4/26/2013

1090 - targhe (XVII)

Aprile sta per finire... e devo fare una confessione: e' da tantissimo che non faccio foto di targhe, per cui questo post vivra' di arretrati :-/, e siccome le targhe belle le metto sempre subito, queste qui lasciano un po' a desiderare :-/ Quelle belle continuo a vederle, ma di solito sto guidando mentre le vedo :-), oppure le vedo nei parcheggi ma non ho con me la macchina fotografica... cerchero' di migliorare!
Una cosa pero' la devo dire: cercando il significato di una delle targhe ho appena imparato una cosa nuova (almeno per me).

Procediamo con ordine! Prima un paio di targhe dagli ospiti :-)
La prima viene da Alice da Orlando:


["focus on"... e da portatarga e dallo sticker si capisce facilmente che si tratta della macchina di un veterano di guerra]

La seconda invece e' di Nonsisamai da Dallas:


[ "one vandal" ... questa invece e' la macchina di un vandalo :-), ma non escludo ci possano essere altri significati riferiti a musica, film, sport ecc di cui io non so nulla ]

Anche questo mese ci sono due post di Il Mondo di Ci che vi invito a leggere: targhe 4 e targhe 5 :-)

Ed ecco le mie targhe, in ordine casuale, con le mie interpretazioni (sulle quali ho diversi dubbi!).


["two by two"] 



["buy cash"... compra in contanti?]




["candy to you"]



["million bucks" .. un milione di dollari]




["dirt".. terra, sporcizia... mah]



["sand box"]



[UCSB sta per University of California -Santa Barbara, e come dice il portatarga si tratta di qualcuno che si e' laureato li...e ora vive a San Diego]



["vacancy" e' quando in albergo ci sono posti liberi...e mi ricordo che l'avevo fotografata nel parcheggio di un albergo appunto!]


[questa e' la targa della "scoperta", all'inizio pensavo si riferisse a qualche tipo di cera (wax) per le tavole da surf, ma googlando la targa cosi' com'e' viene fuori un centro di depilazione (come si dice?) che si chiama proprio cosi', qui a San Diego, specializzato in ceretta brasiliana... io non sapevo cosa fosse la ceretta brasiliana, ma cercando su wikipedia ho trovato un articolo esaustivo con tanto di foto sulla differenza tra ceretta americana, ceretta francese e ceretta brasiliana... non si finisce mai di imparare!]

E come vincitrice metto questa qui, che mi mette un po' di allegria ;-)


["be funky"... mi fa pensare a questa canzone e a quando ero giovane :-) ]

4/25/2013

1089 - come e' andata a finire con l'asilo

Dopo aver visto tre asili tempo fa (di cui avevo gia' parlato qui e qui), ho ripreso in mano la situazione e ne ho visti altri due.

Uno dei due e' in realta' il primo che avevo cercato di visitare, ma mi avevano detto di tornare ad Aprile. Sono tornata, dentro non e' male, mi e' sembrato ordinato, pulito, i bambini impegnati e tranquilli... pero' non mi ha convinta (la tipa che mi ha fatto il tour forse non era dell'umore giusto), inoltre ha un prezzo mensile indipendente dalle ore in cui il bambino e' li, e siccome io penso di farcelo andare poche ore al giorno (soprattutto all'inizio) l'ho scartato. Ah, e poi c'era l'aggravante che Little D sarebbe dovuto stare in una classe per un paio di mesi (con una maestra ogni 4 bambini), e poi al compimento dei due anni andare in un'altra classe con altre maestre (una maestra ogni 12 bambini!).

L'ultimo che ho visto aveva il problema della soglia dei due anni, cioe' l'anno scolastico inizia a settembre ma solo per i bambini con i due anni compiuti, e Little D dovrebbe mettersi in lista di attesa e sperare che si liberi qualche posto da dicembre in poi. Siccome non e' una soluzione plausibile (per ora) e siccome non era niente di che, l'ho scartato.

Scartando anche la signora con l'asilo in casa, restavano il Paradiso dei Bambini e l'Asilo Numero 2.
Diciamo che a parita' di prezzo e a parita' di distanza da casa avrei scelto il Paradiso dei Bambini, ma siccome sia prezzo e tempo sono importanti ho scelto il secondo [anche perche' il Paradiso dei Bambini aveva lo stesso problema della soglia dei 2 anni e della lista d'attesa].
E cosi' venerdi' scorso sono tornata a vederlo, stavolta e' venuto anche il marito, e abbiamo di nuovo parlato con la direttrice e fatto qualche domanda.

Poi il caso ha voluto che quel pomeriggio sarei dovuta andare in spiaggia con Little D, ma vittima di un forte mal di testa ho deciso all'ultimo di ripiegare su un semplice pomeriggio al playground dietro casa... e li' ho incontrato una mamma italiana, con un bambino di un anno piu' grande di Little D.. che frequenta proprio l'asilo che avevo scelto la mattina!! Lei mi ha detto che e' molto contenta, che il bambino si trova bene, che le maestre sono brave ecc.. forse era proprio quello che mi serviva, il parere di una mamma!
E cosi' nel weekend abbiamo pagato la prima rata :-/
Ora dobbiamo riempire migliaia di moduli, e a settembre si inizia: dal lun al ven, dalle 9 alle 12.
Poi se c'e' bisogno in futuro si provera' ad allungare di altre due ore.


4/23/2013

1088 - La cena fantasma

Era sabato 23 Marzo, eravamo davanti il garage di casa (con Tizio, Caia e Little Sempronio) quando la vicina di casa (quella carina e gentile che ci aveva fatto trovare il cesto di benvenuto) ci ha raggiunti con un'agendina in mano e ci ha detto "vi va di venire a cena da noi domenica 7 Aprile?", cioe' dopo due settimane.
Noi le abbiamo risposto che saremmo tornati da New York il giorno prima, ma che cmq andava bene.. lei ha detto "ma no, sarete stanchi, facciamo la domenica dopo", e quindi siamo rimasti d'accordo per il 14 Aprile.
Il giovedi' prima di domenica 14 l'ho incrociata fuori casa e mi ha detto che la domenica sera doveva andare a casa di un'amica (per aiutarla a fare certe cose) e che quindi doveva rimandare la cena, mi ha chiesto se andava bene il venerdi' successivo, io le ho risposto che prob andava bene, dovevo solo chiedere/avvisare il marito riguardo i suoi orari, e siamo rimaste che ci saremmo messe d'accordo piu' avanti sull'ora, o almeno a me era sembrato che eravamo rimaste d'accordo cosi'.
[A quel punto il giorno dopo (venerdi) ho sentito un paio di amiche e abbiamo organizzato una cena a casa nostra per quella stessa domenica.]
A questo punto pero' non ci siamo piu' incrociate...  fino al giovedi, quando io stavo andando a prendere la posta mentre lei usciva in macchina, ma mi ha fatto solo un cenno con la mano senza fermarsi.
Il venerdi' mattina il marito mi fa "ma allora, stasera che dobbiamo fare?". Per evitare di presentarci a casa sua ad un orario sbagliato, ad ora di pranzo sono andata a bussare per chiedere delucidazioni, ma in casa non c'era nessuno... e per tutto il giorno a casa non e' tornato nessuno (lo so perche' c'era un pacco davanti la porta di casa ed e' rimasto li' fino a sera). Il marito e' tornato a casa verso le 19, ma non abbiamo osato presentarci a quell'ora con la pancia vuota :-)
Il giorno dopo mentre io ero a fare la spesa il marito della vicina e' venuto a casa nostra, ha parlato con il mio di marito e ha detto che sua moglie si scusava ma non si sentiva bene di stomaco e che quindi la cena del giorno dopo era rimandata... ah, quindi era domenica la cena?

Ora e' martedi' sera (notte) e della cena non si hanno ancora notizie.
Cosa dovrei fare? Bussare alla porta per chiederle come sta? O sembra che implicitamente le sto dicendo "ma allora quando ci inviti?". Dovrei invitarli io?
Cosa prevede il codice di comportamento americano? Chiudersi in casa e fare finta di niente? Lasciarle un biglietto davanti la porta? Mandare un'email? Richiedere un fax con i suoi impegni per il prossimo mese? :-)

A volte e' proprio difficile integrarsi nella cultura del posto.
Non voglio criticare... cerco solo lumi perche' non so esattamente come uscirne.
[proprio oggi anche nonsisamai ha riportato un curioso episodio sulle differenze culturali]

4/19/2013

1087 - il piccolo giardiniere


[da un'idea di Sfolli]

Quando ha gia' addosso il completino da mare e' il momento giusto per fargli innaffiare i vasi :-)

4/18/2013

1086 - la CSA: dal produttore al consumatore

Diversi mesi fa avevo scoperto di avere una fattoria (o meglio un'azienda agricola) vicino casa, che in cambio di un "abbonamento" si occupa di consegnare a casa frutta e verdura cresciuti sul posto. Gia' mesi fa ci avevo fatto un pensierino, ma poi avevo lasciato perdere in quanto il marito e' "poco amante" della verdura e in quanto i costi erano abbastanza alti.
Pochi giorni fa sono pero' tornata sul loro sito e me lo sono studiato bene, e ho trovato alcune cose che non mi convincevano, tipo alcuni prodotti venduti da loro ma non cresciuti in loco oppure il nome "organic" ma nessuna certificazione al riguardo (oppure io non l'ho trovata) e il costo alto... tant'e' che loro stessi dicono che i loro "box" di frutta e verdura sono piu' costosi di quelli delle altre CSA perche' fanno la consegna a casa (anziche' in un punto di distribuzione), perche' includono un bouquet di fiori (di cui posso fare a meno) e perche' la loro fattoria e' considerata "urbana".
Quindi mi sono detta: andiamo a vedere cosa sono e cosa offrono le altre CSA! E sono praticamente tre giorni che non faccio altro che trovare nuove CSA e studiare le opzioni e fare paragoni :-)

Procediamo con ordine!
La CSA e' una Community Supported Agriculture, in parole povere si paga un abbonamento ad una azienda agricola e in cambio si ottiene un box settimanale (o bisettimanale) di frutta e verdura cresciuti dall'azienda stessa.
I vantaggi sono:
- l'azienda agricola sa in anticipo "quanto" produrre e riesce a finanziarsi meglio,
- il compratore riceve prodotti freschi (raccolti il giorno stesso) e di stagione,
- l'ambiente viene inquinato meno perche' i prodotti in questione non fanno il giro del mondo (ecc)
[nel caso poi dei prodotti organic i vantaggi sono anche altri, quali inquinamento minore e prodotti piu' genuini]

C'e' questa CSA che mi piace molto (gia' dal nome "Morning Song Farm") e ha questa pagina dove dice:
"when a farmer boosts yields by using chemicals that poison the ground water, in what column does that loss get placed? Who pays for the actual cost of those increased yields? Our farm happily embraces kids, dogs, dairy goats, chickens, llamas, friends and family. That's one kind of profit. Not that we could live without the profit that jingles, it's just that as organic farmers, we choose to take into consideration all the profit and losses"
Mentre nella pagina delle opinioni (che invito a leggere) concludono con "It’s your’s and this generation’s food buying choices that will determine whether and how many acres of these precious growing parcels will survive."
Ed e' quello che mi chiedo anche io quando a volte capita di comprare frutta non-organic e di leggere sulle etichette Mexico (quando va bene) o Chile o quel che sia... e' frutta che e' stata raccolta giorni e giorni fa (quando non era ancora matura) e che ha viaggiato km e km prima di arrivare nel supermercato ed essere venduta ad un prezzo addirittura inferiore a quello della frutta locale [e c'e' da chiedersi il perche'].

[Sempre piu' sono convinta che non solo siamo quello che mangiamo, ma con quello che mangiamo decidiamo del nostro futuro e di quello dei nostri figli.]

Per farla breve, ho scarato Morning Song Farm (per altri motivi), ho scartato quella vicino casa, ho letto review, ho cercato, ho fatto paragoni, e alla fine ho scelto questa qui: Be Wise Ranch.
[riconosco che il poter scegliere e' una grande fortuna]

Le obiezioni sono: allora perche' non vai al mercato e compri solo quello che vuoi e quando vuoi?
Certo si puo' fare, ma e' la filosofia che c'e' dietro che e' diversa: fare parte di un progetto, di una comunita',  ricevere quello che e' di stagione ed imparare a mangiare tutto :-)... condividere l'abbondanza e la carestia :-).
Mi fa tanto pensare a quando ero piccola e vivevo in campagna e si mangiava quello che cresceva :-)


[e poi c'e' sempre l'idea di coltivare anche qualcosa in giardino, eh... il piccolo aiutante e' gia' pronto!]

4/14/2013

1085 - miglia per insolazione

Ultimamente andando allo zoo avevo notato che stavano realizzando delle "tettoie" per coprire alcuni posti auto (bene), una volta completati avevo capito che si trattava di pannelli solari (soluzione quindi dalla doppia utilita').
Quando venerdi' siamo andati allo zoo (abbastanza sul presto) sono riuscita a parcheggiare all'ombra delle tettoie, e ho fatto caso che sotto le tettoie ci sono queste cose qui:



Si tratta di stazioni per ricaricare le macchine elettriche alimentate ad energia solare... wow!!
Il progetto e' stato realizzato da SmartCity San Diego ; si tratta di pannelli solari che alimentano 5 stazioni elettriche per automobili, accumulano l'energia in eccesso in apposite batterie e poi rilasciano tutto il resto nella rete elettrica... quando il cielo e' coperto e/o e' buio le stazioni sono in grado di ricaricare le macchine elettriche grazie a quanto accumulato nelle batterie.

Ecco un filmatino semplice che spiega il tutto:



"One of the first of its kind in the country"

Beh, io ho detto "wow", soprattutto quando andando a riprendere la macchina ho visto questo:


e ho pensato che quella macchina avrebbe macinato miglia alimentata dal sole :-)


[nota: questo e' il post sul parcheggio dello zoo, non sullo zoo... ogni "commento" relativo allo zoo dovra' aspettare un post piu' attinente ;-) ]

4/12/2013

1084 - storia di un mobile colorato

Dopo aver traslocato "tutti i mobili" che avevamo a casa vecchia, ci siamo resi conto che casa nuova era praticamente vuota :-) Non che ci dispiacesse piu' di tanto (io e il marito siamo minimalisti in queste cose), ma eravamo d'accordo che un qualche tipo di mobile contenitore ci sarebbe servito (per mettere tante cose che ancora sono inscatolate in garage, nonche' i pochi soprammobili che abbiamo).
Cosi' dopo un po' di "tira e molla", agli inizi di novembre il bellissimo mobile colorato che avevamo a casa a Roma e' stato smontato, impacchettato e spedito con destinazione San Diego; i nostri "benefattori" hanno pagato per noi smontaggio, trasporto e assemblaggio.

La strada era tanta, il mobile colorato ha attraversato tutto l'atlantico via nave, e' sbarcato sulla east coast e poi ha attraversato tutti gli usa su ruote, e verso meta' marzo ci hanno detto che da li' a pochi giorni ci sarebbe stata la consegna. Fortunatamente il marito aveva deciso di lavorare da casa per l'occasione, in modo che al momento opportuno avrebbe aiutato a dare indicazioni per il montaggio, munito di foto del mobile prima di essere smontato.
Io e Little D quella mattina avevamo un impegno, quando siamo tornati a casa abbiamo trovato un grosso camion giallo davanti casa, due tipi che erano in attesa di qualcosa, il marito molto arrabbiato che parlava al telefono, pezzi del mobile colorato sparsi in salotto. Pare che i due tipi dopo aver scaricato il mobile volevano andare via senza montarlo, al che il marito ha fatto presente che invece dovevano montarlo, loro dicevano di no, il marito diceva di si, il marito ha chiamato non so chi... ed era molto incavolato al telefono, perche' pare che Pinco Pallino aveva detto "ok, il mobile sara' rimontato" ma il capo di Pinco Pallino non era d'accordo su questo, il montaggio era stato pagato, i due lavoratori non ne sapevano nulla, Little D voleva a tutti i costi camminare sui pezzi del mobile....
Dopo accese discussioni via telefono e dal vivo, i lavoratori hanno detto che avrebbero spostato i pezzi di mobile in garage (impietositi da Little D, o meglio da me che cercavo di tenerlo a bada) ma che loro non potevano montarlo perche' non erano stati incaricati di fare questo.
Ok... solo che dopo aver spostato due pezzi di mobile sono saliti sul camion, hanno messo in moto e sono scappati, con il marito che gridava loro dietro "ehy, ma dove andate?????".

Alla fine il marito ha spostato da solo il mobile nel garage, ha continuato a fare le sue telefonate e gli hanno assicurato che da li' a due giorni qualcuno sarebbe venuto qualcuno a montarci il mobile.
E' passato quasi un mese, e il mobile e' ancora smontato in garage. Quando chiediamo ci dicono "stiamo cercando qualcuno che venga a montarlo, vi facciamo sapere al piu' presto'.
Io non e' che ho particolare fretta di avere questo mobile montato in salotto... anche se in parte ce l'avrei pure, visto che e' da novembre che il marito lo usa come scusa per rimandare l'acquisto del divano e del tavolo ("vediamo prima quanto spazio occupa il mobile"). Dicevo, non ho fretta del mobile... pero' mi piacerebbe tanto tornare a parcheggiare la macchina dentro il garage, e dare una pulita e una sistemata a tutti gli scatoloni che sono ancora li' :-(

Anche in America il customer service puo' lasciare a desiderare... soprattutto se viene dalla east coast :-P

4/11/2013

1083 - il fraticello americano :-)

Ogni volta che passo in aeroporto scopro qualcosa di interessante :-)
Avevo gia' parlato della modalita' ritiro bagagli (cioe' il rullo bagagli accessibile agli "estranei"), l'aggeggino per fare il track del proprio bagaglio, la possibilita' di fare il check-in prima di entrare in aeroporto e il parcheggio per chi va a prendere qualcuno che arriva in aereo.

Ho fatto caso durante l'ultimo viaggio che c'e' qualcosa che accade a San Diego (e a Portland) ma non a New York per esempio (e quindi non so quanto sia diffusa): quando si scende dall'aereo e si entra in aeroporto tramite il finger si sbuca nella sala d'attesa dove ci sono i viaggiatori che devono prendere lo stesso aereo, cioe' si entra in aeroporto dal gate delle partenze... mi ricordo che a Fiumicino non e' cosi', ma c'e' una netta separazione tra chi arriva e chi parte, non so come sia negli altri aeroporti!
Inoltre qui negli USA (questo credo che sia valido ovunque) il documento di identita' viene controllato solo 2 volte: quando si fa il check-in e quando si accede al controllo di sicurezza, poi non serve piu'. Mi ricordo che a gennaio in italia ogni volta lo mettevo via  e poi me lo richiedevano di nuovo, e avevo contato 6 controlli in totale.. prob perche' partivo per l'America, ma so per certo che il documento viene chiesto quando si sale sull'aereo, qui invece no, basta la carta di imbarco.
Ah, e poi qui i bambini al di sotto dei due anni (che viaggiano in braccio) non hanno bisogno di nessun documento per volare all'interno degli USA.. a volte quando il bimbo e' abbastanza grande puo' essere chiesto un documento come prova di eta' (perche' se ha 2 anni deve pagare), ma non per identificarlo. Soprattutto all'inizio questo mi sembrava cosi' strano, perche' chiunque puo' volare con qualsiasi bambino piccolo.. :-/
Insomma prendere l'aereo mi sembra quasi come prendere l'autobus :-)

Quando siamo tornati lo scorso fine settimana ci hanno fatto "entrare" da una delle sezioni gia' aperte del nuovo terminal (seguira' post piu' avanti), e mentre andavamo verso il ritiro bagagli abbiamo attraversato un corridoio in cui si parlava del "California least tern", sembrava molto interessante, ma era tardi ed eravamo stanchi :-/, pero' gia' solo camminando ho visto che si tratta di un uccello locale "endagered" a cui piace nidificare nell'aeroporto :-)
E cosi' ho scoperto che e' un tipo di gabbiano della zona del pacifico che nidifica sulla sabbia, che l'aeroporto e' stato costruito in quello che era il suo habitat naturale e lui allora ha deciso di restare a vivere li' nonostante gli aerei e tutto il casino :-)
Qui una brochure di due pagine.
Il vocabolario mi dice che il least tern si traduce con "fraticello americano" :-)

Infine vagando sul sito web dell'aeroporto ho scoperto che sono offerti dei tour di due ore, che comprendono anche la pista di decollo/atterragio, l'habitat delle specie protette, le opere d'arte sparse dentro l'aeroporto. Il tour va prenotato, per l'estate i posti sono ancora disponibili [lo metto nella lista delle cose da fare]


4/08/2013

1082 - tornati da New York

Si dice che la California non e' America... beh, allora New York e' ancora meno America :-), o almeno questa e' la mia impressione venendo dalla West Coast!
Ho visto cose che a San Diego solitamente non vedo (in ordine casuale, senza considerare le "attrazioni" della citta') e che in realta' mi hanno ricordato l'Italia/l'Europa:
- supermercati con i corridoi stretti e affollati,
- tanta tanta gente,
- tanta gente sempre di fretta,
- gente che attraversa con il rosso,
- i biscotti del Mulino Bianco e altri prodotti italiani (che sono stata tentata di comprare),
- ristoranti italiani con personale italiano dove si mangia una buona pizza italiana,
- la spazzatura lungo la strada,
- tante linee della metropolitana,
- tantissimi scalini per andare a prendere la metropolitana e per uscire fuori,
- il vento freddo (questo l'ho sentito sulla pelle piu' che vederlo),
- tanti negozi,
- tanti posti dove mangiare cucine dal mondo,
- la fila per andare a mangiare, la fila per entrare nel museo, la fila per ordinare da starbucks ecc,
- la fila per entrare da Abercrombie (e ho pensato a un post di Palbi di tanto tempo fa),
- gli starbucks superaffollati e senza posti a sedere,
- i bagni senza fasciatoio,
- nessuno vestito in pigiama o in tuta,
- pochissimi bambini biondi,
- le edicole dei giornalai,
- i venditori ambulanti,
- le zingare dentro la metropolitana che chiedono due soldini per comprare un po' di latte al figlio,
- le persone vestite di scuro,
- i cavalli con il calesse per portare in giro i turisti,
- quattro piani senza ascensore,
- il lavello in cucina senza tritarifiuti,
- nessun passeggino a tre ruote,
- sentire parlare italiano per strada,
- i grattacieli,
-....

Mi e' piaciuta New York?
Si, perche' ci sono le cose di citta' che qui mi mancano (tipo prendere i mezzi pubblici o passeggiare facendo window shopping e tanto altro).... ma no, non ci andrei a vivere perche' qui a San Diego ci sono tante cose a cui sarebbe difficile rinunciare :-)
[la california del sud ci abitua "male"]


La cosa che pero' piu' mi e' piaciuta di questo viaggio e' stata il suo "elemento umano".
Il rapporto tra Little D e Little Sempronio si e' magicamente evoluto proprio li': i primi giorni a San Diego Little D guardava Little Sempronio con un misto di ammirazione e terrore, dopo una settimana invece gia' interagivano di piu', Little D indicava e grugniva per far mostrare le cose all'altro che gli rispondeva a sua volta, ma poi a New York hanno iniziato a giocare insieme e a ridere tanto tanto... e l'ultimo giorno non facevano altro che darsi tanti bacini in modo spontaneo e alla fine Little D lo ha guardato e gli ha detto "ciao" come mai ha fatto prima (come se avessero capito perfettamente la distanza e il tempo che li avrebbero separati di li' a breve).

E poi a new York ho incontrato tre bloggers/donne speciali :-).
Pookelina ultimamente scrive poco, presa dal suo lavoro... ma e' dal 2011 che cercavamo di incontrarci, e' lei che mi ha accompagnata per mano (in modo virtuale si intende) alla "prima meta'" dell'esame di stato americano, cosi' come mi ha dato tanto supporto durante il percorso dell'adozione di Little D, ci tenevo tantissimo a incontrarla, a parlare finalmente dal vivo e a farle conoscere D :-).
Alice l'avevo incontrata circa 17 mesi fa, proprio un paio di settimane prima dell'arrivo di Little D... e anche se durante questi 17 mesi tante cose sono cambiate, appena l'ho rivista mi e' sembrato fossero passati solo 17 giorni :-). Gia' a suo tempo avevo desiderato che l'america fosse un po' piu' piccola per poterla rivedere piu' spesso... stavolta non ne parliamo! :-/
Donna con Fuso e' anche lei motivo per cui desidererei un'america piu' piccola, distanze piu' ragionevoli, potersi vedere piu' spesso, passeggiare senza meta tra una chiacchiera e l'altra.... e tanto ancora!
[e poi nel suo blog c'e' pure la foto in cui ha immortalato Little D "sedotto e (poi) abbandonato" :-D]
Quando si vive a sei ore di volo non e' facile salutarsi, cosa si dice? "ci vediamo"? Io ci spero sempre... la vita e' imprevedibile e spero che somehow somewhere ci faccia rivedere... fino ad allora God bless the Internet!

[il succo e': le persone sono piu' speciali dei posti]