1/17/2016

1220 - Martin Luther King Jr

Domani (oppure oggi, dipende dal fuso orario) in USA e' una festa federale, viene celebrato il compleanno di Martin Luther King Jr.
Le feste federali in USA cadono sempre di lunedi, fatta eccezione per: Natale e Independence Day (che hanno una data fissa), e Thanksgiving (che e' sempre di giovedi).
Le altre sono:
- ML King il terzo lunedi di gennaio
- President Day il terzo lunedi di febbraio
- Memorial Day l'ultimo lunedi di maggio
- Labor Day il primo lunedi di settembre
- Columbus Day il secondo lunedi di ottobre.

[quindi, fatta eccezione per Natale e Independence Day, non ci sono "ponti"]

Per le feste federali le scuole sono chiuse, cosi' come le biblioteche, gli uffici postali e molti posti di lavoro statali... mentre per le aziende private ML King Day, President Day e Columbus Day sono spesso considerati giorni lavorativi.

Domani quindi D e' a casa da scuola.
Quando venerdi' sono andata a riprenderlo aveva un foglio con un disegno di Martin Luther King. Gli ho chiesto chi fosse quel signore, e lui ha risposto cosi' (cosa che i miei amici FB hanno gia' letto):

"E' Martin LuCHer King"
"E come mai ti hanno dato questo foglio? Cosa ha fatto questo signore?"
"E' un signore che CURAVA le persone, ma non era un dottore... aveva lo stesso nome del papa'... all'epoca sull'autobus le persone nere si dovevano sedere dietro, le persone bianche davanti, ma un giorno una signora ha sbagliato a sedersi ed e' stata messa in prigione, allora Martin Lucher King l'ha liberata e poi ha MESCOLATO le persone sugli autobus... poi ha fatto un dream, che e' quella cosa che il cervello pensa mentre dormiamo, ha fatto scoppiare una bomba, ha ucciso un mostro, ed ora e' dead"

Credo che all'inizio avesse ascoltato quello che diceva la maestra, per poi perdersi nei suoi pensieri :-).

Piu' di 50 anni dopo, c'e' ancora del lavoro da fare.

1/14/2016

1219 - Eravamo rimasti alla siccita'...

Eravamo rimasti che qui in California c'e' un problema di siccita' (ultimo post al riguardo).
Gia' prima dell'estate avevamo pensato di eliminare il prato del frontyard, e durante l'estate siamo passati all'azione: abbiamo assunto un architetto di giardini (perdonatemi la brutta traduzione) e in poche settimane il nostro monotono prato davanti casa e' stato sostituito da una composizione di piante tolleranti la siccita'. Sono molto soddisfatta del risultato ottenuto! Le varie piante richiedono poca manutenzione e si alternano nella fioritura, non avrei potuto chiedere di piu'!
Durante i lavori, anzi da quando i giardinieri mi avevano detto "ora smetta di innaffiare il prato cosi' e' piu' facile toglierlo", ci sono state diverse giornate di pioggia (a luglio, veramente insolito) e ho iniziato a sentire parlare del Nino. Fossi stata meno ignorante, ne avrei sentito parlare gia' da prima... ma in ogni caso il lavoro di sostituzione del prato sarebbe stato fatto.

Quest'inverno e' stato piu' freddo del solito. In sei anni che sono stata qui, quest'inverno per la prima volta abbiamo usato il giubbetto invernale. Molte altre persone usano normalmente il giubbino a San Diego d'inverno, sia chiaro.... ma per averlo messo sia io che D vuol dire che ha fatto proprio freddo!
La settimana scorsa, poi, il Nino e' arrivato con tutta la sua pioggia.
Non abbiamo mai visto cosi' tanta acqua da queste parti! Fiumi in piena, alluvioni, danni... cose che in italia purtroppo accadono ogni inverno, ma qui e' stata una novita'.

Sul mio telefono avevo attivato tempo fa il sistema di chiamata inversa del 911.
Basta registrarsi su questo sito: http://www.readysandiego.org/alertsandiego/, e si viene contattati sul proprio telefono in caso di emergenza. Quando l'abbiamo fatto era periodo di incendi, e pensavamo a quella come motivazione piu' plausibile per essere contattati (insieme ai terremoti). Invece per un paio di giorni sono arrivate allerte di allagamenti. Ed un giorno e' arrivata addirittura l'allerta tornado! I tornado qui sono veramente molto rari....
Io e D eravamo dal pediatra per un controllo, eravamo in una stanza che guardavamo la pioggia dalla finestra mentre aspettavamo l'arrivo del dottore, quando un'infermiera e' entrata e ci ha chiesto di allontanarci subito, e ci ha spostati in una stanza senza finestre. Dopo pochi secondi sentiamo all'altoparlante "allerta tornado, allontanarsi immediatamente dalle finestre, cercare riparo", mentre lo stesso messaggio mi arrivava sul telefono. D era preoccupato di fare la stessa fine di Dorothy, ma gli ho spiegato che eravamo in un palazzo molto grande con le finestre nuove e resistenti e non ci sarebbe successo nulla... e dopo poco l'allerta tornado e' stata cancellata.

Su internet si possono trovare tante foto e filmati degli allagamenti e dei paesaggi totalmente trasformati, ma questo secondo me e' molto esplicativo (si vede?).


Gia da domenica scorsa, pioggia e nuvole sono andate via, il cielo e' azzurro e le temperature sono in rialzo.

1/03/2016

1218 - Mamma, stiamo girando.

Sono mesi che devo scrivere questo post, e piu' aspetto piu' si allunga.

Il 2015 e' stato l'anno delle partenze, anche se a dirla tutta la prima partenza c'era stata prima, ad agosto 2014. Rosa e' stata la prima "amica" di D, se di amicizia si puo' parlare a quell'eta'. Ero al playground con D che aveva poco piu' di sei mesi, all'epoca si dondolava semplicemente sull'altalena, e affianco c'era Rosa, due mesi piu' piccola, con la sua mamma, dalla Danimarca. Anche se non ci siamo mai frequentavamo assiduamente, ci capitava di vederci spesso. E cosi' prima uno dopo l'altra: i primi passi, le prime parole, le prime cose buffe, fino ai due anni e mezzo di D, quando Rosa e la sua famiglia hanno lasciato San Diego per tornare in Danimarca.
"D, Rosa trasloca con la sua famiglia, vuol dire che parte ma non torna mai piu'", "Ma cosa vuol dire mai piu'? Tra un mese? Tra un giorno? Tra 5 giorni?", "No amore, mai piu' vuol dire mai piu'".
E' stato un po' difficile da capire.

A gennaio 2015 e' partita Nozomi. Lei e' stata a lungo la migliore amica di D, anche se lei parlava giapponese e lui italiano, ma incredibilmente si capivano, ridevano, giocavano. Abbiamo conosciuto Nozomi e la sua mamma quando D aveva poco piu' di un anno, lei due mesi piu' grande. Si sono frequentati fino ai tre anni. La mamma di Nozomi e' molto simpatica, anche noi riuscivamo a capirci nonostante il nostro inglese stentato :-). Dalla mia esperienza limitata, mi sento di dire che i giapponesi sono delle persone meravigliose, e la mamma di Nozomi non e' mai stata da meno. Continuiamo a sentirci via email e a mandarci foto dei bimbi (e qualche regalo ogni tanto), ma decisamente non e' come vedersi tutti i giorni al playground...
"D, anche Nozomi trasloca con la sua famiglia... parte e non torna mai piu'".

A febbraio 2015 siamo andati in vacanza in Italia, una volta tornati a San Diego D avrebbe affrontato il cambio di classe: dalla classe di mezzo (bambini tra i 2 e i 3 anni) alla classe dei grandi (bambini tra i 3 e i 5 anni). Nella sua classe aveva moltissimo legato con due bimbi: Paul (francese) e Juni (koreano). Anche qui, nonostante gli ostacoli linguistici, grande amicizia e grandi risate, soprattutto con Juni. Chiesi alla maestra se nel cambio classe D sarebbe capitato con almeno uno dei due suoi amici, ma "no, mi spiace, entrambi traslocano a fine mese".
"D, mi spiace, ma anche Paul e Juni traslocano, non verranno piu' a scuola con te".

A maggio c'e' stata la partenza piu' pesante per tutta la nostra famiglia: David con la mamma e il papa'. In realta' David e' stato l'ultimo arrivato, perche' noi grandi ci conosciamo dal gennaio 2011, da prima che nascessero i bambini. Sono passati piu' di sette mesi dalla loro partenza.... ma non ho ancora la freddezza per parlarne. Dico solo che ci mancano tantissimo, anche D ogni tanto scade nel malinconico con "ma ti ricordi quando c'era Romina....". Proprio qualche giorno fa abbiamo pero' comprato i biglietti aerei per andare a trovarli :-)
"D, anche David trasloca.... ma prima o poi andremo a casa sua a salutarlo".

Approfittando di una cena di saluto per David e famiglia, avevo ricontattato la famiglia di Penelope. Era da tanto che D e Penelope non si vedevano, da quando erano molto piu' piccoli, ma si erano trovati subito bene. Ho cercato allora di organizzare un pomeriggio di gioco, ma non ci sono riuscita, fino a quando ad agosto...
"D, ti ricordi quella bambina tanto simpatica che volevi rivedere? Beh, anche lei trasloca, torna a vivere in Italia".

E per concludere l'anno, a dicembre e' partito anche Manu. Lui e la sua mamma li abbiamo conosciuti al playground vicino casa perche' li ho sentiti parlare in Italiano, e ne ho approfittato per attaccare bottone. D aveva un anno e mezzo, era aprile ed era il giorno in cui lo avevo iscritto a scuola (con inizio settembre), e con piacere avevo scoperto che Manu andava proprio in quella scuola. Nonostante gli impegni, siamo riusciti a frequentarci spesso e alla fine D e Manu giocavano quasi tutti i giorni insieme... anche questo e' stato un duro colpo.
"D, amore, anche Manu trasloca... ma non va troppo lontano, prima o poi andremo a trovarlo".

Dei suoi amici "di lunga data" e' rimasto solo C. E ogni tanto mi chiede preoccupato se anche C sta per traslocare, oppure insiste di voler traslocare anche lui, vuole andare a vivere a New York dice.
E' vero che nel frattempo sono arrivate altre persone, e anche D ha conosciuto altri bambini, insomma amici che vanno e amici che vengono, ma quelli che vanno via fanno molto piu' rumore, e lasciano un vuoto dietro di loro. Noi genitori continuiamo a sentirci, ma per i bambini e' piu' difficile mantenere un rapporto a distanza.

Tutto questo movimento a San Diego e' normale. Si viene per lavoro, si va via per seguire un lavoro. Anzi, in generale credo che in tutti gli Stati Uniti sia cosi. Quindi per D questo e' solo l'inizio.

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Un paio di giorni fa eravamo in un museo di Los Angeles, dentro la ricostruzione di un ambiente della Stazione Spaziale Internazionale. Ad un certo punto tutto l'ambiente ha iniziato a girare intorno a noi, per simulare l'effetto di vivere nello Spazio. D era molto preoccupato: "Mamma, stiamo girando! Mamma, siamo sottosopra!". Io gli spiegavo che no, noi eravamo fermi, era la stanza che girava intorno a noi. Lui pero' insisteva "Mamma, stiamo girando". In fondo credo avesse ragione lui.