9/25/2014

1179 - California kids...

Sono due giorni che in testa mi gira la frase di "California kids..."
[No, non e' una frase famosa, ma dovrebbe esserlo!]

E' che sono successe un po' di cose contemporaneamente che mi hanno riportato in mente quella frase.
Premesse importanti, anzi importantissime:
- so che ci sono le dovute eccezioni, e generalizzare e' sempre il Male, e non voglio dire che qui fanno tutti cosi' mentre di la' fanno tutti cola', la mia e' un'idea che mi sono fatta, alimentata da quello che ho visto in giro, non dico che E' cosi, ma a me Sembra cosi'
- accettato il punto precedente (cioe' che a me Sembra cosi), non voglio certo dire che qui e' meglio di li, semplicemente sono due cose diverse, l'importante e' che tutti sono sereni delle proprie scelte.

Ah, di cosa parliamo? Di parenting style... non ne parlo mai (credo), una piccola concessione.

Seguivo una discussione in un gruppo di mamme italiane all'estero, dove le altre mamme italiane si lamentavano del fatto che in USA i bambini devono portarsi il pranzo da casa (non so questo quando/dove e' vero... so che nella maggior parte degli "asili" e' cosi, non so negli ordini superiori, forse in molte scuole e' cmq cosi). A detta delle mamme, un pranzo preparato/consumato in questo modo non e' salutare, perche' le cose calde non sono piu' calde come appena cotte, e quelle fredde non sono piu' fredde come appena tolte dal frigo. Io ho ovviato al "problema" con thermos per cose calde, e ghiaccioletti per le cose fredde.... ma poi il discorso si e' anche allargato a un discorso di igiene generale delle scuole americane, che non ho ben colto....
Sinceramente la discussione mi ha fatto un po' sorridere...  credo che un pasto possa essere salutare anche se non "appena cotto" o "appena tolto dal frigo"... forse confondiamo il concetto di salutare con quello di buono/gustoso, non saprei. 
Credo che nessuno metta in dubbio che le mamme italiane siano piu' legate alla "buona cucina" rispetto a quelle americane, che invece sono piu' pragmatiche e sbrigative nel campo... ma a mio modesto parere la selezione degli ingredienti e' molto importante, e puo' essere piu' salutare un pasto "temperatura ambiente" che uno appena cotto.
Mi e' anche tornato in mente che in italia il latte artificiale per esempio va servito caldo... cosa che qui il pediatra (quando glie lo chiesi viste le pressioni) mi sembro' un po' perplesso e mi chiese "ma perche', prendete l'acqua dal pozzo che la dovete bollire?".
Insomma, qui li abituiamo da piccoli a bere e mangiare a temperatura ambiente, magari aiutare a preparare il proprio pranzo... e a 16 anni sono indipendenti e vanno via di casa ;-).

Al playground ho incontrato una famiglia italiana arrivata da poco, e a un certo punto ho sentito la frase "non ti togliere le scarpe, non voglio che vai a piedi nudi sulla sabbia"
Tutti gli altri bambini erano senza scarpe.
Prob all'inizio anche io avrei detto cosi... ma dopo 5 anni in California mi suona buffo ;-)
Qui i bambini (ma anche i grandi) vanno scalzi ovunque: al playgound, in giro per strada, al supermercato... cosi' come se ne vedono anche in pigiama in giro :-)
Mi direte che non e' un bel vedere.... vi rispondo che fa parte della cultura del posto :-P, e in fondo si e' un po' piu' liberi....
Cosi come in 5 anni qui non ho mai (mai) sentito una mamma dire al proprio figlio "non ti sporcare che hai i vestiti puliti/nuovi" o similari.

E' successo anche che Moky nella sua pagina facebook scrivesse qualcosa a proposito di magliette della salute indossate a oltranza.
Beh, io la maglietta della salute non l'ho mai usata (Nikla mi sara' testimone, lei come me) ne' tantomeno l'ho mai fatta indossare a D... non so se qui esiste, non l'ho mai cercata... pero' ricordo la prima estate a Roma con D, un caldo atroce, dentro casa lo tenevo solo in pannolino, per uscire gli mettevo un bodino per stare nei limiti della decenza, e qualcuno mi chiedeva coma mai non avesse ne' i calzini ne' la maglietta della salute :-).

Qui siamo tutti un po' piu' selvaggi, d'altra parte viviamo nel Far West :-).
Per fortuna io e il marito ci siamo calati benissimo nella parte, credo che da questo punto di vista eravamo gia' americani quando vivevamo a Roma.
Cmq queste piccole cose mi hanno fatto ripensare a un post di Sbarcati (blog non piu' attivo), dove loro (italiani a santa barbara con bimba piccola) ad un certo punto vengono fermati da una signora californiana, che toglie i calzini alla bambina e dice "beautiful baby.... but california kids don't wear socks!!".

Ed e' cosi, e' una frase che racchiude un modo di essere.
California kids don't wear socks.

9/22/2014

1178 - Piccoli progetti

Dicevamo qualche settimana fa.... che D ha iniziato il tempo pieno a scuola, io ero spaventata e timorosa.
Dopo i primi due giorni, D si e' abituato subito alla nuova routine, e dormeno al pomeriggio, cosa che non faceva ormai da tempo (a meno di essere costretto in macchina dopo pranzo per piu' di 30 minuti), alla sera e' sempre piu' riposato e meno lamentoso di prima :-).

Io ho la tendenza a perdermi sempre nelle piccole cose quotidiane, ma grazie anche ai consigli ricevuti sono andata a consultare il sito di corsi on-line Coursera e mi sono iscritta a quello sulla pianificazione delle citta'.
E' un corso "fine a se stesso", dura 10 settimane, ogni settimana vengono rilasciati 5 video di 15 minuti circa... ci sono letture suggerite e compiti da fare, se si fanno tutti i compiti si riceve un attestato.
La mia aspettativa e' di rimettere in moto gli ingranaggi qui dentro la testolina, e valutare se effettivamente sarei in grado di seguire un corso universitario.
Per ora sono indietro di due lezioni.... e non ho ancora iniziato il primo "compito", che va consegnato entro sabato :-/. Pero' ho gia' trovato altri corsi interessanti a cui iscrivermi :-)

Ho poi trovato un corso di inglese vicinissimo casa, gratis, che si tiene due volte a settimana per un'ora e mezza, di tipo "multilevel". Ce n'era anche uno "adavanced", nello stesso edificio dove D va a scuola, ma 5 volte a settimana per due ore al giorno mi e' sembrato un impegno troppo grande.
Mai avrei pensato di poter avere problemi a frequentare un corso del genere, eppure fin'ora non sono mai riuscita a seguire una lezione: la prima settimana eravamo in Canada, il martedi successivo c'era l'idraulico, venerdi scorso sono andata eh, ma l'insegnante aveva cancellato la lezione del giorno... e domani dovrei andare, ma D oggi non sta bene e non so ancora se domani andra' a scuola :-/

Cmq se le cose dovessero iniziare ad andare bene, potrei puntare piu' in alto per il prossimo semestre :-).

9/19/2014

1177 - Una perdita in bagno

Mi accorgo che in bagno c'e' una piccolissima perdita d'acqua in corrispondenza dell'attacco della toilet.
L'idraulico guarda, tocca, studia e alla fine dice "secondo me l'acqua viene da dentro la parete".
Terrore nei miei occhi.
[Le perdite d'acqua, sia in casa che sul lavoro, sono state il mio incubo nella mia vita passata].
Mi dice che bisogna aprire il muro, trovare dove perde il tubo, e ripararlo.
Terrore. Gli dico di procedere. Mi dice che togliera' un pezzo di muro di forma rettangolare, cerchera' di capire da dove viene l'acqua, e che poi riattacchera' il pezzo di muro, tipo toppa.
Dopo un po' mi chiama, mi dice che per fortuna il tubo perdeva proprio dietro la parete, quindi la riparazione e' semplice... pero' il pezzo di muro che ha tolto si e' "sgretolato" perche' troppo umido.
Quindi sostituisce il pezzetto di tubo, ma per il muro non puo' fare nulla.
Non un grande problema, visto che a breve faremo ristrutturare il bagno.
Quindi ora la situazione e' questa:


Cerchero' di fare una toppa di cartone.

Il giorno dopo mi ha chiamata la segretaria dell'ufficio dell'idraulico, mi ha chiesto se sono soddisfatta, se l'idraulico si e' comportato bene, se ha fatto un bel lavoro, se mi ha spiegato tutto passo passo.
Si a tutto, non mi posso lamentare di nulla, a parte del prezzo.

A presto la ristrutturazione su queste pagine :-)

9/02/2014

1176 - comprare medicinali non da banco

[almeno qui funziona cosi, altrove non so]

Quando si va a fare una visita dal dottore, l'infermiera di turno si occupa sempre (a prescindere dal motivo della visita) di: controllare la pressione, controllare il battito e chiedere qual'e' la propria farmacia di riferimento. La prima volta non sapevo il perche' di questa domanda, ma sapevo che c'era una farmacia all'interno del supermercato e ho scelto quella.
Dopo la visita, se il dottore deve prescrivere delle medicine non fa nessuna ricetta [rossa o bianca o che], ma manda la prescrizione direttamente alla farmacia di riferimento. Quindi si va in farmacia a ritirare il tutto (dopo aver comunicato nome, cognome e data di nascita), e sulla scatola del medicinale c'e' sempre scritto quanti "refills" ci sono, cioe' quante volte si puo' tornare direttamente in farmacia a prendere una nuova confezione senza dover passare dal dottore a fare la visita. Devo ammettere che e' comodo, una volta superato l'impatto iniziale.
Se ci si trova a viaggiare e si ha bisogno di un medicinale, si va in una qualsiasi farmacia, la quale telefona a quella di riferimento e si fa mandare le informazioni necessarie.

Molte farmacie si trovano all'interno dei supermercati, e stranamente ogni volta che si va a ritirare qualcosa bisogna aspettare quei fatidici 10 minuti passeggiando tra gli scaffali.... per questo spesso i supermercati con farmacia annessa fanno di quelle promozioni del tipo "trasferisci da noi le tue prescrizioni e ti diamo un buono da $50 da spendere in cibarie" o similari.

La cosa scomoda di questo sistema e' che bisogna avere la prescrizione per comprare anche cose "non da prescrizione".... tipo l'anno scorso ci serviva una siringa (solo la siringa, non il medicinale) e la risposta e' stata "senza prescrizione potete comprare solo il pacco da 100" :-/
Oppure so (per sentito dire) che pure per l'aggeggino che fa l'aerosol bisogna avere la prescrizione (oppure si fanno prestiti tra amici), ma non ho ancora capito in che caso venga prescritto (qui non se ne fa largo uso come in italia).

Venerdi' scorso sono andata innocentemente in farmacia per comprare una seconda "mascherina" per l'inalatore per D, da lasciare a scuola in caso debba servire (visto che ora ci passa tante ore), questa cosa qui:

un semplice oggetto di plastica, ma sui cui e' scritto "Rx only", cioe' vendibile solo dietro prescrizione.
La signora in farmacia mi ha detto che non me lo poteva vendere (si, ma io uno ce l'ho gia'!) e che doveva fare richiesta al dottore, di ripassare martedi (che qui lunedi era festivo).
Oggi martedi sono tornata, e mi ha detto "la richiesta e' stata fatta venerdi, ma poi c'e' stato il weekend lungo... la mia collega ci sta lavorando proprio ora, ripassa tra venti minuti". Venti minuti??? Non e' che avesse bisogno di chissa' quale preparazione, bisogna al limite etichettare la scatola con il nome di D... cmq io ho innocentemente fatto la mia passeggiata all'interno del supermercato. Ma dopo 20 minuti la signora mi ha detto "c'e' stato un errore, e' arrivata la chamber mask ma non ha la mask.... mi spiace, torna domani" e poi ha aggiunto "dopo le 4 pero'!".

Che poi su Amazon in realta' e' acquistabile.... tornero' domani pomeriggio, io intanto medito se cambiare farmacia.

Poi a due metri dal banco medicinali e' possibile acquistare confezioni da 500 aspririne o 1000 antidolorifici.

9/01/2014

1175 - viaggiare a balboa park

Sempre Balboa Pak :-).
Domenica mattina io e D siamo andati a vedere uno spettacolo dei burattini, poi un giro con lo shuttle del parco che ci piace sempre, per poi arrivare alle Casette Internazionali.
Si tratta di piccole casette raccolte intorno a una piazzetta, ogni casetta rappresenta una nazione.

[foto rubata dal web]

Ogni casetta e' arredata in modo "tipico" e ha lo scopo di promuovere la conoscenza della propria nazione, peccato che sono aperte solo alla domenica pomeriggio, tra mezzogiorno e le quattro.
Ogni domenica inoltre e' dedicata a una nazione, e la relativa casetta organizza uno spettacolo, vendita di cibo tradizionale ecc... questo pero' inizia alle 2, e noi siamo andati via prima.
Ogni casetta offre anche degli assaggi di cibo tradizionale, in cambio di una piccola donazione.
Abbiamo visitato la casetta della Danimarca, con il suo tavolino munito di Lego e un buon dolce; la casetta dell'Inghilterra, dove pero' c'era tanta fila per prendere il dolcetto e il te', ma ho approfittato per far vedere a D le foto di una principessa "vera"; la casetta della Finlandia, con arredamento minimal e un mini-mini assaggio di cinnamon roll; la casetta della Norvegia, con i suoi trolls e un buonissimo waffle con la marmellata di fragole... alla fine D non faceva altro che entrare nelle casette alla ricerca del relativo dolcetto... possiamo chiamarlo viaggio gastronomico? :-)

La casetta dove siamo stati piu' a lungo (e senza mangiare nulla) e' quella dell'Irlanda.
Ogni domenica mattina, quando e' ancora chiusa al pubblico, si tiene un corso di musica (per adulti), poi a mezzogiorno si aprono le porte e chi vuole continua a suonare in atmosfera informale, il pubblico a quel punto e' benvenuto.
D, grande amante della musica, si e' seduto su una delle sedie e alla fine di ogni canzone diceva "ancora"... non so quanto siamo rimasti, almeno mezzora..... c'erano l'arpa, due violini, una chitarra e un altro strumento di cui ignoro il nome, con 8 corde, piu' piccolo della chitarra, quello che si vede qui, suonato esattamente da quel signore con i capelli bianchi... seduto esattamente su quella sedia :-)
Alla fine D ha detto che vuole suonare il violino.

The King of Fairies, con violini e flauto.