5/18/2015

1204 - Dalla classe al forno

Qualche giorno fa ci e' stata consegnata la foto di classe di D.
[ecco, dovrei fare anche un post sull'amore degli americani per le foto, o meglio i ritratti]
Dalla foto di classe (anche se mancano un paio di bambini) si vede che ci sono:
- 10 bambini caucasici
- 6 bambini indiani
- 5 bambini orientali.
(le maestre della sua classe sono indiane)

Non conosco tutti i genitori dei bambini, ma so per certo che a San Diego, soprattutto nella nostra zona, arrivano molti indiani e molti orientali proprio per lavorare (in campo scientifico). Anche i genitori di un paio di bambini "caucasici" non sono americani.
Non voglio certo fare un discorso di razze ed etnie, ma ricordo quello che ci aveva detto anni fa la nostra consulente dell'agenzia dell'adozione: se volete sapere l'etnia di una zona, di un quartiere, andate online a vedere la composizione etnica delle scuole. E' proprio cosi'.

[nota: Anche se siamo vicinissimi al Messico, bambini messicani non ce ne sono, almeno non qui al nord della citta'. Gli unici messicani che si vedono qui sono quelli che fanno lavori "non qualificati" (commesse al supermecato, addetti delle pulizie, giardinieri, operai ecc). E credo abitino piu' a sud, o addirittura potrebbero fare avanti-indietro dal Messico, non saprei. Cosi' come ci sono pochissimi bambini afro-american (nessuno nella scuola di D, ma in giro nel vicinato ne ho visti alcuni).]

Io sono contenta che D frequenti bambini con un background culturale diverso dal nostro (sia a scuola, sia al pomeriggio con i vari playdates).
A lui non fa nessuna differenza quale sia l'etnia degli altri bambini, ma mi piace che per lui sia normale avere amici di "tutti i colori".


Qualche settimana fa pero', mentre avevo il forno acceso per cuocere la cena, e' successo qualcosa di strano.
Si e' tolto i pantaloni e si e' sdraiato sotto il forno, dove c'e' un'apertura dalla quale esce aria calda, effetto phon per capirci. Stava li' sotto e ogni tanto si girava a pancia in sotto, per poi rimettersi di schiena dopo qualche minuto.

Gli ho chiesto cosa stesse facendo e mi ha risposto che si stava scaldando la pelle, cosi' per diventare piu' scuro, come i suoi compagni di classe.
La cosa mi ha fatto divertire :-)
Gli ho poi spiegato che non ci si scurisce con il caldo del forno, ma solo con il caldo del sole, e che in ogni caso, anche se si abbronza un po', non sara' mai scuro come altri bambini. Gli ho spiegato che il colore della nostra pelle dipende dal colore della pelle dei nostri genitori biologici, non si puo' cambiare molto.... e che tutti i colori sono belli.
Nei giorni successivi ho continuato a pensarci su', ma l'episodio non si e' piu' ripetuto, ne deduco che era stato un pensiero passeggero.

8 commenti:

Luciano ha detto...

Bellissimo il fatto che sappia amare la diversità.
Provo a metterti il link di un'immagine https://pbs.twimg.com/media/BxI3xJPIEAAMUAr.jpg:large

Sabina ha detto...

Beh, evidentemente non è rimasto indifferente al concetto di diversità etnica e credo che vivere a San Diego e fare esperienza della diversità in una classe così "colorata" e multietnica, non potrà che renderlo più aperto verso il mondo!

Anonimo ha detto...

Tutti i colori sono belli.

Bellissime parole.

Elena

mariantonietta ha detto...

Hai bruciacchiato qualcosa ultimamente? Eheheh

Sabrina Finocchio ha detto...

Il tuo D. è un grande osservatore della realtà che lo circonda...

Marica ha detto...

Luciano: ehehe, l'ho gia' vista quella foto :-D

Sabina: spero proprio cosi'!

Elena: :-)

Mariantonietta: :-)

Sabrina: :-)

Ivano Bellini ha detto...

è possibile scurire la pelle bevendo ogni giorno succo di carota, lo faceva un agente segreto in messico, diceva di berne a litri! :)

ebay contatti ha detto...

grazie per tutti!!!
bacci
mi piace molto la publicazione!!!
:)