9/25/2014

1179 - California kids...

Sono due giorni che in testa mi gira la frase di "California kids..."
[No, non e' una frase famosa, ma dovrebbe esserlo!]

E' che sono successe un po' di cose contemporaneamente che mi hanno riportato in mente quella frase.
Premesse importanti, anzi importantissime:
- so che ci sono le dovute eccezioni, e generalizzare e' sempre il Male, e non voglio dire che qui fanno tutti cosi' mentre di la' fanno tutti cola', la mia e' un'idea che mi sono fatta, alimentata da quello che ho visto in giro, non dico che E' cosi, ma a me Sembra cosi'
- accettato il punto precedente (cioe' che a me Sembra cosi), non voglio certo dire che qui e' meglio di li, semplicemente sono due cose diverse, l'importante e' che tutti sono sereni delle proprie scelte.

Ah, di cosa parliamo? Di parenting style... non ne parlo mai (credo), una piccola concessione.

Seguivo una discussione in un gruppo di mamme italiane all'estero, dove le altre mamme italiane si lamentavano del fatto che in USA i bambini devono portarsi il pranzo da casa (non so questo quando/dove e' vero... so che nella maggior parte degli "asili" e' cosi, non so negli ordini superiori, forse in molte scuole e' cmq cosi). A detta delle mamme, un pranzo preparato/consumato in questo modo non e' salutare, perche' le cose calde non sono piu' calde come appena cotte, e quelle fredde non sono piu' fredde come appena tolte dal frigo. Io ho ovviato al "problema" con thermos per cose calde, e ghiaccioletti per le cose fredde.... ma poi il discorso si e' anche allargato a un discorso di igiene generale delle scuole americane, che non ho ben colto....
Sinceramente la discussione mi ha fatto un po' sorridere...  credo che un pasto possa essere salutare anche se non "appena cotto" o "appena tolto dal frigo"... forse confondiamo il concetto di salutare con quello di buono/gustoso, non saprei. 
Credo che nessuno metta in dubbio che le mamme italiane siano piu' legate alla "buona cucina" rispetto a quelle americane, che invece sono piu' pragmatiche e sbrigative nel campo... ma a mio modesto parere la selezione degli ingredienti e' molto importante, e puo' essere piu' salutare un pasto "temperatura ambiente" che uno appena cotto.
Mi e' anche tornato in mente che in italia il latte artificiale per esempio va servito caldo... cosa che qui il pediatra (quando glie lo chiesi viste le pressioni) mi sembro' un po' perplesso e mi chiese "ma perche', prendete l'acqua dal pozzo che la dovete bollire?".
Insomma, qui li abituiamo da piccoli a bere e mangiare a temperatura ambiente, magari aiutare a preparare il proprio pranzo... e a 16 anni sono indipendenti e vanno via di casa ;-).

Al playground ho incontrato una famiglia italiana arrivata da poco, e a un certo punto ho sentito la frase "non ti togliere le scarpe, non voglio che vai a piedi nudi sulla sabbia"
Tutti gli altri bambini erano senza scarpe.
Prob all'inizio anche io avrei detto cosi... ma dopo 5 anni in California mi suona buffo ;-)
Qui i bambini (ma anche i grandi) vanno scalzi ovunque: al playgound, in giro per strada, al supermercato... cosi' come se ne vedono anche in pigiama in giro :-)
Mi direte che non e' un bel vedere.... vi rispondo che fa parte della cultura del posto :-P, e in fondo si e' un po' piu' liberi....
Cosi come in 5 anni qui non ho mai (mai) sentito una mamma dire al proprio figlio "non ti sporcare che hai i vestiti puliti/nuovi" o similari.

E' successo anche che Moky nella sua pagina facebook scrivesse qualcosa a proposito di magliette della salute indossate a oltranza.
Beh, io la maglietta della salute non l'ho mai usata (Nikla mi sara' testimone, lei come me) ne' tantomeno l'ho mai fatta indossare a D... non so se qui esiste, non l'ho mai cercata... pero' ricordo la prima estate a Roma con D, un caldo atroce, dentro casa lo tenevo solo in pannolino, per uscire gli mettevo un bodino per stare nei limiti della decenza, e qualcuno mi chiedeva coma mai non avesse ne' i calzini ne' la maglietta della salute :-).

Qui siamo tutti un po' piu' selvaggi, d'altra parte viviamo nel Far West :-).
Per fortuna io e il marito ci siamo calati benissimo nella parte, credo che da questo punto di vista eravamo gia' americani quando vivevamo a Roma.
Cmq queste piccole cose mi hanno fatto ripensare a un post di Sbarcati (blog non piu' attivo), dove loro (italiani a santa barbara con bimba piccola) ad un certo punto vengono fermati da una signora californiana, che toglie i calzini alla bambina e dice "beautiful baby.... but california kids don't wear socks!!".

Ed e' cosi, e' una frase che racchiude un modo di essere.
California kids don't wear socks.

35 commenti:

Moky ha detto...

Quante volte mia mamma mi ha sgridato perchè non mettevo la canottiera sotto la maglietta anche in piena estate a mio figlio!!!!
Io però in giro a piedi scalzi per strada non ci andrei, odio i piedi neri, mi fanno schifissimo, poi qui le strade sono sporche, la gente sputa, le cacche di cane sono ovunque, ma forse li le strade son pulite....

manulea ha detto...

Marica, che bel post...
Neanche io dico mai a mia figlia "non ti sporcare che hai i vestiti puliti", se si sporcano si lavano, no? e possono essere sia graziosi che pratici. Certo che mai la manderei al parco con una gonna di tulle! E mi hai fatto tornare in mente che quando io e i mie cugini eravamo piccoli nel giardino della nonna giocavamo tutti i giorni con la terra e il fango, e mai nessuno ci ha sgridato.
Per la maglietta della salute... ma se fa caldo, a cosa serve? capisco d'inverno, ma... boh.
Sul pranzo a temperatura ambiente portato da casa, non ci vedo niente di male. Se qualcosa che deve stare "caldo" lo si mette in un contenitore un minimo termico resterà tiepido, ma anche a mangiarlo a temperatura ambiente non diventerà mica tossico, no? La pizza è buonissima con la mozzarella filante ma anche fredda, per esempio, quanto buona è? Io la adoro.

Sabina ha detto...

Pensa che quando ho incontrato degli italiani in visita in America, mi hanno sempre fatto notare che non avevo messo i calzini a mio figlio, e io rispondevo che lo stavo temprando al freddo sanfranciscano... :)
Sinceramente non ho fatto fatica ad adattarmi a questo stile, da questo punto di vista!

Michele ha detto...

E poi giocano nelle fontane! ;-)

Il Frutto Della Passione ha detto...

Anche qui i bambini crescono a piedi scalzi, oltre che svestiti vista la temperatura e l'oceano ad un passo. Da piccolo lo lasciavo molto più libero, soprattutto di sporcarsi. Adesso faccio più fatica, sbagliando, anche perché è spesso NE a chiedermi di togliergli i vestiti e di non mettergli calzini, ciabatte o scarpe. Credo senta il bisogno di sentirsi alleggerito dal superfluo!!

sfollicolatamente ha detto...

Si, direi che lo stile easy si addice anche a noi!
Pero' mmmah, c'e' un limite, almeno su una cosa per me: la scuocera al mare quest'estate faceva sedere la Picca nella sabbia senza costume e io temevo le infezioni...Pero' le foto con le chiappe al vento sono bellissime ;)

Moky ha detto...

I miei figli sono di un easy-going, che quando tornavamo in Italia la gente si complimentava: non si lamentavano mai… sono flessibili, pronti ad arrangiarsi… mangiano quello che c'e', sono indipendenti…
Ma mi e' stato detto da una che non conosco, in un commento sulla mia pagina fb, che in Italia le madri si' che i figli li proteggono! Poi pero' diventate delle suocere da bruciare con figli incapaci di staccarsi dalla vostra gonna… a 30 anni!

Agnes P ha detto...

Io non sono una che copre tanto, ma non mi scoderò mai la pancia nuda sotto alla maglietta di D quando ci siamo viste a dicembre. Mio figio aveva body magletta e felpa in quel momento. Da quel giorno ho pensato che forse lo potevo scoprire anche u po' di più.

Giulia (SB) ha detto...

Io qui in USA sto avendo l'esperienza opposta: ho iniziato a mettere i calzini al mio bimbo perche' all'asilo era l'unico senza (bimbi tra i 2 e i 18 mesi)! :) Sono abbastanza inutili secondo me, specialmente con questo caldo.. bah. Per la "formula" non saprei, il latte (mio) che porto all'asilo viene scaldato nello scaldabiberon. Ho anche visto spesso a vendere i wipes-warmer, ma noi non l'abbiamo-- ci manca solo quello. Forse sono io la selvaggia :)

Marica ha detto...

Moky: anche la mia di mamma mi sgrida sempre al riguardo :-P
Oggi riportando D a casa da scuola ho incontrato un ragazzo, avra' avuto 20 anni, che cammoinava tranquillo lungo il marciapiede senza scarpe... e ti ho pensata ;-D
Non se ne vedono molti lungo la strada cosi, ma qualcuno ogni tanto c'e' :-)

Manuela: oh grazie per il bel commento :-)
ma sai che tra l'altro qui le bambine spesso vanno al parco con il gonnellino di tulle? :-) fanno sempre le piccole principesse selvagge :-)
W i pasti a temp ambiente!

Sabina: mi confermi la questione del calzino :-)

Michele: ma quella e' un'altra storia!

Il frutto della Passione: eh ma te vivi sull'oceano, e con quel clima... mi immagino tutti semplicemente in costume :-D

Sfolli: oh no, quello nemmeno io lo ammetto, senza mutande mai da nessuna parte... anche a me farebbe senso il sederino direttamente sulla sabbia ;-D

Moky: ahahahaha
cara Monica, ti ammiro tanto ;-)

Agnes: ops! :-)

Giulia: anche stavolta hai un punto diverso totalmente diverso dal mio... boh...
Lo scaldabiberon, wow! :-)

Anonimo ha detto...

Mamma mia, l'ironia mascherata da giudizio di superiorità è insopportabile. Gli americani ti direbbero "you're so judgemental". Ah ma è vero non lo capiresti...ti senti americana come mamma ma in fondo ancora dopo 5 anni non parli la loro lingua...ma sì certo eri americana anche quando stavi a Roma! Bah
Gli insegnerai pure ad apparecchiare la tavola e ad essere indipendente a 16 anni? Tu che ti fai mantenere da tuo marito seguendo un corso via internet? Si si certo certo le mamme californiane sono le migliori. Quelle italo-americane sono anche meglio, sputano sentenze su quanto male educano le mamme italiane

Moky ha detto...

E le mamme italiane che invece loro no, non sputano sentenze e per di più non si firmano? BRAVA, anonima… clap, clap, clap… Tieni alto il nome (e la fama) della madri italiane… chiudi gli occhi e le orecchie di fronte al confronto, perché solo pensare che esiste un modo diverso di essere genitore, ti fa' esplodere il cervello!! Oddio, forse ci sono paesi in cui non si fa' l'inserimento di 2 settimane in prima elementare? ACi sono nazioni in cui igenitori che manco sanno cos'e' la maglietta della salute?… i cui figli pero' non vivono con la mamma quando hanno 40 anni? ERESIA!! Ma non fare la ridicolai!!!
Sento odore di invidia (la tua, ovviamente)… ma forse e' perche' sono americana...

Marica ha detto...

Anonimo: mi pare che tu non abbia letto bene la mia importante premessa... vediamo se ti piace di piu' cosi':
le mamme italiane si preoccupano molto di preparare un piatto caldo ad ogni pasto, di coprire per bene i propri figli, ci tengono molto al loro abbigliamento e a vestirli in modo adeguato in ogni occasione, non sono trasandati come gli americani che vanno in giro con i calzini bianchi sotto le ciabatte o che vanno in shorts ai matrimoni ecc ecc....
potrei continuare.
mi pare, forse mi sbaglio, di aver scritto che sono due modi diversi di fare le cose, non ho detto che uno sia corretto e l'altro sbagliato.
esatto, non parlo ancora la loro lingua, ma per fortuna gli americani sono molto aperti di mentalita', riescono a capirmi, e soprattutto quando vado in giro le lingue che sento parlare sono tante: spagnolo, cinese, giapponese, coreano, francese, italiano, farsi ecc ecc... eppure molti sono americani!
veramente la tavola la sa gia' apparecchiare e spesso lo fa.
mio marito mi "manteneva" da prima che iniziassi il corso via internet, per fortuna :-P
non devo certo stare a giustificare le scelte economico-famigliari di casa nostra... ma se ti puo' rassicurare non ho uno stuolo di baby-sitter, donne delle pulizie, giardinieri, estetiste ecc :-)
non ho mai detto che i bambini italiani sono maleducati!!!! anzi, da quello che ho scritto forse si potrebbe dedurre il contrario, viste le abitudini selvagge dei bambini americani

Marica ha detto...

Moky: :-)

Wanderlust ha detto...

..non posso che appoggiare l'impressione di Moki che sia l'invidia, cara "anonimo", a farti parlare..e sai perché? ..conosco Marica solo attraverso il suo blog e tante cose si possono capire di lei, tante tranne il fatto che voglia giudicare con superiorità. E poi perché sto atteggiamento..? lo sa il mondo intero che la "classica" mamma italiana è una mamma chioccia..e il più delle volte ne va pure fiera!..e fattela 'na risata..!..

Luciano Canosa ha detto...

Ok, qui siamo a casa di Marica e le parolacce non sono permesse, così la risposta all'anonimo me la risparmio (tanto, non se la merita nemmeno).

Credo che anche nel parenting style non sia necessario omologarsi alle usanze di un luogo, che del posto dove si va a vivere bisogna prendere il buono e lasciare da parte quel che non si condivide.

Io non solo non condivido il pranzo freddo, ma nemmeno il concetto di pausa pranzo. E' da pochi anni che sono costretto a mangiare sul lavoro e vedo questa cosa come un sacrificio, che deve assolutamente essere provvisorio.
Il pranzo è un momento della famiglia, da vivere a casa. Se oggi ho un lavoro con orari che sono diventati lo standard, ma che considero assurdi, in un posto troppo lontano per tornare a mangiare, ho comunque l'obiettivo di tornare a pranzare a casa quando potrò cambiare.
Mia figlia ha scelto di mangiare a scuola, a 3 anni ci ha fatto capire cosa voleva e questo è quel che preferisce.

Quanto all'andare scalzi per strada, sono davvero curioso di vedere quanto devono essere pulite le strade lì. Trovare vetri o anche solo pezzi di rami che ti feriscono mi sembra molto facile.

Però se qualcuno mi dicesse di vestire più pesante mia figlia...
Per me 20 gradi equivale a freddo polare, mia figlia è nata in mezzo alle Alpi ed ha giocato nella neve fino a quasi 3 anni, e ora non ha facilmente freddo. Adesso, a 5 anni, è lei a dire quanto vuole coprirsi, ma anche prima si faceva capire benissimo. Non c'è mica bisogno di imporre di mettere o togliere le calze.

Comunque a me non farebbe orrore vedere gente scalza in giro, se qualcuno ha piacere di farlo, che problema c'è?

E, condividendo le premesse sulle generalizzazioni, anche io non condivido l'iperprotettività delle mamme italiane. La trovo tanto deleteria che ho scelto una mamma non italiana per mia figlia.

Anonimo ha detto...

Nessuno mette in dubbi l'iperprotettività delle mamme italiane, o invece quanto piaccia lo stile americano di crescere i figli.
il punto è, cara Marica, che D sarà sicuramente un California kid, ma tu ti vanti di essere una california mum quando sei una mamma italo-americana. ti vanti di come "noi" facciamo crescere bene i figli facendo apparecchiare la tavola, "noi" siamo più aperti ecc. non ti sembra di metterti su un gradino di supposizione rispetto al "voi" poveri italiani così indietro? sei sicura tu di essere parte di quel "noi"? non saresti più onesta e corretta a dire "qui"..qui le mamme fanno così. Sei certa di essere così tanto americana solo per stare lì da qualche anno? d'altronde vivi lì, ma non lavori lì, non parli benissimo quindi tutti i riferimenti a storia e cultura e sottocultura probabilmente non ti sono familiari. Le persone che conosci sono mamme del playground..non pensi ti manchi un po' di esperienza per dire "sono americana"? è questa la mia critica.

p.s. non sono mamma e non sono nemmeno italiana, eppure...

Nikla ha detto...

mah sto post non mi convince proprio, la butto in caciara.
Secondo quanto hai scritto se tu sei sempre stata americana allora dovrei pensare che il mio posto ideale potrebbe essere la giungla per es? :-D
Diciamo le cose come stanno, probabilmente a ste mamme del forum rodeva il c perché dovevano loro preparare il pranzo al sacco, magari non avevano il coraggio di ammetterlo :-) io trovo così comodo mollarli a scuola e non dovermi preoccupare del loro sostentamento fino all'ora di cena. Ma comunque ci si adegua, basta un po' di elasticità mentale.

Uhm non so. Non si possono fare queste premesse e poi scrivere un post che dice tutto il contrario... Non mi piace generalizzare anche se spesso mi ritrovo io stessa a criticare una mamma invadente o rompiscatole (o tipicamente italiana come dici) ma poi mi capita anche di invidiarle un pochetto perché vorrei avere un briciolo della loro autorevolezza per farmi ascoltare dalle mie due pesti.
La mia è bravissima a cucinare e apparecchiare ma per farla mangiare devo ancora correrle dietro. Vanno scalzi quasi ovunque, si lavano da soli si vestono da soli, non hanno mai bevuto latte anzi non hanno mai usato neanche il biberon per l'acqua (non mi metto ad elencare le pazzie che fanno col padre altrimenti chiamano gli assistenti sociali). Con i pediatri non ho mai avuto a che fare. Ma per questo sono sicura che a 16-18 anni saranno indipendenti? Invece io me li vedo ancora a rompere le scatole a mamma e papà da ultra trentenni :-)

Ps. In tutto questo i papà dove si collocano?

Ma quando leggo qualcuno che vigliaccamente ti scrive che ti fai mantenere e non parli bene la lingua...mi incavolo. Ancora con questa visione che una donna che non porta a casa soldi è una mantenuta...non posso insultare perché non sto a casa mia ma vorrei farlo.

Marica ha detto...

Wanderlust: mi hai fatto ridere :-)

Luciano: sulla pausa pranzo ci sarebbe molto da dire.... in effetti per me e' la norma da molto tempo che a pranzo ognuno pranza dove sta/con chi sta/con quello che c'e', tranne nel weekend... spero di mantenere la tradizione della cena tutti insieme il piu' a lungo possibile!
e' vero, bisogna cercare di prendere il meglio dalle due culture (quella dove viviamo e quella di provenienza), e' la nostra grande ricchezza, grazie! :-)

anonimo: scusami, non era mia intenzione considerarmi una mamma "californiana", ne' americana... quando ho scritto "credo che da questo punto di vista eravamo gia' americani quando vivevamo a Roma." non intendevo che mi considero al 100% americana, era riferito al caso specifico di niente maglietta della salute, niente calzini, niente scarpe (e in generale abbigiamento trasandato).
purtroppo i post scritti alle 11 di notte senza nemmeno rileggerli, frutto di quello che ho rimuginato durante il giorno, mi vengono cosi....
non mi considero california mom, per me le california mom sono quelle che vanno in giro con lo stroller con due bambini, il cane al seguito, mentre fanno jogging... non sarei mai in grado.
purtroppo sono in una terra di mezzo, non sono ne' carne ne' pesce... mi guardo attorno, leggo, faccio le mie considerazioni.... mi spiace, non volevo offendere nessuno!

Marica ha detto...

nikla: ma si, ma l'ho scritto cosi, non mi devi mica chiedere il passaporto blu, avrei potuto benissimo scrivere giungla invece, il senso era lo stesso :-)
guarda, "qui" ho trovato diverse volte il "cartello delle responsabilita'" o come si chiama, dove dice eta' per eta' cosa dovrebbero fare i bambini... e secondo me un bambino che sa gia' lavarsi/vestirsi da solo, rifare il letto, cucinare/apparecchiare a quell'eta' ha buone probabilita' di essere indipendente a 16 anni... ti troveresti bene da queste parti :-P
i pache'? cosa sono i papa'? :-)

Giulia (SB) ha detto...

Marica, e' proprio vero che abbiamo esperienze diverse, e la trovo una cosa molto interessante! Mio figlio va ad un asilo al 90% di bimbi di origine messicana, addirittura le maestre gli parlano in spagnolo :) quindi forse le mamme non sono le mamme "americane" a cui ti riferisci tu.
Inoltre il pranzo al sacco e' facoltativo: incluso nel costo della retta l'asilo prepara il cibo e quindi i bimbi mangiano sempre qualcosa di caldo (oatmeal+frutto a colazione, e un combo di pasta/carne/verdura/frutta a pranzo secondo le linee guida americane per un pasto bilanciato).
Oltretutto una cosa che mi piace molto e' che i bimbi sono seduti insieme attorno ad un tavolo all'ora di pranzo, per insegnare loro a condividere questo momento.

Anonimo ha detto...

Bravissima, concordo!

Marica ha detto...

Giulia (SB): questa e' una cosa che mi diceva anche Maura tempo fa, cioe' che a Santa Barbara ci sono molti messicani... invece a San Diego ci sono tantissimi asiatici/orientali... a scuola di D i bimbi messicani sono una piccola minoranza, forse ci sono piu' italiani che messicani :-)

Anonimo: :-)

elle ha detto...

Ahahah...questo post cade a fagiuolo!
Io finora ho lasciato il mio bimbo scalzo praticamente sempre. E' stata primavera/estate e secondo me non c'era bisogno di calzini, inoltre a lui sudano i piedini. Insomma non vedo proprio l'utilita' dei calzini per lui.
Ebbene, qui in Italia tutti ma proprio tutti quelli che l'hanno visto hanno commentato questa cosa. Possibile che sia cosi' strano? Eppure sono anche bellini quei piedini cicciosi in vista :)
La nonna materna ha lasciato fare, quella paterna alla fine i calzini glie li ha messi. Ma tanto da domani tornera' di nuovo senza!
Oh, temono tutti il classico "colpo d'aria" ;)

In merito al post che citi ti dico: non l'ho letto ma la storia delle temperature del cibo mi pare assurda. Ma stiamo scherzando? Secondo me si perdono la ragionevolezza e il buon senso certe volte. Non ti fare problemi di questo tipo, i cibi sono salutari a temperatura ambiente!
Infine, mi spiace tu debba ricevere commenti acidi come quello anonimo piu' su, e mi fa piacere che tu riesca a rispondere sempre con toni garbati da gran signora. Brava.

Mel. ha detto...

Marica, (anch') io mi sento per molte cose piu' americana che italiana...sebbene neppure io parli perfettamente in inglese ne' contribuisca economicamente al benessere della famiglia :D
In inverno metto la maglia della salute alla piccola (le trovo da carter's), anche se poi indossa solo quella e una maglia di cotone sopra anche a meno venti gradi Celsius :)

Anonimo ha detto...

Ciao mi chiamo Anna, abito a Padova ho letto qualceh scorcio dei tuoi articoli e vorrei chiederti qualche informazione riguardo gli asili nido perchè purtroppo da internet non si capisce un granchè! ti lascio la mia mail: zis.anna@tiscali.it

In attesa di un'eventuale (spero di si) risposta ... Anna :)

Valentina VK ha detto...

io sono un po selvaggia di mio per cui mi e' andata benissimo diventando mamma in francia non avere a che fare con mille regole e piu liberta'..quando veniamo giu in italia le mie figlie porelle vogliono levarsi le scapre al parco giochi e devo dirgli di non farlo perche' per terra ci possono essere tappi e cocci e mozziconi...cosa che in francia o a varsavia nei playground non ho visto mai!

Carolina G. ha detto...

Diciamo che a parte il camminare a piedi nudi ovunque (mi fa troppo schifo l'idea di potermi prendere verruche o funghi... faccio fatica anche a fare il bagno in piscine pubbliche ma è un limite mio, sorry) per il resto concordo! ^__^

Marica ha detto...

elle: ecco un'altra testimonianza dei calzini italiani :-D
[e grazie mille per il tuo commento]

mel: ma da te d'inverno fa un freddo boia!!!! :-D

anna: ora ti scrivo

valentina: questa e' una triste verita' :-(

carolina g: :-D

mariantonietta ha detto...

Brava Marica c'hai il troll!
Cmq io sono della parrocchia calzini e maglietta della salute, infatti quando incontro elle sono tentata di infilare i calzini di ricambio di giulia al suo bimbo. Sono come la nonna!!!
D'altra parte io sono spesso molto più coperta del necessario e penso dipenda molto anche da questo, più che da differenze culturali: se sono freddolosa copro di più mio figlio.

Marica ha detto...

mariantonietta: :-D

la_laaly ha detto...

Hahah! Marica! Io allora sono americana dentro!! ^_^
Mai usata la maglia della salute... anche se vista l'aria condizionata troppo forte a scuola inizierò a mettergli una maglietta a maniche lunghe sopra alla t-shirt. Gli chiederò di toglierla quando escono a giocare e rimetterla quando rientrano.
Strana questa cosa della pappa portata da casa, qui tutte le scuole materne che sono andata a vedere avevano la mensa e provvedevano al cibo.

Silvia Pareschi ha detto...

Haha, anch'io c'avevo il troll, l'ho bannato!

Anonimo ha detto...

Scarpe a parte, indubbiamente è ENORMEMENTE meglio una mensa che ti serve cibo appena cotto. In questo particolare caso le mamme italiane hanno assolutamente ragione.

Moky in AZ ha detto...

Marica, congratulazioni: ti si e' appiccicata/o addosso il/il rompicoglioni di turno! C'e' solo da sperare che invece di passare il tempo a commentare tutt i tuoi post, uno per uno, apra un suo blog dal titolo : "Vita in Italia: meglio che vita a San Diego", così risparmia a chi e' interessato a leggere della tua vita a San Diego appunto, soprattutto in relazione alla tua vita passata in Italia, questi commenti tediosi e molto passivo-aggressivi.