8/07/2013

1119 - i musicanti di Balboa Park

Martedi' mattina siamo andati a Balboa Park, era il primo martedi' del mese e c'erano tre bei musei gratis, quelli piu' a misura di bambino. Non era la prima volta che andavamo, ma era la prima volta che andavamo in estate e... che differenza!
Ho faticato per parcheggiare, davanti ai musei c'era la fila per entrare, e una volta dentro c'era un delirio di bambini scorrazzanti... non si riusciva a fare nulla, non siamo stati molto dentro, e alla fine la maggior parte del tempo l'abbiamo trascorsa  all'aperto, passeggiando, facendo il picnic, e ascoltando i vari musicisti di strada.

Piccola nota.
Tempo fa allo zoo avevo visto dei bambini (in visita pure loro, non in gabbia) con un adesivo attaccato sulla maglietta, con su scritto il proprio nome e i numeri di telefono dei genitori.
Mi e' parsa una buona idea, e l'ho applicata anche io una volta, quando siamo andati in un posto all'aperto con tanta gente, viste le tendenze fuggitive di Little D.
Invece martedi' dentro il museo ho visto addirittura un bambino con la maglietta stampata (di quelle che si ordinano personalizzate) con su riportate le stesse informazioni. Ecco, questo forse e' troppo, pero' lo sticker mi sembra un'idea "pragmatica".

Torniamo ai musicisti di Balboa Park.
Oltre ai soliti noti, stavolta ho visto due ragazzine (in separata sede) che suonavano uno strumento, con la mamma a pochi passi di distanza a vigilare. Una suonava il sax, l'altra il violino. Potevano avere tra i 10 e i 14 anni. Entrambe avevano il box per raccogliere le offerte, una di loro aveva il cartello che diceva "aiutami a raccogliere i fondi per poter diventare un'astronauta" (l'altro non l'ho letto).
All'inizio ho pensato "ma guarda queste mamme, sfruttano le figlie, anziche' aiutarle, bla bla bla".
Poi invece ci ho ragionato su e ho trovato i lati positivi:
- superare l'eventuale timidezza,
- imparare a gestirsi davanti al pubblico,
- praticare uno strumento musicale,
- darsi un obiettivo (realista o meno) e darsi da fare in quella direzione,
- imparare a gestire il proprio denaro, guadagnato con le proprie mani.

Queste le mie impressioni.
Come stanno le cose in realta' non lo so, ma mi piace pensare che i soldi che queste ragazzine raccolgono vengano davvero investiti per realizzare i propri sogni.
Fa parte tutto della mentalita'/cultura per cui a 18 anni (o prima) si va via di casa e, chi piu' chi meno, ci si auto-finanzia la propria vita....


PS tra qualche mese mi vedrete lungo i viali di Balboa Park, giusto il tempo di far capire a Little D che la deve smettere di allentare le corde della chitarra "pretendendo" di accordarla!

8 commenti:

Maffy ha detto...

Qui da noi c'è una fiera annuale tutta dedicata ai giochi dei bambini, è molto grande ed ovviamente attira un sacco di gente. In quell'occasione ho visto bambini con il numero dei genitori scritto sul braccio col pennarello indelebile!!! Effettivamente l'etichetta sarebbe stata più adatta!

lucia ha detto...

quando la mia sorella più piccola aveva 5 anni andammo tutti insieme in vacanza a parigi e mia mamma comprò uno di quei pennarelli per farsi i tatuaggi e le scrisse un poema sul braccio con numeri di telefono, hotel e quant'altro :-) Altrimenti so che vendono anche dei braccialetti sui quali si possono scrivere quelle informazioni, se li era fatti fare una mia amica che andò in vacanza in tailandia col bimbo piccolo. Anche io appoggio la teoria del suonare per i propri sogni... e chissà che non diventi davvero un'astronauta :-)

Cortès ha detto...

:) era d'obbligo la precisazione che i bimbi visti allo zoo erano in visita.
In Italia suonare per strada è paragonato a chiedere l'elemosina, mentre in altri paesi, anche in Europa, è considerato un lavoro.
Già mi immagino qui una ragazzina che si mette a suonare per strada, verrebbe trascinata via dalla madre che poi non uscirebbe di casa per la vergogna.
Tra l'altro i genitori italiani iperprotettivi tendono a far lavorare i figli più tardi possibile. Un paese senza futuro.

Valentina ha detto...

Che belle iniziative. Anche a me piace pensare pensare positivo su quelle ragazzine.

I braccialettini per i bambini li ho visti diverse volte si chiamano Infoband, penso sia una cosa molto utile.

Sabina ha detto...

Anche secondo me è un'esperienza utile e divertente per le ragazzine!

Qualche settimana fa ho finanziato una raccolta di fondi di due bambini delle elementari che vendevano per strada la limonata da loro preparata per sostenere un progetto per l'acqua potabile in Africa!
Sicuramente è una cosa diversa da questa che racconti tu, ma mi è sembrato veramente un modo utile per aiutare i bambini a superare le loro timidezze e a sentirsi capaci di perseguire un progetto facendo qualcosa di concreto. In questo modo, non solo vengono sensibilizzati al problema, ma anche si confrontano con esso e si sentono responsabilizzati...

Gaia ha detto...

Anche io la trovo una bella esperienza. Anche perché io dico che mio figlio se vorrà farà l'artista di strada, mentre mio marito é sicuro che farà il notaio ghghgh

Marica ha detto...

maffy: oh anche... pero' poi bisogna lavarli :-)

luvia: vero, esistono anche i braccialetti... avevo trovato un sito tempo fa, ma non li facevano per i piccolissimi... dovro' cercare meglio!

cortes: esatto! in italia sarebbe chiedere l'elemosina... e i genitori non lo permetterebbero mai!

valentina: ah ecco, grazie, ora lo cerco :-)

sabina: ma che bello!!!

gaia: ahahahahah, divergenza di vedute :-D

Moky ha detto...

Marica, da noi lo fanno spesso durante l'estate: e' un'occasione perfetta per dare ai figli interessati alla musica, esperienza di fronte al pubblico :) E il concetto di "lavorare", cioe' scambiare il proprio tempo e talento per i soldi, e' un'idea che deve essere insegnata presto. Il concetto di volontariato viene appreso sin da piccoli, quando partecipano ad attivita' come i Boy/Girl scouts...