1/28/2014

1154 - sto leggendo una rivista (parte I)

Sto leggendo una rivista e c'e' un articolo che mi ha fatto sospirare "ah, l'america...." (nel male).

L'articolo e' scritto da uno psichiatra, ex presidente dell'associazione americana delle "learning disalibilities". Parla di ADHD: Attention Deficit Hyperactivity Disorder, una parola che mi e' capitata di sentire spesso qui in america, ma mai avevo sentito prima. Si tratta di una "patologia" per cui i bambini non riescono a stare attenti e sono iperattivi... quindi hanno problemi di apprendimento e questo puo' portare conseguenze nel corso degli studi e nella vita.
Nell'articolo c'e' scritto quali sono "sintomi" per fasce d'eta'. Nel caso di bambini in eta' prescolare:
- lento sviluppo del linguaggio, difficolta' nel parlare e nell'esprimere i pensieri;
- lento sviluppo motorio;
- problemi con istruzioni multiple;
- difficolta' a socializzare con gli altri bambini.

Ora... a me questa cosa sembra un po'.. ehm.. esagerata... guardando D e i suoi amici mi sono fatta l'idea che c'e' chi inizia prima a parlare e chi inizia prima a camminare, chi salta e chi canta, ogni bambino e' diverso ma arriveranno tutti a fare le stesse cose: muoversi e parlare correttamente.
Non li ho mai visti "socializzare" a quell'eta'.. cosi' come con le istruzioni multiple D ha qualche difficolta'. Mai mi sono preoccupata (nel bene e nel male)... pero' penso anche che ci siano genitori che invece si preoccupano :-/.

L'articolo dice poi che la meta' dei casi di ADHD sono ereditari.... e che i bambini adottati sono a piu' alto rischio sia di avere ADHD sia di non essere diagnosticati in tempo (perche' i genitori adottivi non conoscendo di persona il problema non sono spesso in grado di riconoscerlo).
Terrorismo psicologico? (e' una rivista per famiglie adottive).

La conclusione pero' e' a suo modo ottimista: i bambini con questo problema non possono migliorare semplicemente impegnandosi, ma hanno bisogno di un aiuto esterno: "medication".
Medicine???
Traduco alla meglio: "Intervenire presto puo' minimizzare problemi piu' complessi e assicurare che il bambino che ha difficolta' recuperera' rispetto agli altri. Per alcuni questo aiuto serve per poco tempo, per altri serve per anni. Se il tuo bambino ha meno di tre anni, potresti essere in grado di ricevere servizi gratis tramite il servizio Early Intervention del tuo stato".

Perplessa.

Mi e' tornato in mente un articolo che aveva linkato Valeria, dovrebbe essere questo: perche' i bambini francesi non hanno l'ADHD?
In base all'articolo il 9% dei bambini americani ha l'ADHD contro lo 0.5% di quelli francesi...
Traduco: i dottori francesi preferiscono cercare le cause del disagio dei bambini non nel loro cervello ma nel loro contesto sociale. I dottori poi cercano di trattare il disagio ociale con psicoterapia e counseling. Questo e' un approccio molto diverso da quello americano, che invece attribuisce tutto a una disfunzione biologica come uno squilibrio chimico nel cervello.

Preferisco l'approccio francese.

15 commenti:

Wik ha detto...

Gli americano sono famosi per inventare sigle e risolverle con un medicinale.
Più facile sedare un bambino che cercare di capire perchè si comporta in un determinato modo.

Mario Rossi ha detto...

Anche in Italia ci sono un sacco di persone malate di questa cosa, lavorano tutti negli uffici pubblici, soprattutto in comune e alle poste....
A scuola poi non ne parliamo: "prof non posso studiare perchè ho la sindrome dell'attenzione" "ah va bene, allora fa niente"
Se l'avessero inventata quando andavo a scuola io!

Brioscina ha detto...

La soluzione americana mi è semrpe sembrata un approccio un po' troppo semplicistico ai bambini maleducati, viziati o semplicemente vivaci.
Non nego che ci siano sicuramente dei casi copn cui bisogna intervenire anche con i medicinali, ma secondo me su 100 casi di sindorme da deficit di attenzione la divisione è:
70% bambini semplicemente indisciplinati
25% bambini che avrebbero bisogno di un supporto psicologico
5% bambini effettivamente con un disturbo da curare

CherryBlossom ha detto...

Tocchi un tasto dolentissimo, Marika. Il famoso medicinale tra l'altro e' il Ritalin, sul quale pure se ne sentono di tutti i colori. Che ti devo dire, qualcuno che ne avra' davvero bisogno ci sara', ma i numeri mi sembrano troppo alti e gli psichiatri troppo compiacenti.
Se puo' consolarti, da quello che scrivevi qualche post fa D e' perfettamente in linea con il mio nano com'era alla sua eta' (anzi, forse D dice un paio di parole in piu').

nonsisamai ha detto...

oddio...li' per li' leggendo il titolo avevo pensato che il tema del post fosse che hai trovato il tempo di leggere una rivista! :))

seriamente invece...beh, come non condividere parola per parola, vedo certe cose a scuola...tristissimo, soparttutto il ricorso continuo a medicine che alterano la personalita' nell'eta' della crescita.

FedericaPd ha detto...

Ciao Marika, ho letto quanto hai scritto, ma ... non ho parole!
Ho sentito pure che il medico che per primo diagnosticò tale "problema" è morto, ma prima ha detto pure che quanto da lui definito non era "vero"... per queste problematiche, bisogna indagare sul perchè, non intervenire solo sui modi d'essere...
Un bacionissimo a te ed al piccolo D. Ciao

Eleonora ha detto...

quando ho insegnato al liceo ne ho viste di tutti colori. Ragazzini cambiare da un giorno all'altro per via di queste medicine....che tristezza.

Alix ha detto...

ahaha! che ridere quello che ha scritto Mario Rossi, condivido in pieno!
Non complichiamoci la vita, progresso sì ma esagerazione no!

Moky ha detto...

In effetti la penso anche io come te, Marica. Pero' e' anche vero che ci sono casi di bambini che sono impossibili da tenere in una classe.
La figlia di un nostro parente ad esempio, era impossibile sin da piccolina, ne avevo persino parlato sul mio blog: a 2 anni e mezzo urlava ai genitori se "osavano" dire no ad una sua richiesta, faceva scene mai viste (non le solite che abbiamo tutti vissuto coi figli). Crescendo e' solo peggiorato, cercava di menare i genitori, o urlava loro "I hate you!", in situazioni normali quotidiane, faceva così' anche a scuola con le maestre e gli altri bambini. Una bambina intelligente con dei problemi. L'ho rivista la novembre e mi sembrava un'altra: calma, potevamo giocare a giochi di società (e se perdeva. non erano scenate)… Ho chiesto cos'era cambiato? Hanno dovuto medicarla.
Ecco, medicare un bambino perché e' vivace, no. Ma ci sono casi in cui o dai una medicina al figlio o al genitore (possibilmente condita con una margarita!)

Marica ha detto...

wik: gia', sigle e medicinali!!

mario rossi: ahahaha :-)

brioscina: si, sono perfettamente d'accordo con te!

cherryblossom: esatto, i numeri sono troppo alti!
sul medicinale non so nulla... ancora! :-/

nonsisamai: in effetti e' un evento che sto leggendo una rivista :-D
gia', tu chissa' quante ne vedrai di queste cose...

federicapd: ecco, questa non la sapevo... grazie :-/

eleonora: :-(

ali: :-)

moky: si, non nego che il problema esista... pero' in confronto alla francia (e agli paesi europei) sembrerebbe che in america ci sia un'epidemia :-/

Moky ha detto...

Un altro fattore da prendere in considerazione e' questo: la percentuale di bambini allattati negli US e forse il 75%, con una 20% circa svezzati, o meglio passati alla formula dopo 3 mesi, e proprio recentemente l'Università di Tel Aviv ha compiuto uno studio che suggerisce che i bambini allattati hanno un rischio inferiore di sviluppare l'ADHD.
Sappiamo che in Europa il tasso di bambini allattati e' più alto di quello americano, quindi si può' dedurre che sia possibile che ci sia una differenza reale tra i bambini americani e quelli francesi, e che non sia solo perché qui i bambini vengono diagnosticati arbitrariamente, ma magari perché sviluppino questa sindrome in numero più elevato. Questo il link allo studio
http://www.sciencedaily.com/releases/2013/07/130722152739.htm
Un'altra ricerca conferma che la breve durata dell'allattamento può' essere un fattore a rischio per ADHD
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16358988

Con questo non voglio dire che non allattare causi l'ADHD, ma che sia uno dei diversi fattori che hanno contribuito all'aumento del 50% circa di casi di ADHD diagnosticati in questo paese, verso il numero estremamente inferiore in altri paesi dove i bambini vengono allattati più comunemente, come ad esempio la Francia (e l'Italia, per quello che ne so io)

Volevo solo aggiungere questo piccolo pezzetto di informazione alla discussione, perché se e' vero che "gli americani sono esagerati", magari in questo caso potrebbe esserci una spiegazione scientifica specifica e reale.

Agnes P ha detto...

Tocchi un tasto dolente perchè sono convinta che mio figlio sarebbe uno di quelli considerati a rischio negli USA, visto che è molto esuberante e ha poca capacità di concetrazione (a 2 anni). Penso che in America ci sia un'attenzione eccessiva ad alcune cose, un bisogno viscerale di catalogare, infilare pgni cosa nella sua scatola, dare un nome a tutto, senza sfumature. Questo è quello che traspare. Ne risulta sicuramente una società più ordinata, ma con quale spesa "umana"?

Marica ha detto...

Moky: oh, ma grazie!! non sapevo assolutamente nulla al riguardo e ti ringrazio molto ;-)
[domani a mente lucida mi leggo i link]
pero' mi sembra anche (ma e' una mia impressione) che negli anni '70 si andava molto di latte artificiale in italia, molto piu rispetto ad ora... pero' forse e' solo una mia idea.
mi leggo i link e poi ci torno su, grazie

agnes P: anche io ogni tanto ho questa impressione :-/

CarloSAb ha detto...

Leon Eisenberg è l'inventore dell'ADHD; è una malattia inventata (da lui stesso come ha dichiarato) per vendere psicofarmaci alla gente;il Ritalin tra l'altro induce a dipendenza e suicidi
http://www.cchr.org/cchr-reports/child-drugging/introduction.html

Marica ha detto...

CarloSAb: si ho letto qualche giorno fa che ha "ritrattato in punto di morte" o qualcosa del genere... questo mi da' speranza per il futuro ma non oso immaginare i danni che sono stati fatti... vergognoso...