi gratis :-/
Cmq si con un buon lavoro si riesce a pagare il full-time dell'asilo... ma non credo che con un lavoro part-time new-entry si possa coprire il costo dell'asilo part-time -/

CherryBlossom ha detto...

Non voglio mettere in dubbio quello che dice Dora perche' ogni esperienza e' diversa, ma io qui a Dc conosco parecchie madri con carriere di alto profilo (medici, ricercatrici ecc) che di fatto si trovano a pagare sia la retta dell'asilo che la nanny per un problema di orari che non si sovrappongono mai perfettamente e di vacanze, che per i bimbi son molto piu' lunghe. E per quanto prendano ottimi stipendi non vedo fare i salti di gioia neanche a loro. Io mi rendo conto che la facevo parecchio piu' facile di quanto non sia. Spero comunque tra un anno di riuscire almeno a gestire un part-time, ma per il momento mi tengo ancora un pochino il nano a casa. Ma cooperative da voi non ce ne sono proprio? Per me non avrebbe senso come soluzione perche' vorrei tornare a lavorare, ma in effetti dalle nostre parti il risparmio e' notevole.

Maggie ha detto...

Dora, io sono d'accordo con te, ma mi sembra che il problema subentri quando si hanno 2 figli in preschool che potrebbe essere il futuro "problema" di Marika. Anche la mia piccola va ad un home day care che a quest'età secondo me è perfetto. dopo gli asili "strutturati" penso siano i migliori. Però quando si tratta di più di mille dollari a testa al mese allora si fa prima ad arrivare ad uno stipendio completo (parlando di un lavoro normale). in tutto questo io tifo sempre per la mamma con un'occupazione fuori (part time per me è la scelta migliore) e i bambini in un ottimo asilo. anch'io, come te, vedo che l'esperienza dell'asilo è postitva al 100 per 100 e le mie bambine sono ultra contente. non penso che riuscirei ad essere contenta e farle contente ugualmente se rimanessi a casa!

Ale - Espatriata al seguito ha detto...

:) comunque io pago 700 euro al mese... 8/

Marica ha detto...

Cherry: :-(
ho cercato le cooperative allora, ce ne sta una a 10 minuti da casa, che in effetti costa solo 235 dollari al mese per 3 ore al giorno, 2 giorni a settimana (non e' possibile scegliere piu' di 2 giorni), con circa 500 dollari di iscrizione, ma vabe'... In effetti costa molto meno!
Pero' prende solo bambini con 3 anni compiuti entro il primo dicembre, quindi sarebbe per settembre 2014.
Ora devo capire cosa si intende per "cooperativa" :-)

maggie: :-)

ale: 700 euro al mese????
spero almeno per tutta la giornata!

Cortés ha detto...

Leggendo un po' di commenti e informazioni varie da questo blog, al contrario di Dora mi scandalizzo per i prezzi degli asili, per un motivo: mi pare di capire che in America le tasse si paghino, e anche salate. Allora: cure mediche a pagamento, salvo benefit dell'impresa, scuole a pagamento, cos'altro si paga di ciò che in Italia è finanziato dalle tasse? E quali servizi pubblici sono invece compresi? Vedendo questi prezzi penso che gli asili che state nominando non abbiano un centesimo di fondi pubblici.
Togliamo pure il "quasi": per l'asilo della figliuola non ho sborsato un cent, è completamente gratuito per tutti. In più, se hai un reddito basso non paghi nemmeno la mensa. Da 3 a 9 ore al giorno, frutta a metà mattina e pranzo.
Non ho mai lodato l'Italia, ma in questa occasione mi sento fortunato.

Anonimo ha detto...

Cortes,

Si, le tasse qui' in USA si pagano ma paragonate a quelle italiane sono molto piu' basse, i benefits dell'azienda sono l'assicurazione sanitaria, quindi chi ha l'assicurazione dell'azienda le spese mediche non le paga, o meglio paga solo il co-pay, che sarebbe come un ticket. La scuola pubblica qui' comincia a 5 anni, in kindergarden e quindi e' un servizio pubblico no? Continua fino all'universita', si, perche' al contrario di quanto vi raccontano qui' ci sono le universita' pubbliche, e sono anche buone. Il MIT ad esempio e' un universita' pubblica. Questo significa che chi va al MIT, se vive nello stato del Massachusetts paga una rata ridotta, io, ad esempio che vivo in Maryland, pago la tariffa ridotta per la University of Maryland, anzi, a dirla proprio tutta, pago solo i libri perche' l'universita' la paga l'azienda per cui lavoro (questo e' uno dei tanti benefits che le aziende offrono ai dipendenti). Poi che altri servizi vengono offerti? La libreria comunale, gli uffici che funzionano, le strade asfaltate, i camion del sale che passano di continuo quando nevica, la posta che funziona, il servizio di manutenzione stradale, le strade e autostrade (qui' si paga il biglietto solo per i ponti, e non sempre) l'illuminazione stradale, i trasporti pubblici (ci sono, solo nelle citta' ma ci sono), possibilita' di fare online qualunque transazione. Certificati e licenze pubbliche che si ottengono in due giorni (e non due anni, e nemmeno due mesi).....devo continuare?

Dora

Anonimo ha detto...

ah, dimenticavo...se non lavori (e quindi non hai l'assicurazione dell'impresa) hai comunque un indennita' di disoccupazione non indifferente (almeno se dimostri che stai cercando lavoro e non lo trovi, certo se stai in panciolle....) il medicaid, il medicare per gli anziani (Sanita' statale), e poi non per ripetermi ma gli stipendi americani non hanno assolutamente niente a che vedere con quelli italiani, tasse e tutto, a meno che e' chiaro non fai il greeter al Walmart, ma ci vuole poco a trovare di meglio.

Dora

ha detto...

Anche a me è capitato di conoscere molte mamme che avevano deciso di non lavorare per i primi anni di vita del figio, in USA è frequente. Certo ci sono i motivi economici ma non è il male assoluto, sai? Anche perchè in USA è abbastanza normale licenziarsi (per enne motivi) e poi ritrovare lavoro, il mercato è più fluido, ma è anche bello godersi i figli e dare loro parenti presenti almeno nella prima infanzia. Per questo stesso motivo sono tantissime le iniziative per i bimbi nelle biblio, nelle librerie, nei parchi. Non ci si annoia di certo e la socializzazione è garantita.

ha detto...

ah: non è vero che nei centri piccoli costa meno. Dipende dalla zona e tanti altri fattori. Nella piccola cittadina dove ero io erano tutte strutture montessoriane o Reggi Style (mi viene da piangere, in italia ce le scordiamo strutture così). Ovviamente "non venivano via gratis" ;)

Marica ha detto...

Ci: certo e' bello godersi i figli nella prima infanzia, infatti mi ritengo fortunata di poterlo fare e di certo non preferirei lavorare :-)

devo pero' ancora capire cosa fare :-(

Cortès ha detto...

Grazie Dora
ognuno dei servizi che hai elencato meriterebbe un post, e avrei anche altre domande, ma non vorrei mandare fuori tema questo post. Ci sarà sicuramente occasione di approfondire anche su questi altri argomenti

Anonimo ha detto...

Dora mi pare che l'MIT sia una universita' privata. Forse ti riferivi alle UC in California? (tipo Berkeley). Se sei residente in California paghi una tassa ridotta (circa la meta'), che sono circa 15mila dollari l'anno, ma ultimamente continuano a crescere. La maggioranza delle aziende NON paga l'universita' dei figli.
Gli stipendi sono maggiori in California che in Italia, le tasse sono minori, ma i servizi sono minori. Le scuole pubbliche da quello che ho capito possono essere buone o cattive, dipende dal quartiere in cui si abita. Scuola privata, spendi tranquillamente 20mila dollari l'anno. Le strade in California fanno pena e sono piene di buche, i trasporti pubblici dipende (San Francisco molto ben servita, LA lasciamo perdere). La burocrazia invece e' veloce. Fare paragoni e' difficile, dipende dalle proprie esigenze.

Giulia sb ha detto...

Mi son dimenticata di firmarmi (ultimo commento qui sopra delle 9:27).. Giulia

Silvia Pareschi ha detto...

Infatti, concordo con Giulia, fare paragoni è difficile e dipende dalle proprie esigenze. Io e mio marito siamo entrambi freelance, io traduttrice e lui giornalista, quindi non abbiamo nessuna azienda che ci paga l'assicurazione sanitaria, il Social Security ce lo paghiamo noi e sono un fracasso di soldi, io pago molte più tasse di quelle che pagavo in Italia e ho in cambio dei servizi pessimi se non inesistenti. Abito a San Francisco, per fortuna in un appartamento con l'affitto controllato da molti anni, altrimenti non potrei mai e poi mai permettermi di vivere in questa città. Figli non ne abbiamo, ma se li volessimo vivendo qui non potremmo mai permetterceli.

Anonimo ha detto...

Non ho detto che le aziende pagano l'universita' dei figli, ma pagano l'universita' dei dipendenti. Io sono dipendente di un'azienda qui' in Maryland e pagano la mia di universita', siccome lavoro a tempo pieno e ho anche una famiglia no e' che possa fare tantissimi esami all'anno ma riesco a farne 6/10 e sono tutti pagati dall'azienda, inoltre, chiaramente, mi pagano lo stipendio, l'assicurazione sanitaria mia e della famiglia e tante altre cose, ho lavorato per piu' di 8 anni in Italia, e parlo di un lavoro regolare, pagato anche bene se paragonato alla media degli stipendi italiani (una vera e propria miseria se paragonato a quello che guadagno qui') e a stento arrivavo a pagare le bollette a fine mese (e non avevo famiglia, di acquistare una casa non se ne parlava proprio, nemmeno un monolocale, per non parlare di tutte le tasse e tassine che arrivavano continuamente, l'assicurazione della macchina (una panda 750) ecc... Il tenore di vita qui' non e' paragonabile, per carita' non e' che mi importi molto dei soldi ma non mi venite a dire che in Italia si sta meglio economicamente perche' proprio non e' vero, altrimenti immagino che noi italiani che viviamo qui' in USA ce ne saremmo tornati tutti nel bel paese no? (oddio, io mi ci sono ritrovata perche' ho sposato un americano e non perche' sia venuta a cercar fortuna, ma non posso negare quello che noto)

Il Mit forse e' un istituto privato, non ho controllato ma di universita' publiche molto buone qui' in USA ce ne sono a bizzeffe, qui' in MD abbiamo l'university of Maryland, in Pa hanno la Penn State (una delle migliori) ecc... non mi pare che manchino.
E con le tasse universitarie in Italia che aumentano sempre piu' e l'istruzione che diventa sempre piu' scadente, sinceramente non mi metterei a criticare il sistema scolastico altrui.

Dora

Anonimo ha detto...

Silvia, ma se vuoi paragonare il tenore di vita non puoi paragonare quello di un ingegnere con quello di un postino. La mia domanda e': come traduttrice e giornalista quale sarebbe il vostro tenore di vita in Italia? Certo, avreste la Sanita' ma il lavoro? Quanto guadagnereste? Abbastanza da mantenervi e pagare un affitto? Come si dice qui' bisogna paragonare apples with apples e non mele e banane. Per quanto mi riguarda io in Italia facevo un lavoro molto simile e anche mio marito faceva lo stesso lavoro (lui e' stato mandato dalla sua azienda a lavorare in Italia per 3 anni quando l'ho conosciuto), ti posso assicurare che le tasse che pagava in Italia erano talmente alte che l'azienda l'ha richiamato in patria e lui anche se lo stipendio era piu' alto in Italia (perche' gli dovevano pagare anche l'affitto di casa, la macchina ecc..) aveva un tenore di vita molto piu' basso. Io ho lasciato il mio lavoro in Italia e quando ho ottenuto la carta verde ho trovato lavoro qui', e qui' sto facendo carriera molto piu' in fretta mentre in Italia andavano avanti solo i soliti raccomandati. Certo, se sei uno di quelli allora immagino che preferisci l'Italia, ma se non hai raccomandazioni e devi affidarti solo alle tue capacita' non ci sono paragoni.

Dora

Silvia Pareschi ha detto...

Quindi io la mia carriera di traduttrice in Italia l'avrei fatta perché sono raccomandata? Wow.

Anonimo ha detto...

non mi pare di aver detto una cosa del genere.

Dora

Cri ha detto...

i toni di alcuni commenti mi sembrano un po' polemici, che c'entrano nel blog di Marica?

Cortès ha detto...

Mi spiace perché temo di aver sollevato un polverone con le mie domande. Ringrazio tutte voi perché in queste risposte mi avete presentato diverse situazioni. E proprio perché sono così diverse, Dora, non sono paragonabili tra di loro, non è il caso di scaldarsi.
Che in Italia ci sia poca meritocrazia, Silvia, è una triste realtà, ma nessuno vuole dire che chi ha fatto carriera debba essere per forza un raccomandato. Anzi, se sei riuscita a far riconoscere i tuoi meriti e a fare carriera in Italia, tanto di cappello. Ancora di più perché, come donna, avrai trovato il doppio degli ostacoli. Scusate se ho portato il post così fuori tema, propongo di rimandare queste discussioni ad altri post in cui ci azzecchino.

Ilmiosentiero ha detto...

Ciao Marica! Hai vinto un premio, vai sul mio blog a scoprire di cosa si tratta ;-) ciaooooo baci

seattlepictures ha detto...

@ Dora
Universita' pubblica non vuol dire che si paga poco anche se si e' residenti. In Washington le due maggiori universita' pubbliche, UW e WSU, hanno "tuition fee" per i residenti che si aggirano fra i $450 e $550 per credit. Uno studente full time deve dare esami per almeno 18 credits, ma di solito sono molti, molti di piu'. Questo senza considerare i libri, mai meno di alcune migliaia di dollari per un intero anno. E in dipendenza del tipo di facolta', molte volte ci sono da aggiungere altri soldi per attivita' di laboratorio. I tempi in cui ci si pagava l'universita' con i lavoretti estivi sono finiti e molti stati con i problemi di budget che hanno riducono il trasferimento di fondi alle universita' pubbliche che sono costrette ad aumentare esponenzialmente le "tuition fee" pagate dagli studenti. Io in Italia ho studiato praticamente gratis :)

Marica ha detto...

non ci si puo' allontanare un attimo dal blog, eh :-)

dall'asilo siamo passati all'universita', mi fa piacere leggere di opinioni e storie diverse, e' qualcosa che arricchisce sempre.

Silvia: credo che Dora intendesse un "tu" generico.... spero :-D

Dora: vero che se in italia guadagnavamo di piu' non saremmo venuti qui, pero' a me sembra ancora (dopo soli 3 anni) che qui le spese siano piu' alte.. ti parlo di spese nel quotidiano, per esempio io non mi occupo delle tasse e quindi non recepisco sulla mia pelle che qui si pagano meno tasse, tanto epr fare un esempio.

Concordo con Giulia e Silvia: d ifficile fare paragoni, le variabili in gioco sono tante, e prob ho sbagliato a mettere quelle cifre in giro nei post.

Cri e Cortes: grazie :-)

Anonimo ha detto...

Si, il mio tu era generico, come potrei fare un'affermazione del genere su una persona che non conosco.

Si e' vero che le universita', anche pubbliche, costano abbastanza, ci sono pero' delle soluzioni, chi vuole davvero studiare puo' farlo, puo' ad esempio trovarsi un lavoro e poi farsi pagare l'univerita' dal datore di lavoro (quello che sto facendo io), puo' vincere una borsa di studio per merito studiando molto al liceo, fare un prestito, insomma, chi ha voglia di studiare il modo lo trova, non e' certamente il costo il vero problema. Secondo me e' piu' una scusa che utilizza chi non ha voglia di studiare. Ben Carson e' un esempio di una persona nata povera ma che e' riuscita a studiare e diventare quello che e' con le proprie forze.

Dora

alinipe ha detto...

@ Dora: L'america e' un paese enorme, immenso e immagino che ci siano differenze abissali tra la vita che fai tu, quella che faccio io e quella che magari fa Silvia a San Francisco!
Non solo, ma nello stesso posto, nella stessa citta' ed alle volte nello stesso quartiere, a seconda del livello economico, culturale e sociale di appartenenza, esistono realta' completamente diverse, che nulla hanno in comune a parte il luogo geografico.
Forse sarebbe anche il caso di capire chi indendiamo per "i poveri".
Ci sono livelli di poverta', almeno qui in NYC, da cui nonnostante tutta la buona volonta', intelligenza, voglia di studiare e dedizione e' impossibile che la gente possa riscattarsi. Ci sono high school che sono definite "drop-off factories" in cui gli studenti entrano e il79% non arriva al diploma e si perde per strada. Quel 79% non e' fatto di lavativi, ma di giovani che da sempre vivono una realta' difficile e violenta, e frequentano scuole che non hanno le risorse e le energie per offrire loro quello di cui hanno bisogno. Non basta la buona volonta', serve la cosiddetta botta di culo, altrimenti si nasce, cresce e muore nel ghetto, e all'universita' non ci arriva.

A me quel che spaventa, del mito del "self made man", del povero che si riscatta con le sue sole forze, e' che se generalizzato finisce per etichettare la gente povera come "pigra" o "senza voglia di fare". Il messaggio finale e' che se non vai all'universita' o sei sotto la soglia di poverta' "te la sei voluta" o "e' colpa tua". Quando invece l'intero sistema rende impossibile l'accesso a TUTTI ad un'istruzione di qualita', e crea cittadini di serie B.

Alice perplimatrice (che mo' ci scrivera' un post su sta' roba :-D)