1/03/2016

1218 - Mamma, stiamo girando.

Sono mesi che devo scrivere questo post, e piu' aspetto piu' si allunga.

Il 2015 e' stato l'anno delle partenze, anche se a dirla tutta la prima partenza c'era stata prima, ad agosto 2014. Rosa e' stata la prima "amica" di D, se di amicizia si puo' parlare a quell'eta'. Ero al playground con D che aveva poco piu' di sei mesi, all'epoca si dondolava semplicemente sull'altalena, e affianco c'era Rosa, due mesi piu' piccola, con la sua mamma, dalla Danimarca. Anche se non ci siamo mai frequentavamo assiduamente, ci capitava di vederci spesso. E cosi' prima uno dopo l'altra: i primi passi, le prime parole, le prime cose buffe, fino ai due anni e mezzo di D, quando Rosa e la sua famiglia hanno lasciato San Diego per tornare in Danimarca.
"D, Rosa trasloca con la sua famiglia, vuol dire che parte ma non torna mai piu'", "Ma cosa vuol dire mai piu'? Tra un mese? Tra un giorno? Tra 5 giorni?", "No amore, mai piu' vuol dire mai piu'".
E' stato un po' difficile da capire.

A gennaio 2015 e' partita Nozomi. Lei e' stata a lungo la migliore amica di D, anche se lei parlava giapponese e lui italiano, ma incredibilmente si capivano, ridevano, giocavano. Abbiamo conosciuto Nozomi e la sua mamma quando D aveva poco piu' di un anno, lei due mesi piu' grande. Si sono frequentati fino ai tre anni. La mamma di Nozomi e' molto simpatica, anche noi riuscivamo a capirci nonostante il nostro inglese stentato :-). Dalla mia esperienza limitata, mi sento di dire che i giapponesi sono delle persone meravigliose, e la mamma di Nozomi non e' mai stata da meno. Continuiamo a sentirci via email e a mandarci foto dei bimbi (e qualche regalo ogni tanto), ma decisamente non e' come vedersi tutti i giorni al playground...
"D, anche Nozomi trasloca con la sua famiglia... parte e non torna mai piu'".

A febbraio 2015 siamo andati in vacanza in Italia, una volta tornati a San Diego D avrebbe affrontato il cambio di classe: dalla classe di mezzo (bambini tra i 2 e i 3 anni) alla classe dei grandi (bambini tra i 3 e i 5 anni). Nella sua classe aveva moltissimo legato con due bimbi: Paul (francese) e Juni (koreano). Anche qui, nonostante gli ostacoli linguistici, grande amicizia e grandi risate, soprattutto con Juni. Chiesi alla maestra se nel cambio classe D sarebbe capitato con almeno uno dei due suoi amici, ma "no, mi spiace, entrambi traslocano a fine mese".
"D, mi spiace, ma anche Paul e Juni traslocano, non verranno piu' a scuola con te".

A maggio c'e' stata la partenza piu' pesante per tutta la nostra famiglia: David con la mamma e il papa'. In realta' David e' stato l'ultimo arrivato, perche' noi grandi ci conosciamo dal gennaio 2011, da prima che nascessero i bambini. Sono passati piu' di sette mesi dalla loro partenza.... ma non ho ancora la freddezza per parlarne. Dico solo che ci mancano tantissimo, anche D ogni tanto scade nel malinconico con "ma ti ricordi quando c'era Romina....". Proprio qualche giorno fa abbiamo pero' comprato i biglietti aerei per andare a trovarli :-)
"D, anche David trasloca.... ma prima o poi andremo a casa sua a salutarlo".

Approfittando di una cena di saluto per David e famiglia, avevo ricontattato la famiglia di Penelope. Era da tanto che D e Penelope non si vedevano, da quando erano molto piu' piccoli, ma si erano trovati subito bene. Ho cercato allora di organizzare un pomeriggio di gioco, ma non ci sono riuscita, fino a quando ad agosto...
"D, ti ricordi quella bambina tanto simpatica che volevi rivedere? Beh, anche lei trasloca, torna a vivere in Italia".

E per concludere l'anno, a dicembre e' partito anche Manu. Lui e la sua mamma li abbiamo conosciuti al playground vicino casa perche' li ho sentiti parlare in Italiano, e ne ho approfittato per attaccare bottone. D aveva un anno e mezzo, era aprile ed era il giorno in cui lo avevo iscritto a scuola (con inizio settembre), e con piacere avevo scoperto che Manu andava proprio in quella scuola. Nonostante gli impegni, siamo riusciti a frequentarci spesso e alla fine D e Manu giocavano quasi tutti i giorni insieme... anche questo e' stato un duro colpo.
"D, amore, anche Manu trasloca... ma non va troppo lontano, prima o poi andremo a trovarlo".

Dei suoi amici "di lunga data" e' rimasto solo C. E ogni tanto mi chiede preoccupato se anche C sta per traslocare, oppure insiste di voler traslocare anche lui, vuole andare a vivere a New York dice.
E' vero che nel frattempo sono arrivate altre persone, e anche D ha conosciuto altri bambini, insomma amici che vanno e amici che vengono, ma quelli che vanno via fanno molto piu' rumore, e lasciano un vuoto dietro di loro. Noi genitori continuiamo a sentirci, ma per i bambini e' piu' difficile mantenere un rapporto a distanza.

Tutto questo movimento a San Diego e' normale. Si viene per lavoro, si va via per seguire un lavoro. Anzi, in generale credo che in tutti gli Stati Uniti sia cosi. Quindi per D questo e' solo l'inizio.

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Un paio di giorni fa eravamo in un museo di Los Angeles, dentro la ricostruzione di un ambiente della Stazione Spaziale Internazionale. Ad un certo punto tutto l'ambiente ha iniziato a girare intorno a noi, per simulare l'effetto di vivere nello Spazio. D era molto preoccupato: "Mamma, stiamo girando! Mamma, siamo sottosopra!". Io gli spiegavo che no, noi eravamo fermi, era la stanza che girava intorno a noi. Lui pero' insisteva "Mamma, stiamo girando". In fondo credo avesse ragione lui.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Per una stanziale come me, queste cose sono strazianti.
E niente, anche questo giro a Cortona Lorenzo non si è visto, ma io so che ora vive negli USA, forse capiterà a te di incontrarlo.
Però sabato sera eravamo in un ristorente, ceniamo sempre tra le due piazze principali e le tre vie intorno, c'era una foto di lui al tavolo di quel locale. Ti ho pensata molto.
Un abbraccione Sandra Frollins

Luciano ha detto...

Bentornata, mi sei mancata!
Però, me lo chiedo, è proprio necessario spostarsi continuamente?
Lo capisco quando il lavoro manca e ci si deve muovere, lo capisco quando non si sta bene dove si sta, ma traslocare continuamente appena c'è un'occasione un minimo migliore di lavoro, senza che esistano sentimenti per un posto e per la gente che ci vive no.

Anonimo ha detto...

Questo post mi colpisce tantissimo perché io sono nata e cresciuta sempre nello stesso luogo e ora che vivo negli USA da appena due anni e mezzo mi rendo conto che la difficoltà più grande per me è affrontare la partenza delle persone a cui io e la mia famiglia ci leghiamo.
A volte ho l'impressione di vivere sempre con il fiato sospeso in attesa che qualcuno mi dica: ci trasferiamo. Dove vivo io c'è un continuo ricambio di persone e anche per me, vissuta per 40 anni in una piccola e immobile provincia italiana, è davvero stancante ricominciare tutto di nuovo, così come per mia figlia. Così ogni mese lei scrive una lettera a un amico/a che vive in Italia e una lettera a un amico/a conosciuto qui e che è partito. È il nostro piccolo progetto per accorciare le distanze e rendere meno amara la nostalgia.
La cosa bella è che verrai da queste parti :)
Ciao. Elena

NonPuòEssereVero ha detto...

Mi è venuta un pò di angoscia a leggere questo post.
io non vivo benissimo la lontananza dalle persone a cui voglio bene, nonostante adesso dovrei essere abituata visto che sono andata via da "casa mia" quasi dieci anni fa.

Marica ha detto...

Sandra: grazie per avermi pensata... e grazie di essere passata da queste parti :-)
Si, anche io come te, questa situazione cosi' diversa mi destabilizza... io ho fatto praticamente dall'asilo al liceo con le stesse amiche :-/

Luciano: grazie per il bentornata :-)
mah, i motivi sono stati i piu' diversi...
Rosa e' andata via perche' il padre aveva perso il lavoro (e con il visto, appena perdi lavoro devi andare via).
Nozomi perche' il lavoro del padre era finito (anche se la cosa e' stata molto impovvisa, quindi non so bene...).
David perche' il padre e' militare e ogni 4 anni deve spostarsi.
Penelope perche' sua mamma non ha mai amato qui e aveva sempre voluto tornare in Italia, quindi appena possibile sono andati.
Manu perche' sua mamma si e' voluta spostare per questioni famigliari.
Impressionante (forse ci faro' un post, forse no) come anche gli altri amici di scuola, quelli americani, abbiano le famiglie sparse in giro per gli USA e praticamente vedano i nonni una o due volte l'anno.

Elena: hai detto esattamente quello che cercavo di dire con l'ultima parte del post, ma non riuscivo a trovare le parole... grazie!!
Esatto, ogni volta e' ricominciare d'accapo. A traslocare sono gli altri, ma anche noi ogni volta ricominciamo d'accapo... e' tutto relativo, con la capsua della stazione spaziale che gira, ma sembra che giriamo noi. Ogni volta e' un ricominciare.
L'idea delle letterine e' molto bella pero'.. e credo che te la rubero' (per ora D le fa alle nonne, ma includeremo gli amici).
Si.. spero di incontarti! Ti rispondo appena posso all'email!

NonPuo'EssereVero: eh, lo so, e' spiazzante :-(

Silvia Pareschi ha detto...

Io li capisco. Per me il distacco da casa mia sarebbe insopportabile se non avessi la consapevolezza che è temporaneo. Però è vero, non ci si abitua mai al dispiacere di perdere di vista le persone con cui si è condiviso tanto.

Mel. ha detto...

Come ti capisco Marica! Milena chiede ancora di poter giocare con i suoi amichetti di Buffalo e da quando abbiamo comprato casa dice di non volersi "muovere" di nuovo" :/
E' dura per loro ma e' dura anche per noi adulti :(
Un abbraccio,
Mel.

Anonimo ha detto...

Ci mancate tanto anche voi!!
romina

dario celli ha detto...

A questo risvolto della vita, sinceramente, non avevo pensato così profondamente.
Ci è voluto il tuo post.
Chissà, forse i bimbi sono quelli che soffrono di più, ma forse sono anche quelli che si adattano di più ai cambiamenti.
E poi credo che tutte queste cose, alla fine, arricchiscano la loro intelligenza.
O no.
Non so...
Parlo bene io che (ancora) non ho figli.

Ah, a proposito di Lorenzo, con un po' di costanza e pazienza lo si puoi incrociare abbastanza facilmente dalle parti di Unione sq, a Manhattan, dove ha lo studio.
Abita poco più in là.
E spesso si trova in qualche locale per qualche piccolo concerto acustico.

d.

P.S.: era ora che ti decidessi a riprendere a scrivere!

servizio clienti santander ha detto...

grazie per tutti!!!
bacci
mi piace molto la publicazione!!!
:)