5/18/2013

1098 - tutto inizio' con la pastorizzazione

Sono almeno tre giorni che navigo di link in link, tanti input in testa, un post che voleva parlare della pastorizzazione del latte e che non so dove andra' a finire...

Tutto nasce da una semplice osservazione/domanda: in Italia abbiamo il latte fresco (che scade 2 o 3 giorni dopo averlo comprato) e quello UHT (che scade dopo diversi mesi), piu' "quello blu" (che scade dopo 7/10 giorni se ricordo bene).
Qui negli USA il latte fresco (cioe' preso dal banco frigo) nella maggior parte dei casi scade dopo uno o due mesi.
Confesso che l'ho sempre preso come un dato di fatto, e piu' che altro mi sono sempre preoccupata di prendere il latte "organic" che non di studiare la provenienza del latte o i trattamenti subiti (sia dal latte che dalle mucche).
Ultimamente pero' ho iniziato a farmi delle domande... e mi e' capitato di comprare un latte sulla cui confezione c'era scritto "NON ultrapastorizzato "... cosi' come mi e' capitato di comprare un latte che si dichiarava "locale", e un altro che diceva "pasture raised".
Possibile che sia cosi' complicato scegliere il latte? Allora ho iniziato a cercare qualcosa, e come diceva Pollon da cosa nasce cosa :-)

Ecco cosa mi pare di aver capito (correggetemi dove sbaglio, che non sono esperta del settore):
1- il latte pastorizzato (HTST) e' scaldato a 161F (72 gradi C) per 15 secondi, in questo modo si uccide la maggior parte (99,9%) dei "micro-organismi" presenti, il latte si conserva per 2 o 3 settimane in frigorifero;
2- il latte ultrapastorizzato (UHT) e' scaldato a 280F (138 gradi C) per 2 secondi, in questo modo si uccidono tutti i micro-organismi, il latte si conserva per 2 o 3 mesi in frigorifero;
3- il latte che qui chiamano "shelf-stable" e' un latte UHT che viene confezionato in ambiente asettico in un contenitore sottovuoto, si conserva fino a 6 mesi senza bisogno di stare in frigorifero.
E' chiaro che l'ultimo tipo di latte e' quello che in italia chiamiamo "a lunga conservazione" e sappiamo tutti cos'e' (ma mi pare di aver capito che qui negli USA e' poco diffuso/consumato... io infatti non saprei nemmeno dire in che angolo del supermercato lo vendono).
Il latte tipo UHT da conservare in frigo per 2 o 3 mesi in italia mi pare di non averlo mai visto, mentre qui e' quello che va per la maggiore.
Quello che in Italia chiamiamo "frescoblu" qui corrisponde al latte ESL, che prevede una fase di micro-filtrazione e delle temperature intermedie tra l'HTST e l'UHT, ma non saprei dire quanto e se e' diffuso.
Il latte pastorizzato HTST quindi corrisponde al latte fresco in italia, e anche se le temperature di pastorizzazione sono le stesse tra USA e Italia le "scadenze" sono diverse: 2 settimane contro 2 giorni, e questo non riesco a capire perche'.... in Italia ci mette piu' tempo il latte ad arrivare nei negozi? Non saprei...

Ora... all'aumentare delle temperature di trattamento diminuisce la qualita' del latte (supponiamo che sia vero, anche se ci sono teorie che dicono che non e' vero, che la qualita' e' la stessa), quindi io vorrei un latte pastorizzato e non ultra-pastorizzato. Vorrei anche un latte organic, perche' in questo modo mi viene assicurato che le mucche non sono trattate con l'ormone della crescita e che non mangiano pesticidi (anche se questo non dice nulla riguardo gli altri ormoni....). Pero' ho letto che il latte organic solitamente e' ultra-pastorizzato, perche' deve percorrere distanze maggiori prima di arrivare nei negozi.... allora io il latte lo voglio pastorizzato, organic e locale (perche' sono anche contro l'inquinamento). Poi l'altro giorno ho visto questa confezione di latte che si vantava del fatto che le sue mucche possono pascolare all'aperto (pasture raised) e mangiare l'erba.... le altre quindi no!
Allora il latte lo voglio: pastorizzato, organic, locale, da mucche che pascolano!

La soluzione 1 e': mettere una mucca nel backyard e mungerla al mattino, ma la scarto per ovvi motivi.

La soluzione 2 e': fare qualche ricerca on-line e trovare un latte che soddisfi questi requisiti.
Ho trovato questo sito molto interessante, che da' un punteggio ai vari tipi di latte, e ho scoperto che esistono differenze enormi anche all'interno della famiglia organic :-/
Ho cercato il punteggio dei due tipi di latte che so per certo non sono UHT.
Il primo lo trovo da Whole Foods, si chiama 365 Organic, ed ha un buon punteggio (4 su 5). 
"The milk is produced and distributed regionally throughout the United States as close as possible to the communities in which it is sold.  It comes from a cooperative of organic family farmers dedicated to pasture-based dairy production and to preserving and expanding family farming as a way of life and a viable system of production". Sembra soddisfare tutti i miei requisiti, anche se l'affermazione "as close as possibile to the communities in which is sold" e' un po' vaga. Ha dalla sua pero' un buon prezzo: $3.30 per mezzo gallone.
Il secondo lo trovo da Jimbo's, si chiama Clover, ed ha un buon punteggio (4 su 5).
A differenza dell'altra, l'azienda Clover e' locale: "Four family-operated farms, ranging in size from 150 to 380 cows, modest in scale by California standards, ship to Clover Organic Farms". E poi "In 2007 we were awarded a Seal of Sustainability by the Sustainable Business Institute. We are just one of 13 companies in the world to receive this honor". Mi sembra quindi migliore, e il prezzo e' un po' piu' alto: $4.50 o piu' per mezzo gallone.
Ho cercato sempre su questo sito gli altri due brand che mi capita di comprare (sempre organic, ma UHT).
Organic Valley ha 4 su 5 (di solito di questo brand compro anche i latticini); hanno anche un bel sito web da cui si possono "conoscere" i vari farmers che fanno parte della cooperativa, perche' anche se e' un'azienda a distribuzione nazionale la produzione e' locale. Il prezzo e' sui $4.50 a gallone, ma il latte e' UHT.
Horizon ha 0 su 5, pare che ci siano traffici poco chiari sotto l'etichetta organic, e piu' che una cooperativa di fattorie si tratta di una vera industria del latte (con tutto quel che ne consegue).
Insomma, non si puo' comprare a scatola chiusa...

La soluzione 3 e': convertirsi al latte "alternativo", cosa che io personalmente sto cercando di fare, ma anche riguardo i latti alternativi c'e' un mondo tutto da studiare! Chi dice che la soia fa male, chi dice che il cocco e' grasso, chi dice che non ci sono proteine, chi dice che non c'e' calcio... lo ammetto, devo studiare :-), ma do' per scontato che: non ci trovo colesterolo, non ci trovo ormoni, non ci trovo grassi, non ci trovo antibiotici, non ci trovo sangue (nel senso che nessun essere vivente viene ammazzato per farmi bere quel latte), e che molte persone vivono senza bere latte vaccino.
Pero' anche qui domande su domande: da dove vengono gli ingredienti? (perche' il cocco del latte di cocco ho scoperto viene dall'asia...) Cosa sono tutti questi altri ingredienti aggiunti? Ecc.
La soluzione 3-bis e': fare il latte alternativo in casa, che e' decisamente piu' comodo ed economico della soluzione 1. Ho fatto una ricerca veloce su internet e ho gia' scelto cosa mi piace :-). Leggendo recensioni sparse mi pare di aver capito che risparmierei 3 dollari circa per ogni mezzo gallone, quindi con 40 "mezzi-galloni" mi ripagherei la macchina, supponendo un mezzo gallone a settimana (per dire che dovrei proprio bere poco) ci metterei 10 mesi a ripagarla, un affare! E poi ho anche amiche/blogger esperte a cui chiedere suggerimenti :-).

Mi fermo qui che altrimenti vi faccio venire il latte alle ginocchia :-)
Per tutte le altre domande, rimando a questo vecchio post di Moky.

PS quando ero piccola, al mattino la nonna mungeva la mucca, poi bolliva il latte e me lo dava per colazione... vedevo da dove veniva il latte che bevevo, cosi' come vedevo da dove venivano le uova, i pomodori ecc... vorrei tornare a vedere/toccare con mano, ecco! :-)

PS2: non ho risposte, ma mi faccio domande :-)
Il latte mi piace e mi e' sempre piaciuto, mentre non sono mai stata amante della carne (a parte gli affettati).
La mia questione piu' che altro ora riguarda quanto sia sano quello che mangiamo. E penso che il latte di una mucca che pascola all'aperto "senza stress" sia migliore del latte di una mucca che vive tutta la vita in gabbia mangiando mancine e chissa' che altro, con una vita di "gravidanze e stress".
Poi non so, posso pure sbagliarmi... sono alla ricerca di una risposta!

27 commenti:

Moky ha detto...

Io ai miei figli prendo il latte UHT. Più economico. Vicino a casa mia c'è una fattoria, potrei andarlo a prendere da loro, ma mio marito non è favorevole.
Da piccola andavo da mia zia a prendere il latte, lo metteva in una bottiglia di vetro, quelle da 75 nl della menta. mentre tornavo a casa lo bevevo ancora caldino, essendo stato appena munto, direttamente dalla bottiglia. Una vera goduria!! Nessuno ci diceva che dovevamo bollirlo e bla bla bla...Io non ero mai ammalata, forse mi ero fatta gli anticorpi ahahahah!!!

Nikla ha detto...

Ma che casino!! :-)
Boh io mi accerto soltanto che il latte di soia che acquisto provenga da soia italiana non ogm. Così come per il latte d'avena che uso per fare la crema/besciamella/dolci ecc. Quando avrò più tempo me lo farò in casa...
Sarà ma a me solo il pensiero che per ogni ml possano esserci 400 mila cellule somatiche (pus) e urina...per me può essere anche bollito con fusione nucleare mi fa schifo lo stesso :-)

Anonimo ha detto...

Ciao , non so risponderti non bevo latte non mi piace pero ti mando questi link se ti possono essere utili! Cristina http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/12/16/il-buon-latte-crudo-di-una-volta/. http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/22/darwin-e-linnaturalita-del-bere-latte/

Cortès ha detto...

In Italia si stanno diffondendo anche i distributori automatici di latte crudo, non pastorizzato. Vai con la tua bottiglia (meno rifiuti), ne prendi quanto te ne serve (meno spreco), non credo che venga da lontano (meno inquinamento). Bisogna comunque farlo bollire, e rispetto ai trattamenti termici da te indicati la bollitura in casa non è da meno.
La fortuna che hai avuto da piccola di poter "toccare con mano" purtroppo molti di noi non l'hanno mai avuta nemmeno allora.

Cortès ha detto...

Riguardo al cercare di evitare carne ed alimenti di origine animale, vorrei fare un'osservazione: anche le piante sono esseri viventi, come gli animali. Io non ho mai pensato di diventare vegetariano perché considero allo stesso livello queste due forme di vita. Anche se faccio delle scelte con cui cerco di essere coscienzioso al massimo. Non mangio più agnello e vitello per non uccidere i piccoli, scelgo solo uova di galline allevate all'aperto, vado al lavoro in autobus e tante, ma proprio tante altre piccole scelte quotidiane mirate al rispetto dell'ambiente e delle altre forme di vita.

Fra ha detto...

io bevo latte di riso, che qui in italia costa anche 5-6 volte quello vaccino che compravo io... prepararsi questi latti in casa è un sicuro risparmio. Una volta ho fatto il latte di nocciole, non ho sperimentato altro per mancanza di tempo (e di voglia), ma qui (http://www.tuttogreen.it/come-farsi-il-latte-vegetale-da-noci-e-nocciole/) trovi qualche idea... Ciao!

Anonimo ha detto...

il latte appena munto è una delle cose più buone al mondo, io andavo a prenderlo in latteria ogni sera col secchiello per la colazione del mattino dopo in valtellina. Ma tempo di arrivare a casa e me ne ero scolato metà.
Io uso quello a lunga conservazione da sempre e il problema rimane la scelta tra scremato, intero e perzialmente scremato. Di solito prendo quest'ultimo. Non avrei mai immaginato tutte queste differenze che elenchi. bacioni sandra frollini (che col latte ci vanno a nozze!!!!)

sfollicolatamente ha detto...

mmmh interessante il fatto che lo stesso latte abbia scadenze diverse in Italia e in USA. Non potrebbe essere una strategia di marketing, per far sembrare il prodotto piu' fresco (o per incoraggiare i consumatori a buttarne di piu' e quindi comprarne di piu')?
Pure io penso che la soya alla fine venendo dalla Cina sia piu' dannosa di tante altre cose. E' un gran rompicapo...(ma a proposito di latte non macchiato di sangue, tu sei vegetariana e me n'er didmenticata??)

Marica ha detto...

Moky: ah, addirittura senza bollirlo??? :-)
io quello UHT italiano (per intenderci) non riesco piu' a berlo dopo essere passata a quello fresco :-/

Nikla: gia', bisogna pure vedere da dove viene la soia e soprattutto che non sia ogm :-/
in effetti all'urina delle mucche non ci avevo mai pensato :-)

Cristina: grazie, stasera me li leggo!!
[cmq mi confermi quindi che senza bere latte si vive bene :-) ]

Cortes: non sapevo di questi distributori di latte "raw" in italia, e come dici tu ha diversi fattori positivi!
Rispetto le tue piccole/grandi scelte, e anche per me spesso e' cosi'! Quello che tu dici riguardo le piante considerate come esseri viventi e' anche vero... e questo porta a due risultati: o si mangia tutto o non si mangia niente (infatti c'e' un gruppo di persone che non so come si chiama che mangia solo i frutti caduti dagli alberi). Si tratta pero' di una questione di "cultura": in alcune culture e' accettato mangiare certi animali, in altre no...
Mi spiego: in italia non mangiamo i cani, mentre in oriente da qualche parte si. In Italia mangiamo coniglio e cavallo, ma in america non si mangiano. E' una questione di cultura... ma devi ammettere che nessuno ha ragione, cioe' anche se a noi innoridisce l'idea di mangiare il cane non possiamo andare dai cinesi e dire di non farlo, cosi' come gli indiani non possono pretendere che noi non mangiamo la mucca, o gli americani non possono pretendere gli svedesi non mangino i conigli, o i musulmani non possono chiedere agli americani di non mangiare il maiale ecc.
E' una questione di background e di storia personale... ho diverse amiche che dopo aver avuto un animale domestico hanno smesso di mangiare carne, ma ti assicuro che non conosco nessuno che dopo aver coltivato un orto ha smesso di mangiare verdura ;-/
Forse sono andata fuori tema... volevo dire che rispetto le posizioni di tutti e non voglio convincere nessuno, ma nemmeno possiamo dire che alcuni animali si possono mangiare a altri no :-/

Fra: sai che qui nel banco del latte quello di riso non l'ho visto? devo cercare meglio, voglio assaggiarlo!
Vediamo se babbo natale mi portera' il milk maker :-)
Grazie per il link!

Sandra: un'altra seguace del latte raw ;-), senza bollirlo non l'ho mai provato!

sfolli: eh non so, a questo punto anche io mi chiedo se la scadenza sia fasulla per una questione di marketing/consumismo o se effettivamente si rovina prima in italia.. boh... Dovrei trovare qualche informazione in piu' e scoprire se i due processi sono diversi per altri aspetti, oltre alle temperature.
Gia', da dove viene la soia? Almeno quella qui dovrebbero coltivarla, boh... devo studiare :-)
No, non sono vegetariana.
Ora aggiungo una nota!

Cortès ha detto...

ahem... (alzo timidamente il dito)
mi scuso se ho dato l'idea di voler convincere qualcuno delle mie idee.
Davvero, ho solo esposto le mie scelte come una cosa mia, non pensavo di convincere nessuno nessuno.
Non cerco mai di presentarmi come il depositario della verità. Se si tratta poi di scelte alimentari, ognuno deve fare i conti con i propri principi, la propria salute, il portafogli, le informazioni che ha a disposizione, i prodotti che trova nella zona dove abita ecc. Già faccio fatica a scegliere io come fare la spesa, non mi ci metto proprio a cercare di imporre le mie scelte agli altri. Non vorrei aver dato questa impressione.
-- devi ammettere che nessuno ha ragione -- assolutamente lo riconosco.

Marica ha detto...

no, aspetta, scusami tu!!!
sono partita dal tuo commento e poi ho parlato di qualcosa che avevo nella testa io :-D
non c'entri niente :-)
[chissa' se la discussione restera' su questi termini pacifici fino alla fine :-D ]

Sabina ha detto...

Grazie per questa ricerca e questo post chiarificante! Adesso non sceglierò più a caso tra gli organic pastorizzati!

dario celli ha detto...

Da un po' di anni in Italia c'è il latte FRESCO "microfiltrato" che dura anche dieci giorni.
Attenzione: non dura così tanto a causa di conservanti o grazie al classico sistema di bollitura (tipo l'UHT, che secondo me "annacqua" un po il latte e lo rende dolciastro...

Il latte MICROFILTRATO è un normalissimo latte fresco che viene fatto passare attraverso appositi filtri di CERAMICA: materiale poroso con i microbuchi PIU' PICCOLI dei germi che dopo un po' di giorni fermentano facendo "andare" a male il latte fresco.

Il filtro di ceramica blocca (filtra) i germi, e così il latte dura di più.
La prima azienda, in Italia, ad usare questo metodo è stata la Parmalat, che aveva commercializzato il "Frescoblu". Parmalat che però ha perso la causa intentata dai produttori italiani di latte fresco "classico" (quello che dopo tre giorni scade).

La sentenza stabilì che per quel tipo di latte la Parmalat non poteva essere usare il termine "LATTE FRESCO", tanto che oggi si chiama "FRESCOBLU" (dal colore della bottiglia.

Credo proprio che lo stesso metodo di filtraggio venga usato anche negli Usa...
Bisogna dire che latte fresco microfiltrato viene oggi prodotto e venduto da molti produttori della grande distribuzione...

d.

Giovanna ha detto...

Ma quante paranoie per un po' di latte!
Mi sembri Furio di "Bianco rosso e Verdone": Magda, da un'attenta analisi risulta che il latte fresco abbia 1 miliardesimo di microbi e scade entro 3 ore e 4 secondi, il latte pastorizzato ha 1,3 miliardesimi di microbi e scade entro 2 giorni 6 ore 20 secondi mentre l'UHT ha 1,56 miliardesimi di microbi e scade entro 2 mesi 15 giorni 8 ore 21 secondi. Cosa ne pensi? Antongiulio si ammalerà se beve il latte scaduto da 1 frazione di secondo? Chiamiamo l'ACI nel dubbio.

Relaaaaaaax! Povero bambino...

havasflugilojn ha detto...

Pensa che io da quando vivo in America ho smesso di bere latte perché é troppo difficile scegliere! ogni tanto bevo quello di soia (che ha l'aggiunta di calcio), quello di riso invece lo trovo troppo dolce.
Comunque ora mi sono abituata e non ne sento più il bisogno.

Squabus ha detto...

invece a me pare eccezionale la ricerca che hai fatto, che brava!
Non so il perchè della differenza di 'shelf life' dell'HTST italiano contro quello usa. E dire che sono, dovrei dire ero, tecnologa alimentare (poi ho preso tutt'altra strada).
Però se ricordi ancora le fonti di quel che hai letto mi incuriosisce (ri)approfondire. Ahimè non mi ricordo nulla.

Marica ha detto...

sabina: gia'! :-)

dario: si, conoscevo il fresco blu... cercando info qui pero' non ho trovato molto sulla microfiltrazione, e ho pensato che non fosse il caso del latte USA... ma devo cercare meglio!

Giovanna: purtroppo quel film non l'ho visto, quindi non posso apprezzare il tuo commento :-)
Ti assicuro pero' che il bambino non subisce nessuno stress al riguardo, e' il marito quello che subisce tutte le mie riflessioni!

havasflugilojn: gia'... lo scaffale del latte e' qualcosa di imbarazzante!
[devo provare ancora quello di riso!]

squabus: ecco, allora sei tu l'esperta in campo ;-D
essenzialmente ho usato le prime pagine che mi venivano fuori da google, i dati delle temperature di pastorizzazione erano le stesse in piu' siti.
ohime' ho chiuso tutto :-/

Nikla ha detto...

Invece io credo che se non avessi questo approccio scientifico nelle cose non saresti Maki e non avresti fatto ingegneria :-)
Per la storia delle piante e ortaggi esseri viventi rido per non piangere...bisognerebbe far fare una bella gitarella fuori porta (azienda ortofrutticola e poi tutti al mattatoio) vediamo poi le reazioni.

Rita ha detto...

Grazie al cielo esisto persone che si documentano su quello che mangiano!!!
Bravissima Marica, spunto interessante... e fortunato tuo figlio che ha una mamma con la testa sulle spalle.

Noi solo latte fresco, mia sorella, vegetariana e intollerante ai lattici, solo latte di mandorla.

Rita

elle ha detto...

Il latte fresco pastorizzato di Alta Qualità è quello che si mantiene di meno, non arriva certo a due settimane (quindi non corrisponde a quello che si trova negli USA che subirà un trattamento diverso) ma dura effettivamente più dei 4 giorni che spesso sono riportati sulla confezione. La data di scadenza è il frutto anche di questioni politiche-economiche. Io stessa lo bevevo anche oltre la scadenza, se sentivo che era ancora buono (e resisteva 1-2 giorni oltre ). Non lo bevo più perché qui non c'è. Qui chiamano fresco quello che dura 10 giorni e che ha un altro sapore.
Anch'io in Italia a volte andavo ai distributori, dove ti recavi con la tua bottiglietta e te la riempivi di ottimo latte a Km quasi 0. Lo facevo più che altro perché il latte era davvero ottimo e costava 1 euro al litro.

Qui ci sono un bel po' di spiegazioni a riguardo :)

http://archiviostorico.corriere.it/2002/maggio/05/Quanto_dura_FRESCHEZZA_cs_0_020505372.shtml

Robin :D ha detto...

A me piace molto il latte di riso, e si può fare anche in casa:
http://bouquetdifantasia.blogspot.it/2012/10/latte-di-risosemplice-da-fare.html

Anonimo ha detto...

Ciao.
Ti leggo da un po' anche se non in modo sistematico.
Non sono mai intervenuta, però questa volta forse posso essere un po' di aiuto.
Alle domande importanti non ho risposte, ad una di quelle più semplici forse si.
Però vivo in campagna e mangio di tutto senza troppi sensi di colpa.
In ogni caso, ti chiedevi perchè in Italia il latte fresco (escluso il microfiltrato) abbia una scadenza più breve che in USA. Ecco non so se sono nel giusto però, che io sappia, il latte "fresco" italiano deve essere stato sottoposto al trattamento di pastorizzazione ad una temperatura inferiore agli 80° C per una decina di secondi(di solito +71,7°C per 15 secondi) entro 48 ore dalla mungitura. Come sai questo prodotto scade dopo 6 giorni dal trattamento o meglio, dopo quella data non è più commerciabile però, a volte, è ancora buono.
Esiste però anche un altro trattamento che da noi non è molto diffuso (e non consente poi di usare la definizione "latte fresco"). In questo caso il latte viene pastorizzato ad una temperatura molto più elevata che nell'altro ma per un tempo molto breve e si conserva molto più a lungo (25-30 giorni)purchè stia in frigo.
Forse il latte fresco che trovi tu è questo
Ciacco

Anonimo ha detto...

Ops.
Dopo avere scritto mi sono accorta che la mia interpretazione era sbagliata.
Scusa.
Però faccio ammenda: ho fatto una piccola ricerca normativa ed ho scoperto che in Europa il latte pastorizzato può avere una scadenza fino a 10-12 giorni, con assunzione di responsabilità direttametne da parte del produttore. In ogni caso, trascorsi 6 giorni dal trattamento il numero dei patogeni si innalza e questa è la ragione per cui, da noi, non è più conisderato commerciabile. Azzardo: forse in USA la scadenza è più alta perchè ci sono diverse regole di imbottigliamento?
ciacco (che a questo punto è troppo curiosa)

Marica ha detto...

Nikla: :-)

Rita: gia', e' che da quando c'e' lui mi faccio piu' domande :-)

Elle: grazie per il link! li' pero' dice che la differenza tra il latte pastorizzato e il latte pastorizzato di alta qualita' e' solo nel contenuto di proteine, non nel trattamento, che sono sempre i famosi 72 gradi per 15 secondi :-/
Pero' grazie, dice cose che non sapevo!

Robin: tutte mi parlate di quello di riso... lo devo proprio provare!

Ciacco: il trattamento a 72 gradi per 15 secondi entro 48 ore dalla mungitura e' lo stesso che fanno qui per quello "pastorizzato"... forse qui entra in gioco proprio il tuo secondo commento, dove dici che in europa (tranne che in italia suppongo) questo latte ha scadenza fino a 10-12 giorni, anziche' i 3 giorni che ha in italia... se cosi' fosse allora anche in USA e' cosi, credo... una differenza di normativa?
invece il secondo trattamento di cui parli (e che dici che in italia non e' diffuso, ma io non sapevo nemmeno ci fosse) dovrebbe essere quello che qui corrisponde al latte UHT che si trova nel banco frigo.. che cmq scade dopo 60 giorni e non 30.
Ora la chiave e' informarsi sulle normative e regole di imbottigliamento

grazie a tutti!!!

Marica ha detto...

http://www.ilfattoalimentare.it/latte-fresco-spreco-scadenza.html :-/

Fofina Boudior ha detto...

Ciao! Primo commento sul tuo blog... Capito qui per caso. Io non ho mai bevuto latte, se non quello di mia madre. E sono ancora qui :)

Silvia Pareschi ha detto...

Noi compriamo il Clover ed è ottimo!